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A PIOMBINO RIAPRE IL MUSEO DELLE CERAMICHE MEDIOEVALI

A PIOMBINO RIAPRE IL MUSEO DELLE CERAMICHE MEDIOEVALI - Mondopressing  Luglio  2014

              E’ stato recentemente riaperto il Museo del Castello impreziosito dalle maioliche medievali rinvenute sul tetto dell'abside di Sant’Antimo sopra i Canali e delle teste delle fonti di Marina. L’iniziativa è stata possibile grazie ad  un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno.

Con questo nuovo allestimento il Castello non sarà più semplicemente il museo di se stesso, ma racconterà la storia della Piombino medievale, attraverso un nastro rosso su cui si distendono ricostruzioni, testi, reperti, dispositivi interattivi, immagini, video e suoni. Saranno così comprensibili i risultati di scavo archeologico della volta dell’abside della chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali che hanno messo in luce oltre seicento esemplari di ceramiche medievali; proprio dal ritrovamento di queste ceramiche, effettuato nel 2003 in concomitanza con i lavori di restauro della chiesa, il nuovo progetto di allestimento museale trae la sua origine.

Al suo interno, articolato in tre livelli e in tre diversi percorsi espositivi, si snodano in un unico racconto il museo del castello al piano terra, la mostra permanente delle ceramiche di Sant’Antimo al primo piano, il museo della storia della città sulla formazione e sullo sviluppo di Piombino dall’epoca medievale fino all’età moderna al secondo piano.

La cronologia delle ceramiche esposte, compresa nella prima metà del XIII secolo,  la loro provenienza e tipologia (maioliche arcaiche di produzione pisana, ceramiche prodotte a Savona, ceramiche di importazione da varie parti del Mediterraneo) rendono questo uno dei ritrovamenti più importanti a livello nazionale nel campo dello studio della ceramica medievale. In occasione del restauro della chiesa furono inoltre rimossi dalla torre campanaria i bacini ceramici apposti come originaria decorazione architettonica, anch’essi testimonianza, nel XIII secolo, di una circolazione di prodotti ceramici relativa a più contesti del Mediterraneo.

Negli anni passati anche un altro monumento importante della Piombino medievale, come la Fonte ai Canali, è stato sottoposto a restauro e, in tale occasione, per decisione della stessa Soprintendenza ai Beni Artistici, sono state rimosse le teste zoomorfe della fonte da cui scaturisce l’acqua. Tali teste, restaurate da Luca Giannitrapani su incarico della Soprintendenza stessa, trovano la loro giusta collocazione in questo nuovo percorso museale. (c.t.)

                                           

02/08/2013 12:29 pm

IL “METAFORMISMO - L'ARTE CONTEMPORANEA NELLE ANTICHE DIMORE

IL “METAFORMISMO - L'ARTE CONTEMPORANEA NELLE ANTICHE DIMORE - Mondopressing  Luglio  2014

Suggestioni naturalistiche ed artistiche sul Garda – ultimi giorni 

“Suso in Italia bella giace un laco, / a piè de l'Alpe che setta Lamagna / sovra Tiralli, c'ha nome Benaco. / Per mille fonti, credo, e più si bagna / tra Garda e Val Camonica e Pennino / de l'acqua che nel detto laco stagna.” (Dante, “Inferno”, XX° Cantica, versi 61-66)

 

“Benacus” per i Romani, “Warda” per i Winnili, il più grande lago italiano ebbe due nomi, il primo di origine celtica, il secondo di origine longobarda; il primo deriverebbe, sulla base di studi attendibili, dall'irlandese “Bennach” (munito di corno), poi mantenuto anche in epoca romana.

Percorrendo da nord, partiti da Riva in territorio trentino, sulla sponda orientale incontriamo presto Malcesine, simpatica cittadina dai poetici contorni geometricamente irregolari ma fluidi, propaggini

di precedente “macchia” verde tra cipressi appuntiti ed altre forme arboree. Solo l'immancabile chiesa ed un castello di origine scaligera rompono l'uniformità in altezza dell'abitato già noto fin dall'antichità, allorchè in quel modesto villaggio di pescatori, pastori ed artigiani arrivò il culto di Iside, tra le più celebri divinità egiziane, professato in parte anche dai Romani.

“Fluctibus et fremitu assurgens Benace marino”; così si espresse il poeta Virgilio in un frammento dei “Georgica” (158-160) ammirando il lago proprio da Malcesine, si dice, esattamente nel punto dove, secoli più tardi, sarebbe sorto il Castello. Nel tempo sostarono in questa zona numerosi artisti e letterati che ebbero ad esprimere, secondo le proprie inclinazioni, lusinghieri giudizi sul territorio gardesano in generale e più nello specifico su Malcesine; da Montaigne ai viaggiatori del “Grand Tour” attraverso la penisola italica, Goethe, Kafka, il primo Klimt ante “Secessionismo”, a italiani locali e non solo; insomma, poesia della mente umana su poesia della natura.

