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PHIL STERN – SICILY 1943

PHIL STERN – SICILY 1943 - Mondopressing  Dicembre  2014

In molti lo ricordano per i suoi scatti a divi del cinema americano come James Dean e Marilyn Monroe, ma Phil Stern è stato anche un testimone attento e sensibile dello Sbarco degli Alleati anglo-americani in Sicilia nel 1943, episodio della Seconda Guerra Mondiale da cui prese vita un pò per volta la liberazione dall'occupazione nazista.

A settant’anni di distanza possiamo vedere molti di quegli in scatti in bianco e nero esposti alla Galleria del Credito Valtellinese: 70 immagini in grande formato che raccontano scene di battaglie ed anche l’incontro con gli abitanti dei paesi costieri, in bilico tra momenti di vita quotidiana e scenari di guerra.

Questa iniziativa ha avuto come prima tappa la città siciliana Acireale, fornendo a Stern, oggi novantatreenne, l’opportunità di tornare sui luoghi da lui fotografati nel 1943 e di rivivere le emozioni di allora. Il diario di viaggio dei suoi giorni in Sicilia, le sue riflessioni sulla guerra, i suoi ricordi, riemergono nel documentario "Phil Stern. Sicilia 1943. La guerra e l'anima." scritto da Ezio Costanzo e da lui diretto insieme a Filippo Arlotta, produzione Le Nove Muse Editrice con Credito Siciliano e Credito Valtellinese, che è stato proiettato in prima assoluta a Milano la sera dell'inaugurazione della mostra.

Al comando di Patton (VII Armata Usa) e Montgomery (VIII Armata britannica) nelle prime ore del 10 Luglio 1943 sbarcarono sull'isola 160 mila soldati anglo-americani. Le truppe americane raggiungono Gela, Scoglitti e Licata, mentre le truppe britanniche occupano il litorale sud orientale dell'isola, tra Marzamemi e Siracusa. La difesa della Sicilia è affidata a 220 mila soldati italiani e a 30 mila tedeschi. Il 22 Luglio Patton conquista Palermo e il 17 agosto raggiunge Messina, ultima meta dell'Operazione Husky. La conquista dell'isola non sarà una semplice formalità per gli anglo-americani che lasceranno sul campo oltre 5000 morti in soli 38 giorni.

Il 3 Settembre, a Cassibile (Siracusa) l'Italia firmerà l'armistizio (reso pubblico alla radio cinque giorni più tardi dal generale Badoglio) con gli Alleati che sancirà la resa incondizionata.

Secondo il curatore della rassegna il tenente-fotografo si trovava sempre al posto giusto al momento giusto e sapeva creare un'empatia intesa con il soggetto fotografato, catturandone immagine e vezzi sempre con garbo e ironia. Spesso il suo è un lavoro dietro le quinte, che umanizza il soggetto, lo avvicina al lettore.

Stern, discendente da ebrei russi immigrati negli States, cresce nel Bronx. La sua carriera, non ancora conclusa, inizia con le collaborazioni a Friday e poi a Life, Collier's, Look. Quindi il lavoro per il cinema e la collaborazione con Orson Welles inel film “Citizen Kane”, noto in Italia come “Quarto Potere”. Nel 1941, Stern parte per il fronte; volontario in nord Africa viene ferito in Tunisia. Come corrispondente di guerra per la rivista delle forze armate Usa segue lo sbarco in Sicilia dove è ferito e a seguito di questo riceve, con il rimpatrio, una decorazione di guerra. Anche nelle foto sui diversi campi di battaglia, Stern conserva la propria freschezza d'autore. Alla necessaria ufficialità accompagna la capacità di racconto di umanità viva e vera. Non dissimilmente da quanto faceva nei set delle grandi produzioni hollywoodiane.

In occasione dell’esposizione milanese è stato altresì presentato il volume dedicato alla mostra edito da Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e Silvana Editoriale.

