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TRIENNALE DESIGN MUSEUM

TRIENNALE DESIGN MUSEUM - Mondopressing Maggio 2015

Il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione 

Ultima settimana, in particolare per gli studenti Erasmus in arrivo da tutto il mondo, per visitare la settima edizione di un progetto a cadenza annuale.

Dopo aver risposto alla domanda “Che Cosa è il Design Italiano?” con “Le Sette Ossessioni del Design Italiano”, “Serie Fuori Serie”, “Quali cose siamo”, “Le fabbriche dei sogni”, “TDM5: grafica italiana” e “Design. La sindrome dell’influenza”, Triennale Design Museum, il primo museo del design italiano, conferma la sua natura dinamica, in grado di rinnovarsi continuamente e di offrire al visitatore percorsi inediti e diversificati. Un museo emozionale e coinvolgente. Un organismo vivo e mutante, capace ogni anno, attraverso la sua innovativa formula, di interrogarsi senza dare risposte precostituite.

Questa edizione è dedicata al tema dell'autosufficienza produttiva. L’idea alla base parte dal presupposto che il progettare negli anni delle crisi economiche sia una condizione particolarmente favorevole allo stimolo della creatività individuale: dalle origini del design italiano negli anni Trenta, anni in cui i nostri grandi progettisti hanno realizzato opere esemplari, ai distretti produttivi (nati negli anni Settanta in piccole aree geografiche tra patrimoni di sapere e di eccellenza, basati su tradizioni locali e disponibilità diretta di materie prime) per arrivare alle sperimentali forme di produzione dal basso e di autoproduzione dai primi anni del ventunesimo secolo, e ancora in corso.

L'attuale esposizione ci illustra quindi una storia “alternativa” del design italiano attraverso una selezione di oltre 650 opere di autori fra cui Fortunato Depero, Bice Lazzari, Fausto Melotti, Carlo Mollino, Franco Albini, Gio Ponti, Antonia Campi, Renata Bonfanti, Salvatore Ferragamo, Piero Fornasetti, Bruno Munari, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Enzo Mari, Andrea Branzi, Ugo La Pietra fino a Martino Gamper, Formafantasma, Nucleo, Lorenzo Damiani, Paolo Ulian, Massimiliano Adami. Il percorso, strutturato secondo un ordine cronologico, ha inizio con una stanza dedicata a Depero e alla sua bottega Casa d’Arte a Rovereto (dove realizzava quadri e arazzi, mobili e arredamenti, giocattoli e abiti, manifesti pubblicitari ed allestimenti) e termina con una stanza a cura di Denis Santachiara dedicata al design autoriale che si autoproduce con le nuove tecnologie. Tra questi due estremi incontriamo, di volta in volta, diversi protagonisti che, dagli anni Trenta a oggi, hanno saputo sperimentare in modo libero creando nuovi linguaggi e nuove modalità di produrre, fra questi Enzo Mari con la sua autoprogettazione. Su questo percorso si intrecciano focus scelti a campione (un materiale: il vimini; un distretto produttivo: il marmo; una tecnica di lavorazione: il mosaico; una città: Torino; una regione: la Sardegna…)

Gli ambienti del T. D. M. sono rivisitati in maniera inedita. Gli elementi dell’allestimento dialogano con l’architettura di Muzio senza mai toccarla. Avvolgono e immergono subito il visitatore in un paesaggio fatto di sentieri, pareti, palazzi, marciapiedi, scale, piazze...La novità è, a scadenza mensile, il ciclo di mostre dedicato alle icone del Design italiano scelte da testimonial d'eccezione che presentano, negli spazi del “CreativeSet” i loro “miti”: abbiamo visto, in ordine di tempo:

Enzo Mari, Cini Boeri, Mario BelliniSet, Andrea Branzi, Nanda Vigo, Alessandro Mendini, Ugo La Pietra, Michele De Lucchi, Gaetano Pesce, Antonio Citterio.

Direzione: Silvana Annicchiarico, cura scientifica: Beppe Finessi, progetto di allestimento: Philippe Nigro, progetto grafico: Italo Lupi, catalogo Corraini Edizioni.

L’ottava edizione del T. D. M. , anticipando Expo Milano 2015, in perfetta sintonia con il tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, proporrà, dal prossimo 9 Aprile, l'evento “Cucine & Ultracorpi”, a cura di Germano Celant. Sviluppata in stretta collaborazione con Silvana Annicchiarico s’ispira sin dal titolo al libro di fantascienza “L’invasione degli Ultracorpi”, scritto da Jack Finney nel 1955 e all’omonimo film tratto dal romanzo e girato da Don Siegel, che si sono imposti come opere di rottura e cambiamento nell’immaginario collettivo.

 

Palazzo della Triennale – Viale Alemagna 6, Milano

Fino al 22 Febbraio 2015; orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; giovedì 10.30-23

Ingresso: 8/6,50/5,50 Euro

17/02/2015 11:12 pm