Nel ventesimo secolo, dal primo dopoguerra l'abitato acquista sempre maggiore notorietà e maggiore sviluppo turistico, grazie soprattutto alla costruzione della strada Gardesana. Vengono spesso organizzate qui attività culturali di vario genere atte a far conoscere meglio questi luoghi.

Negli spazi del Castello Scaligero e del Palazzo dei Capitani del Lago è attualmente in corso la 28ma Edizione del ciclo itinerante “L'Arte Contemporanea nelle antiche dimore”, rassegna a cura di Giulia Sillato, ideatrice del progetto e teorica del “Metaformismo”, tendenza artistica di cui lei stessa spiega significati e concetti nell'introduzione al catalogo dedicato all'ultima rassegna pubblicato da Gabriele Mazzotta Edizioni, presentato il 20 Giugno scorso a Milano alla Fondazione Matalon. “Il Metaformismo è una nuova chiave di lettura strutturata, dopo lunga sperimentazione storico-artistica, sulle arti visive contemporanee non figurative. Si tratta prevalentemente di arti pittoriche e plastiche...Il Metamorfismo è una lettura attenta di tutte le possibili forme presenti nell'opera artistica: tratti, punti, colori, masse cromatiche, elementi estranei alla pittura stessa, tutto ciò insomma che attiene alla forma, persino, estremizzando, alla forma stessa del quadro, in caso di espressione minimalista. Ma dalla forma si può addivenire alla materia e dalla materia si può addivenire al mezzo, e con ciò la scrivente sostiene che dalla pittura si può addivenire ad altro e che questo complesso processo trans-mutativo, quello vissuto dall'arte nella seconda metà del secolo scorso, è assolutamente previsto dal Meta-formismo.”

Iniziato nel 1977, ospitato presso il Castello Ducale Bovino Savoia e al Civico Museo di Archeologia Copta e Bizantina d'Abruzzo a Crecchio (Chieti), questa manifestazione ha avuto locazioni prestigiose quali, tra altre, l'Appartamento di Guglielmo Gonzaga a Palazzo Ducale di Mantova (1999), Villa Carlotti a Caprino Veronese (2000), Antico Castello sul Mare di Rapallo (2001), Cripta della Basilica di Santa Croce a Firenze (2002), Il Vittoriale di Gabriele D'Annunzio a Gardone Riviera (2003), l'ex Convento di Sant'Agostino a Crema (2006), Palazzo Bonacossa, Museo d'Arte e Scienza di Milano (2009), Palazzo Ducale di Urbino (2011).

L'edizione attuale riunisce 34 artisti, molti dei quali presenti alla 54ma Biennale di Venezia 2011;

viene qui dimostrato come la pittura contemporanea italiana sia sempre attiva e piena di spunti innovativi.

 

Malcesine sul Garda (VR); Castello Scaligero: orario 10-18

Palazzo dei Capitani del Lago: orario 8-24; Informazioni: 348-3533733

Fino al 31 Luglio 2013; Riferimento Internet: www.giuliasillato.eu

 

Fabio Giuliani

 

30/07/2013 02:51 pm

BNL FESTEGGIA I SUOI 100 ANNI CON UNA MOSTRA DI FOTOGRAFIE

               Mostra ideata dalla Banca per celebrare i 100 anni di attività

A cura di Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis
 
Roma, MAXXI - Spazio D
da giovedì 4 luglio a domenica 29 settembre 2013
ingresso libero
 

    

  
 
BNL Gruppo BNP Paribas ha presentato oggi allo spazio D del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra “the sea is my land.” Artisti dal Mediterraneo. Ideata e realizzata da BNL, l’iniziativa - a cura di Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis - si inserisce tra le attività promosse dalla Banca in occasione del proprio centenario.
 
L’esposizione riunisce opere, di fotografia e video, realizzate da 22 artisti, uno per ciascuno dei paesi  bagnati dal Mar Mediterraneo. Ad essi si aggiunge Rori Palazzo, vincitrice con  “Dream#01/La mia casa” del concorso online che BNL ha dedicato agli artisti under 40.
 
the sea is my land” sarà aperta gratuitamente al pubblico da giovedì 4 luglio sino a domenica 29 settembre 2013, presso lo Spazio D del MAXXI di Roma.
Su bnl.it e su pinterest.com/bnlbnpparibas - nuovo canale istituzionale aperto in occasione della mostra -  sarà possibile visualizzare le opere, le immagini dell’inaugurazione e le foto degli artisti che vi hanno partecipato.
 