 

Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Corso Magenta 59, Milano

Fino al 24 Ottobre 2013; orari: da lunedì a venerdì 10-19-30; sabato 9-12

Tel. +39 02 48.008.015; www.creval.it

 

Fabio Giuliani

 

19/10/2013 06:14 pm

ARRIVANO DA PARIGI LE COLLEZIONI DEL MUSEE D'ORSAY E DELL'ORANGERIE

ARRIVANO DA PARIGI LE COLLEZIONI DEL MUSEE D'ORSAY E DELL'ORANGERIE - Mondopressing  Dicembre  2014

Prosegue la collaborazione fortemente voluta dal Sindaco, Piero Fassino, tra Città di Torino, Musée d’Orsay e Skira editore, che ha avuto inizio nel 2012 con la grande mostra dedicata a Degas.  

Quest’anno la GAM presenta infatti una nuova straordinaria rassegna dedicata a Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), artista tra i protagonisti, con Manet, Monet, Degas, Pissarro, Sisley, Cézanne, tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, della grande stagione dell’Impressionismo francese. 

Un importante accordo siglato tra la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino - Fondazione Torino Musei, Skira editore e il Musée d’Orsay di Parigi – con Danilo Eccher, Direttore della GAM, Massimo Vitta Zelman, Presidente di Skira, e Guy Cogeval, Presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie – ha permesso di definire un progetto scientifico di grande valenza, che porta nel capoluogo piemontese una splendida mostra, davvero unica per la qualità delle opere presentate. 

Il Musée d’Orsay e il Musée de l’Orangerie, che conservano la collezione più completa al mondo dell’opera di Renoir, hanno accettato di privarsi per quattro mesi di una sessantina di capolavori, per dare vita a una straordinaria rassegna che documenta tutta l’attività di questo grandissimo pittore, testimoniando i momenti più significativi e le svolte che, partendo dagli esordi, hanno portato l’artista a fine carriera a un progressivo allontanamento dall’Impressionismo. 

La curatela della mostra è affidata a Sylvie Patry, Conservatore Capo presso il Musée d’Orsay e grande specialista di Renoir, e a Riccardo Passoni, Vice Direttore della GAM di Torino. 

Skira, in stretta collaborazione con la Fondazione Torino Musei, produce la rassegna, curandone gli aspetti organizzativi e promozionali e ne pubblica il catalogo. 

La mostra sarà allestita al primo piano della GAM, nella sala dell’Exhibition Area, all’interno del percorso delle collezioni permanenti, recentemente riallestite secondo quattro nuovi percorsi tematici. 

Anche dal punto di vista dell’allestimento la mostra avrà dunque il respiro, l’agio e la piacevolezza di una grande rassegna internazionale. Sarà esposta anche un’opera di proprietà della GAM: il Ritratto del figlio Pierre (1885), acquistato su interessamento di Lionello Venturi. 

Con questa esposizione si vuole percorrere la complessa evoluzione del percorso artistico di Renoir – attivo per oltre un cinquantennio tanto da produrre oltre cinquemila dipinti e un numero elevatissimo di disegni e acquerelli –, evidenziando la grande varietà e qualità della sua tecnica pittorica e i diversi temi affrontati. 

Nell’arco della sua vita, Renoir si misura infatti con la sperimentazione della pittura en plein air, fianco a fianco con l’amico e collega Monet, portando al tempo stesso a compimento opere in atelier. Dedicandosi anche alla ritrattistica su commissione, è attorniato da una stretta cerchia di ammiratori e mecenati. A testimonianza del successo già raggiunto in vita, basti pensare al fatto che per il suo quadro Madame Charpentier con i figli (acquistato dal Metropolitan Museum of Art di New York nel 1907) venne pagato il prezzo più alto raggiunto in quegli anni da un dipinto. È amico personale degli impressionisti – come Monet, Cézanne, Pissarro, Berthe Morisot, Sisley e Caillebotte, con cui discute di pittura e organizza mostre – e incoraggia altri grandi artisti come Matisse, Bonnard, Maurice Denis. Tuttavia, la fama e il riconoscimento da parte dei suoi contemporanei gli arrivano solo all’inizio del Novecento.

