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A MANTOVA LA MOSTRA DELL'ARTISTA JEANNETTE RUTSCHE

Il prossimo sabato 28 settembre, il Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova inaugura, presso il chiostro e la sala di esposizioni temporanee, la mostra personale dell'artista italo-svizzera Jeannette Rütsche - Sperya in un'esposizione che conferma la scelta del Museo di farsi promotore di un dialogo aperto fra epoche differenti della storia dell?arte.  La mostra sarà aperta al pubblico dal 29 settembre al 6 ottobre 2013.

 

L?artista presenta al pubblico un ricco nucleo di opere, realizzate a partire dal 2012, anno in cui la sua ricerca sull?interiorità individuale è sfociata in un percorso di superamento delle contraddizioni umane. Trovando saldo fondamento e proficua fonte di ispirazione nell?antica filosofia taoista, Sperya tenta di porgere in codice visuale la millenaria sapienza cinese. Si delinea un percorso che accompagna il visitatore in un affascinante viaggio visivo, che si apre con un gruppo di opere/bandiera, esposte nel chiostro del Museo, vera e propria mappa dell?itinerario che segue. Nella sala al piano nobile, due sezioni di opere, fra loro dialoganti: da un lato il ciclo di 10 creazioni ispirate all?I Ching Taoista, dall?altro le opere ispirate dai testi degli antichi filosofi. Si delinea un ideale percorso dal buio della ?falsa conoscenza? alla pienezza luminosa della ?conoscenza innata?, attraverso opere di grande suggestione visiva, che interrogano l?osservatore, coinvolgendolo in un?esperienza totalizzante.

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Jeannette Rütsche-Sperya

Jeannette Rütsche nasce a Zurigo (Svizzera) nel 1961 da padre svizzero tedesco e madre toscana; oggi vive a Milano. E' artista di Arte Frattale. La geometria frattale (termine introdotto nel 1975 dal matematico Mandelbrot) è il punto da cui parte la sua ricerca artistica: una geometria utilizzata per studiare il comportamento dei fenomeni naturali complessi non misurabili in termini euclidei. Tali sono, a titolo di esempio, la distribuzione delle galassie, la frastagliatura delle coste, la struttura ramificata degli alberi. Attraverso l?uso creativo della geometria frattale, Jeannette esplora la complessità della condizione umana, il labirintico groviglio della nostra interiorità, fino a giungere a relativizzare la centralità dell'Io nei processi della conoscenza e della creazione, aprendo la strada alla ricerca dell'essenziale che tende alla dimensione originaria delle cose e dell'essere umano.

Ha esposto in Turchia, Francia, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito, Bulgaria, Cina e in numerose manifestazioni italiane, ricevendo significativi riconoscimenti e pubblicazioni; suoi quadri fanno parte di collezioni istituzionali e private in Italia e all'estero.   

Archivio on line: www.digitalsperya.eu

 

14/09/2013 01:37 pm

NASCE A MILANO IDROSCALO IL "PARCO DELL'ARTE"


L'Idroscalo è oggi una realtà dagli aspetti ludici , ad alto valore agonistico, immersa nello spazio magico di un verde senza fine che circonda un lago naturale.

Nella giornata di domenica 15 settembre 2013 verrà inaugurato l'unicum del panorama artistico italiano nel cui contesto naturale sono state inserite venti opere plastiche di importanti autori contemporanei.

Ecco autori ed opere selezionate da un comitato scientifico composto da Flavio Arensi, Lorenzo Respi e Alberto Zanchetti:

1.Franco Zazzeri, Figura astratta dell'inconscio,Bronzo (1981)
2.Alex Corno,Neat scrap one.Ferro (2012)
3.Grazia Varisco,Duetto,Ferro (1989-2012)
4.Nada Pivetta,Nulli Certa Domus,Ceramica (2007)
5.Alberto Chinzani,Sulla soglia,Ferro e Marmo (2009)
6.Giovanni Campus,Forma,Interno Esterno,Ferro (1994-2011)
7.Medhat Shafik, Cammino e Ascesi,Marmo di Carrara (2008)
8.Fabrizio Pozzoli,The roots climber,Fil di ferro (2006)
9.Paolo Delle Monache,Tra memoria e oblio,Bronzo (2004)
10.Paolo Delle Monache,Tempio,Bronzo (2003)
11.Mauro Staccioli,Idroscalo,Ferro (2011)
12.Luciano Minguzzi,Grande nuotatore,Bronzo (2000)
13.Giacomo Manzù,Fauno,Bronzo (1968-2004)
14.Patrizia Guerresi,Light Signs,Bronzo (2000)
15.Piergiorgio Colombara,Casamata,Bronzo (2009)
16.Augusto Perez,Grande Meridiana,Bronzo (1991)
17.Augusto Perez,Terrae Motus,Bronzo (1992-1993)
18.Augusto Perez,Grande Centauro,Bronzo (1973-1974)
19.Giuseppe Maraniello,Chiaroscuro,Bronzo (2008)
20.Giuseppe Maraniello,Arco,Bronzo (2008)

In futuro, oltre alle venti opere in mostra, se ne aggiungeranno altre affinchè l'Idroscalo possa diventare il Parco dell'Arte all'insegna dei giovani, fiancheggiatori con le loro creazioni degli anziani, nell'equilibrio storico di un progetto pluriennale, all'insegna dell'arte e della cultura italiana,in un ambito tutto milanese, in attesa di
EXPO 2015?.