Nel corso della presentazione della mostra, è stata annunciata l’opera che, tra le oltre 140 in esposizione, è stata selezionata da una giuria internazionale per entrare a far parte della collezione di BNL che, ad oggi, vanta circa 5.000 opere, tra cui spiccano capolavori dell’arte classica e moderna, nonché creazioni di giovani talenti contemporanei. L’opera vincitrice è “Two Palestinian Riders, Ben Shemen Forest” (2011) dell’artista israeliano Dor Guez (Gerusalemme, 1980) scelta per la particolare rispondenza al tema della mostra. Inoltre l’opera “Never Land” (2008) dell’artista cipriota Christodoulos Panayiotou (Limassol, 1978) ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria.
 
La giuria, che si è riunita questa mattina, era composta, oltre che dal curatore Francesco Bonami e dall’AD di BNL, Fabio Gallia, da Giovanna Bertazzoni, Head of the London Impressionist and Modern Art Department, Christie’s; Daniel Birnbaum, Director Museum, Moderna Museet Stockholm; Cristiana Collu, Direttore del Mart, Museo Arte Contemporanea di Trento e Rovereto; Gregor Muir, Executive Director, Institute of Contemporary Arts, London.
 
All’incontro di oggi sono intervenuti Luigi Abete e Fabio Gallia, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di BNL Gruppo BNP Paribas; Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI; i curatori Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis.
Presenti, inoltre, i componenti della giuria internazionale e molti degli artisti partecipanti all’esposizione.
 
 
 
DOR GUEZ | Two Palestinian Riders, Ben Shemen Forest, 2011 |  Diapositiva a colori,  Plexiglas,  alluminio,  lightbox  125 x 300  cm © Dor Guez Courtesy l’artista, Carlier Gebauer Gallery, Berlino
 
 
30/07/2013 02:51 pm

DUE GRANDI MOSTRE AUTUNNALI PER MENDRISIO E RANCATE

 

  • A Mendrisio e a Rancate due grandi mostre sul paesaggio Carlo Carrà, al Museo d'arte di Mendrisio
  • L'Ottocento tra città e campagna, alla Pinacoteca Züst di Rancate 

La presentazione è avvenuta a Milano   mercoledì 3 luglio, ore 11.30 presso l'Istituto Svizzero Via Vecchio Politecnico 3 (Centro Svizzero)





Due mostre, in altrettante sedi, a poca distanza, a Mendrisio e a Rancate nel Canton Ticino, a qualche chilometro dal confine con l'Italia.
Ad accomunarle, oltre alla vicinanza geografica, è il tema: il paesaggio, ovviamente "letto" in ambiti diversi ma altrettanto affascinanti.
In ordine di tempo, il primo appuntamento è al Museo d'Arte di Mendrisio dove, dal 22 settembre 2013 al 19 gennaio 2014, si potrà ammirare la grande mostra "I paesaggi di Carrà". L'esposizione curata da Elena Pontiggia e da Simone Soldini, in collaborazione con Chiara Gatti e Luca Carrà, è la prima ampia monografica su Carrà e il tema dei paesaggio, oltre ad essere la prima retrospettiva allestita da un museo svizzero sull'opera di questo grande protagonista della pittura moderna europea.
Vi saranno riunite tutte le più importanti opere sul tema, dagli inizi del percorso artistico del Maestro e sino alle opere sue ultime. Per Carrà il paesaggio fu spunto continuo di sperimentazione.
Da una pittura di sintesi egli passa a una forma mediata di impressionismo, da un'immagine realista a una visione onirica e surreale, sempre ottenendo risultati di straordinaria intensità.
In questo concetto di rappresentazione mitica della natura rientrò a partire dalle grandi composizioni d'inizio anni '30 anche la figura, come testimoniato dalle opere selezionate per la mostra.
A margine della retrospettiva viene presentata una selezione di opere di autori ticinesi, dipinte tra il 1920 e il 1950, che intende gettare un po' di luce sulla grande influenza esercitata da Carrà sul contesto locale ticinese; cioè, sul suo determinante ruolo nel passaggio da un'arte ancora ottocentesca ad una moderna.