Oggi è considerato uno dei maggiori maestri a cavallo tra il XIX e il XX secolo. 

La mostra torinese si articola in nove sezioni. 

L’epoca della bohème. Ritratti reciproci a Parigi negli anni ottanta dell'Ottocento

 

Noi adoriamo le donne di Renoir” (Proust)

 

il mestiere di paesaggista” (Renoir)

 

Infanzia

 

La “fortunata ricerca della dimensione moderna” (Zola)

 

A proposito delle Ragazze al piano

 

Bello come un dipinto di fiori” (Renoir)

 

Il nudo, una delle forme indispensabili dell'arte” (Renoir)

 

Il testamento delle Bagnanti

 

In mostra sono esposti anche gli strumenti di lavoro dell’artista: tavolozza, scatola di colori, pennelli, inseparabili attrezzi del grande maestro. Sino all’ultimo aveva lavorato alle sue Bagnanti, facendosi legare i pennelli alle dita ormai deformate dall’artrite reumatoide.  

Accompagna la mostra una pubblicazione edita da Skira che presenta, oltre alle riproduzioni delle opere in mostra, diversi contributi critici.

Rappresentare la bellezza, sorprendere con luce e colore, ritrarre la vita della propria epoca con un delicato realismo, sono elementi chiave della filosofia pittorica di Renoir, che ne fanno ancora oggi uno dei pittori più amati dal pubblico. 

La mostra di Torino vuole essere un omaggio alla sua arte e un’occasione irripetibile per ripercorrerne la vicenda artistica e umana, e permette di ammirare opere straordinarie, la maggior parte delle quali mai esposte in Italia.

 

17/10/2013 09:10 pm

PERSONALE DELL'ARTISTA LAWRENCE R.ARMSTRONG

PERSONALE DELL'ARTISTA LAWRENCE R.ARMSTRONG - Mondopressing  Dicembre  2014

 lAtelier M.K. in Blu ospita, dal 2 al 21 ottobre 2013, con la curatela di Francesca Bellola, la mostra personale di Lawrence R. Armstrong “Layered Vision”. 

In esposizione l'ultima produzione dell'artista americano, ispirata dalla visione dei vari livelli stratificati nello spazio e nel tempo. Una continua esplorazione affascinante sia nell'universo che nell'ambiente naturale circostante. La costruzione della forma, dei piani, dei vuoti in arte e soprattutto in architettura, genera una contrapposizione tra caos e ordine, semplicità e complessità, inconsistenza e solidità. Questa tensione naturale che si crea tra forze opposte è il motore che genera grande curiosità nell'autore, artefice di creazioni a volte difficili ad un primo sguardo, ma mai banali. Queste visioni appaiono spontaneamente, possono scaturire da un evento, da una persona, da un gesto o da un brano musicale oppure dalla combinazione di tutti questi elementi. La costruzione di un'opera può richiedere giorni, a volte anche settimane prima di essere concepita nel suo supporto. Una volta creato uno schizzo, la composizione compare rapidamente e di conseguenza vengono concepiti numerosi pezzi in progressione.

Lawrence R. Armstrong, architetto e designer, vive e lavora in California;è un  artista dotato di talento,.possiede quel raro dono di saper prevedere, con largo anticipo, l'evoluzione del mercato. Innovazione e creatività sono le doti che contraddistinguono la sua attività a livello internazionale anche come business leader.

 

Nel 1972 ha fondato  “Ware Malcomb”, azienda che si occupa di architettura, interior design, progettazione, grafica e molto altro,presente  negli Stati Uniti, in Canada e a Panama.