Info:
Orari d'apertura (dal ¼ al 31/10) :7/21(dal 1/11 al 31/3):8/17

www.idroscalo.info
idroscalo@provincia.milano.it

A cura di Anna Croci

11/09/2013 09:58 am

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI GIOVANNI MELLONE MARINA DI MASSA

Venerdì 6 settembre, a Villa Cuturi, sede dell’Ufficio del Turismo, si inaugura la mostra che il giornalista ha dedicato alle donne e ai cavalieri, con un omaggio al territorio.

Dopo un“apertura” informale, il 3 settembre, durante l’allestimento dell’esposizione, e tre giorni di “rodaggio”,  è arrivato il momento del vero “vernissage” della mostra “Identità Italiane” di Antonio Giovanni Mellone, a Marina di Massa: l’appuntamento è fissato per oggi, venerdì 6 settembre, alle ore 18.30, a Villa Cuturi, sede dell’Ufficio del Turismo, in viale Vespucci 24, sul lungomare. La personale rimarrà poi aperta fino al 20 settembre, con orario dalle 9 alle 13, dalle 15.30 alle 19.30 e venerdì e sabato fino alle 24.

 

L’inizio ufficiale dell’esposizione prevede alcuni interventi, su temi in apparenza distanti ma in realtà in sinergia.

Protagonista dell’inaugurazione è comunque il percorso artistico dell’autore, leccese di nascita e parmigiano d’adozione, che dipinge da sempre e che, negli anni (dal 1976 ad oggi), ha realizzato numerose mostre, ad esempio a Milano, Lecco, Chiavari e Parma, meritato alcuni premi e collocato suoi quadri anche all’estero (Giappone, Germania e Svizzera).

Nella personale a Marina di Massa, Mellone espone opere, soprattutto in acrilico e di stile espressionista, dedicate al microcosmo femminile, tra cui “Amanti”, “Incontro”, “Fantasticando” e una serie di “Bagnanti”, in linea con la location. In una delle due sale adibite, ai suoi “Cavalieri” si aggiungono “Lunigiana” e alcuni quadri in omaggio alla terra che ospita la mostra.

 

Ma le Identità Italiane del giornalista/pittore sottendono una precisa ricerca artistica e personali riflessioni, come scrive la critica Francesca Giovanelli, curatrice della mostra: «Identità è percezione di un’immagine concreta di sé rispetto alla moltitudine delle alterità che compongono il resto del mondo, reale e immaginato.

Evolvendo continuamente, si nutre di sperimentazioni, ricerche ed esplorazioni sempre nuove, pur rimanendo immutata nella sua essenza più profonda.

Da qui si è mossa l’avventura italiana di Antonio Giovanni Mellone, viaggiatore instancabile di territori a volte già noti, altre volte generati dalla sua feconda fantasia e popolati da dame e cavalieri, astri lunari, centauri e altre creature che via via si aggiungono al seguito.

I supporti pensati ogni volta dall’artista per le sue creazioni, (tele, cartoni telati, carta tirata a mano, masonite) si animano di elaborati grafismi e cromie potenti che, giustapponendosi e stratificandosi come in un prezioso palinsesto, finiscono per parlare una lingua multiforme, capace di dilatarsi altrove, traendo energia dalle radici stesse su cui si è formata la sua personale identità». 

 

Il vernissage della personale di Mellone a Villa Cuturi sarà anche l’occasione per  presentare l’iniziativa “Arte con Gusto”, promossa dal movimento non profit Identità immutate® e da Vetrina Toscana, Rete regionale per lo sviluppo dei prodotti agro-alimentari e artigianali. Il progetto si propone di unire in modo proficuo varie forme di arte e di artigianato per il sostegno reciproco, attraverso manifestazioni e incontri dedicati. Non a caso, nei giorni della mostra, si svolgeranno eventi nell’evento di carattere culturale, come la serata della poesia e presentazioni di libri, e gastronomico, a partire dal vernissage che offre la degustazione di prodotti e vini della regione, grazie all”Aperitivo di Vetrina Toscana”. 

Del resto, Identità immutate® è stato voluto nel 2002 dalla Provincia di Massa-Carrara per rendere più visibili i “tesori” nascosti dei piccoli territori italiani e Antonio Giovanni Mellone ne ha creato il logo.