Le date del 1830 e del 1915 racchiudono le immagini dei cambiamenti della società, sia contadina che urbana, fissati sulla tela dai maggiori artisti attivi in area lombarda e ticinese in quei decenni.
Questo l'affascinante racconto che la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio) propone dal 13 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014 con la suggestiva rassegna "Un mondo in trasformazione. L'Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana" a cura di Giovanni Anzani ed Elisabetta Chiodini.
La mostra ripercorre i cambiamenti intervenuti in questo momento storico cruciale. Lo fa attraverso una novantina di capolavori eseguiti dai maggiori protagonisti della cultura figurativa ottocentesca lombarda e ticinese. L'oculata scelta delle opere si prefigge d'illustrare l'evoluzione della pittura di paesaggio, rurale e urbano, tra il 1830 e il 1915, appunto, con le conseguenti implicazioni sulla società. Non solo paesaggi quindi, ma anche scene di vita quotidiana.
Sono vedute urbane di Giovanni Migliara, Giuseppe Canella e Carlo Bossoli, ancora di impronta romantica, mentre Carcano, Franzoni, Feragutti Visconti e Mosè Bianchi documentano l'irrompere dei nuovi fermenti nella società. Accanto alla fatica della vita contadina e alla miseria che alberga nelle zone suburbane, trovano spazio i lussi e i sollazzi della borghesia descritti in quadri che trasmettono la spensieratezza delle classi sociali più agiate. La denuncia sociale si fa esplicita nelle opere di Luigi Rossi, Pietro Chiesa, e di AngeloMorbelli, che tocca tematiche come la prostituzione minorile e ritrae gli anziani ricoverati al Pio Albergo Trivulzio. A quest'ultimo artista, che riassume nella sua opera tutte le tematiche della mostra, si dedica un'intera sala.
E ancora Segantini, Longoni, Pellizza da Volpedo, Berta e Sottocornola, con paesaggi che tolgono il fiato e che la presenza umana rende ancora più coinvolgenti. Infine, ad aprire una finestra sulla prima fase del Novecento, le opere prefuturiste di Boccioni.
I vari nuclei tematici della mostra verranno accompagnati da testi poetici e in prosa, coevi ai dipinti e a loro legati per tematiche o atmosfere, al fine di evocare in maniera ancor più vibrante lo spirito dell'epoca.


Nelle due mostre, il paesaggio raccontato, meglio reinterpretato da Carrà e dagli artisti del secolo a lui precedente. E tutto intorno il paesaggio di un angolo bellissimo della Svizzera ticinese, una terra di colline e piccoli borghi, luoghi che avrebbero potuto ispirare (e in taluni casi lo hanno anche fatto) pittori che, unendo ambienti e storie, colgono atmosfere, situazioni, scorci che sulla tela diventano capolavori.

03/07/2013 05:55 pm

A LONATO ARTISTI DI STRADA

          Alla Rocca Viscontea di Lonato del Garda (Brescia) si svolgerà nei giorni 20-21-22 luglio la manifestazione “La Rocca delle Meraviglie - Artisti di strada ed Incanti dal mondo”. La rassegna è una proposta artistica che punta sulla qualità, sul fascino dell’esotico, sulla capacità degli artisti di strada di trasformare ogni evento in un’occasione di festa con il coinvolgimento di un pubblico di tutte le età.

Per l’occasione si potranno ammirare, tra l’altro, i grandi attraversamenti su filo del funambolo e recordman di attraversata Andrea Loreni; la danza del leone della compagnia Italy Lion and Dragone dance che include atleti cinesi che si esibiranno in numeri di grande suggestione e di incredibile  difficoltà; danze rituali del Bengala, con il gruppo Milon Mela, fondato dal maestro Abani Biswas, già collaboratore di Grotowsky. Milon Mela propone, tra l’altro, danze Chhau, caratterizzate da acrobazie e magnifiche maschere; dall’Etiopia, con Fekat Circus, arriverà un giovanissimo circo etnico che comprende acrobati, giocolieri e una bravissima contorsionista. L’ancestrale potere del fuoco verrà invece mostrato dal gruppo messicano Quetzalcoatl, maestri nella manipolazione del fuoco e nel creare situazioni di grande tensione emotiva.

La Rocca delle Meraviglie  riserverà anche spazio per il divertimento, grazie alla comicità di Wanda Circus, dei  Bandaradan, band itinerante con un vasto repertorio musicale e di battute e di molti altri artisti. Chi vorrà fare le ore piccole avrà tante opportunità musicali e di spettacolo fino alle due di notte. La manifestazione sarà arricchita anche da un Mercatino di artigianato artistico e di interessanti proposte gastronomiche.

Orario di apertura: dalle 18.00 alle 02.00 - Ingresso euro 5 - Bambini fino a 12 anni 2 euro.

                                      Carlo Torriani

02/07/2013 08:27 pm