MARTEDI' 15 OTTOBRE ORE 18.30

cocktail con l'artista LAWRENCE R. ARMSTRONG

Per l'occasione TANYA PONOMAREVA

canterà alcuni brani classici

 LAYERED VISION

a cura di Francesca Bellola

dal 2 al 21 ottobre 2013

 

ingresso libero

ATELIER M. K. IN BLU

Via Santa Maria Valle, 4 Ang. Via Stampa – Milano

orari: da martedì a venerdì ore 11.30-13.30 e 14.30-19.00 lunedì e sabato 14.30-19.00

  

15/10/2013 03:43 pm

ESCE DAI DEPOSITI IL 600 LOMBARDO E VA IN MOSTRA A BRERA

ESCE DAI DEPOSITI IL 600 LOMBARDO E VA IN MOSTRA A BRERA - Mondopressing  Dicembre  2014


La Pinacoteca di Brera possiede un ingente patrimonio di dipinti dei principali protagonisti del Seicento lombardo, realizzati a partire dall’età di Federico Borromeo fino alla successiva stagione barocca e alla svolta classicista della seconda Accademia Ambrosiana: per ragioni di spazio però la sezione ad essi dedicata nel percorso museale ne presenta un numero molto ridotto.

Scopo principale di questa mostra è dunque di consentire la visione da parte del pubblico di un gruppo piuttosto nutrito di significative opere lombarde del XVII secolo, in massima parte restaurate negli ultimi decenni con finanziamenti ministeriali e di privati, normalmente sottratte all’attuale percorso espositivo. La selezione presentata, comprendente 46 opere, tende a privilegiare i dipinti di grande formato, difficilmente movimentabili al di fuori del circuito del museo; ben 21 sono i dipinti dai depositi interni ed esterni di Brera, tutti destinati ad essere esposti nel futuro progetto museale denominato “Grande Brera”.

Fra di essi sono quattro importanti pale d’altare, tre delle quali firmate e datate: di Fede Galizia il Noli me tangere (1616), della maturità di Carlo Francesco Nuvolone è l’Assunzione della Vergine (1648), ormai pienamente barocca, e di Giuseppe Nuvolone il San Francesco in estasi (1650), in deposito presso la chiesa parrocchiale di Cornate d’Adda; di Giovan Battista Crespi detto il Cerano è invece il Cristo nel sepolcro, San Carlo e santi (1610 circa), fino a qualche mese fa in deposito presso la chiesa milanese di Santo Stefano. Per l’occasione di questa mostra i dipinti di Fede Galizia e del Cerano sono stati oggetto di restauro (2013), con interventi finanziati rispettivamente da DLA Piper e dai Rotary Club di Milano Nord e Milano Visconteo.

Accanto al Noli me tangere di Fede Galizia, uno dei rari dipinti di grande formato della pittrice milanese, nota soprattutto per la produzione di ritratti e nature morte, viene presentato una poco conosciuta tela  di Agostino Santagostino, Il congedo di Cristo dalla madre (nono decennio del XVII secolo), che con quella della Galizia illustrava episodi della vita di Maria Maddalena entro la distrutta chiesa del monastero femminile agostiniano dedicato alla santa in Milano.

L’esposizione rende possibile proporre, pur selettivamente attraverso tre opere, l’importante serie dispersa dei cicli di dipinti già realizzati per la Sala dei Senatori in Palazzo Ducale (oggi Palazzo Reale) a Milano. A dare inizio alla decorazione dell’ambiente era stata l’Andata al Calvario di Daniele Crespi, eseguita alla metà degli anni venti, offerta al Senato dal cardinale Cesare Monti, grande collezionista. Dal ciclo delle Storie della Passione di Cristo, provengono l’Orazione nell’orto di Giovanni Stefano Montalto e la Flagellazione di Giuseppe Nuvolone, entrambe ancora nelle ricche cornici dorate originali ed eccezionalmente presentate ora a fianco dell’opera di Daniele Crespi. Probabile ispiratore, se non diretto committente della decorazione della sala, con il ciclo della Passione e con quello dedicato al tema delle Allegorie della Giustizia cristiana, era stato Bartolomeo Arese, Presidente del Senato di Milano (1660-1674), mecenate e protagonista della vita politica cittadina nei decenni centrali del XVII secolo.

Il percorso espositivo comprende altri dipinti di soggetto sacro di piccolo e medio formato, tra i quali si segnalano il bozzetto per una pala d’altare nella Certosa di Pavia di Morazzone (La Madonna del Rosario con San Domenico e due angioletti), la tavoletta di Cerano con San Giorgio e il drago e la Natività e adorazione dei pastori di Giuseppe Vermiglio, commovente espressione del realismo lombardo di un pittore sensibile al dettato caravaggesco.

Una nutrita sezione è dedicata ai ritratti, nella quale sono prevalenti ritratti e autoritratti di pittori milanesi e lombardi appartenuti al cosiddetto Gabinetto de’ ritratti costituito da Giuseppe Bossi, all’inizio dell’Ottocento segretario dell’Accademia di Brera e tra i promotori del museo braidense. Tra di essi si segnalano il felice ritratto di gruppo della famiglia Nuvolone in concerto, realizzato a metà del XVII secolo dai due fratelli Carlo Francesco e Giuseppe, e l’Autoritratto di Giulio Cesare Procaccini, dipinto un anno prima della morte nel 1624, ora presentati insieme ad altre opere, tra le quali la coppia dipinta dal valsesiano Tanzio da Varallo (considerati un tempo effigi dell’artista e della di lui consorte) e il ritratto dovuto a Francesco Cairo del pittore perugino e scrittore d’arte Luigi Scaramuccia, appartenuti anch’essi al Gabinetto bossiano.

A completamento del percorso espositivo, dalla ricca collezione del Gabinetto dei disegni della Pinacoteca di Brera si presentano otto significativi fogli di pittori diversi,  tra i quali spiccano Cerano, Morazzone e Moncalvo.

Comuni denominatori di grande fascino che accomunano gli artisti riferibili alla scuola pittorica lombarda del XVII secolo e che emergono nelle opere in mostra sono da un lato il senso corposo della materia pittorica e dall’altro l’uso scenografico degli effetti luministici.

 

Il catalogo, pubblicato dall’editore Skira, oltre che delle curatrici comprende contributi di Danilo Zardin, Francesco Frangi e Paolo Vanoli e agili biografie degli artisti stese da Eugenia Bianchi.

13/10/2013 08:39 pm

MILANO RENDE OMAGGIO A JOLE VENEZIANI

MILANO RENDE OMAGGIO A JOLE VENEZIANI - Mondopressing  Dicembre  2014

  VILLA NECCHI CAMPIGLIO OSPITA  DAL 10 OTTOBRE AL 24 NOVEMBRE 2013 LA MOSTRA" JOLE VENEZIANI ALTA MODA E SOCIETÀ A MILANO"

L'esposizione rievoca, attraverso un’attenta selezione dei materiali dell’Archivio Veneziani,  la figura e la carriera della stilista che è stata tra i fondatori dell’Alta moda italiana e pioniera del Made in Italy nel mondo.

Quello di Milano è il primo appuntamento di un progetto che, una volta terminato lo studio sul patrimonio dell’Archivio, si concretizzerà in una grande mostra itinerante che porterà l’Atelier Veneziani nelle capitali europee e del Far East.

Jole Veneziani (1901-1989),è stata protagonista della creazione, negli anni Cinquanta e Sessanta, dell’Alta moda italiana e pioniera dell’affermazione del Made in Italy nel mondo, nonché figura di primo piano della rinascita postbellica di Milano.

La rassegna, curata da Fernando Mazzocca, promossa dalla  Fondazione Bano e dal FAI, presenterà abiti d’epoca, bozzetti e fotografie, oltre a filmati, documenti, oggetti di sartoria, scelti tra gli oltre 15.000 pezzi dell’Archivio Veneziani, acquisito nei primi anni Ottanta dalla fondazione padovana. L’allestimento, studiato da Corrado Anselmi, è stato appositamente pensato per far dialogare in modo armonico le creazioni di Jole Veneziani con i ricchi ambienti di Villa Necchi Campiglio, combinando la storia della moda e del costume, con quella della Milano del Novecento. Milano è stata la citta che accolse una giovanissima Veneziani quando, da Taranto, si trasferì con tutta la sua ricca e numerosa famiglia. E fu nel capoluogo lombardo dove, dopo una breve esperienza come amministratrice di un’importante ditta di pelli, sviluppò la sua vocazione per la moda e un fiuto da vera imprenditrice.

La mostra accoglie il pubblico con  la ricostruzione di una giornata tipo di una donna dell’alta borghesia milanese, con manichini che indossano i capi originali creati da Jole Veneziani, intenti nel preparare la tavola per il pranzo, giocare a carte, leggere una rivista,

Jole Veneziani comprese come, anche negli anni più bui della seconda guerra mondiale, si andassero manifestando un desiderio di rinascita e la voglia di ritornare alle gioie della vita. Nel 1937 aprì un laboratorio di pellicceria in via Nirone,dove accanto nacque  la sartoria nel 1943, e nel 1946 la produzione di Haute Couture,

 Nel 1944 trasferì la sua sede in via Montenapoleone in una Milano ancora sotto le bombe e le macerie. Per far rivivere al pubblico lo spirito di quegli anni, a Villa Necchi Campiglio è stata  ricostruita l’atmosfera dell’Atelier Veneziani di via Montenapoleone, con oggetti di sartoria e modelli originali accompagnati dalle foto d’epoca degli ambienti e da quelle delle modelle in sala prove.

La sua creatività e la sua professionalità la condussero a partecipare alla storica, e prima, sfilata di moda di Villa Torrigiani a Firenze, nel 1951, che segnò la nascita dell’Alta moda italiana. Organizzata da Giovanni Battista Giorgini, l’evento vide la presenza dei cosiddetti ‘13 apostoli’, esponenti delle più importanti sartorie d’Italia.
 Per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta, il lussuoso atelier della Veneziani al numero 8 di via Montenapoleone non è stato solo la grande officina creativa di uno stile unico e universalmente apprezzato, ma anche un centro di aggregazione della mondanità milanese, grazie alle clienti celebri, attrici e regine del ‘bel mondo’, con cui lei, temperamento curioso e vivacissimo, intrattenne anche rapporti di amicizia. Da quelle sale dorate e risplendenti di specchi sono passate Josephine Baker, Marlene Dietrich, Maria Callas, Elsa Martinelli, Lucia Bosè, Wally Toscanini, Anna Proclemer, Giovanna Ralli, Paola Pitagora, Anna Bonomi Bolchini, Ljuba Rizzoli, Emanuela Castelbarco, Sandra Milo, Franca Rame, Ornella Vanoni.

Il percorso espositivo prosegue immagini del personaggio Jole Veneziani. Sempre accompagnato dai modelli originali delle sue creazioni, il visitatore verrà condotto sulle tracce della storia della stilista, attraverso un’accurata selezione di bozzetti originali, le testimonianze delle personalità che l’hanno incontrata, le copertine delle riviste che hanno immortalato lei e i suoi vestiti - memorabile quella di Life del 14 aprile 1952 -, i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale. E ancora le fotografie della famiglia Veneziani, delle sfilate tenute in tutto il mondo e delle modelle celebri,i momenti  significativi della sua carriera, come la consulenza per l’Alfa Romeo, il prestigioso incarico di “infiorare” la Scala per la prima del 7 dicembre, dove molte partecipanti andarono vestite proprio con i suoi magnifici abiti.

L'incontro con il cinema, il teatro e la televisione è ospitato  in un'apposita  area in cui verranno proiettati filmati d’epoca.

Un album- cataliogo con le foto d’epoca  e notizie sulla sua vita accompagna la mostra , edito da Marsilio editori.

Annamaria Demartini

13/10/2013 08:29 pm