 

07/09/2013 09:46 am

FRANCIACORTA. Il fotografo e il pastore

FRANCIACORTA. Il fotografo e il pastore - Mondopressing  Settembre 2014


Al Museo Agricolo e del Vino Ricci  Curbastro di Capriolo in Franciacorta (Brescia) si terrà dal 15 settembre al 3 novembre 2013 la mostra dal titolo“Il fotografo e il pastore”. Si tratta di 83 fotografie originali di Marcel Imsand provenienti dalla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera).

Nel 1988, nato a Parre in provincia di Bergamo, Luigi Cominelli, che parla più lingue, eredita da suo fratello il mestiere di pecoraio e nel cantone di Vaud, affascinato dall’idea di libertà, incontra Marcel Imsand, uno dei più grandi fotografi svizzeri e fra loro nasce una sincera amicizia. La vita del pecoraio è in continuo movimento e l’artista affronta anch’egli il freddo e i pericoli alla ricerca di un buon pascolo, scopre ogni giorno nuovi paesaggi, nuove luci. Non teme la solitudine né il silenzio, né l’incertezza. Tra Marcel e Luigi, non servono tante parole per condividere esperienze: a loro basta essere insieme.

Nel corso degli anni i Imsand ritrova più volte Cominelli per partecipare a questa vita da bohèmien che gli piace per captarne le atmosfere. Ne nasce una serie straordinaria di fotografie, rese ancora più efficaci dall’uso del bianco e nero stampato da Imsand su pregiata carta borata che ne preserva le caratteristiche nel tempo.

Le fotografie, testimoni delle peregrinazioni comuni del pastore (oggi scomparso) e del fotografo, nulla concedono al pittoresco. Ci immergono in un universo di lontani miti, dove la natura, l’uomo e le bestie diventano un tutt’uno, dove la nebbia, la neve e le luci in mezze tinte danno al paesaggio un alone di mistero, dove l’uomo è in cerca dell’assoluto. A volte una radio, il quotidiano e i villaggi intravisti ci richiamano alla vita moderna,. parlano di un viaggio nella natura, ma anche di un percorso interiore. La sguardo limpido, diretto, Luigi guarda sereno dentro l’obbiettivo. Quando in una fredda notte di dicembre il pastore viene fissato nello scatto di Imsand mentre accende il fuoco fra le sue greggi addormentate e la sua tenda, difende ciò che  né il freddo né la solitudine gli possono togliere: la sua libertà.

            Orario: 9-12 e 14-18. Ingresso con visita guidata alla cantina e al Museo e degustazione di un calice di Franciacorta 6 euro.(c.t.)

            Informazioni. Tel.  030.736.094.

06/09/2013 08:51 am

LA LEGGENDA DEL MAGO E DEL PARON

Quelli che…Milan Inter ’63. La leggenda del “Mago” e del “Paron”                                                                                        Calcio, tifo…ma non solo…

   Ci sono uomini e gesta sportive che rimarranno per sempre nella memoria di tifosi e semplici appassionati. Milano 1963. Mercoledì 22 maggio il Milan di Nereo Rocco vince nello stadio di Wembley la prima coppa dei Campioni della storia del calcio italiano. Quattro giorni più tardi, domenica 26, Helenio Herrera festeggia a San Siro il suo primo ‘scudetto’ alla guida dell'Inter. A cinquant’anni esatti da questi due eventi sportivi un volume e una mostra sono dedicati ai due leggendari allenatori di Milan e Inter. Un omaggio ai protagonisti di un dualismo sportivo e sociale che ha coinvolto generazioni di milanesi e di italiani, e che ha portato la sua eco anche all'estero, anche negli anni a venire con altri trofei europei e mondiali portati a casa dalle due compagini. Una situazione similare si verificherà anni dopo, nel 1989, allorchè l’Inter vincerà dominando il Campionato Italiano di Serie A mentre il Milan solleverà la Coppa dei Campioni.                                                                                                                                                                            A Milano, in alcune sale al pianterreno di Palazzo Reale è in corso una particolare e suggestiva mostra patrocinata dal Comune, coprodotta da Skira (che ha anche pubblicato un bel libro fotografico in merito)      che ha per titolo “Quelli che…Milan Inter ’63. La leggenda del Mago e del Paròn”, curata dallo storico giornalista sportivo Gigi Garanzini, in cui i tifosi “rossonerazzurri” possono  rivivere le memorabili vittorie dell’Inter di Herrera e del Milan di Rocco grazie a: esposizione di cimeli, rarità e memorabilie della coppia di allenatori più famosi degli anni Sessanta. L’esposizione inizia con due ‘ingressi’ separati, uno ‘rossonero’ e l’altro ‘nerazzurro, che i visitatori possono scegliere, se lo credono, a seconda del proprio ‘credo’ calcistico, per poi proseguire, uniti, attraverso le mille suggestioni ispirate alla carriera dei due allenatori. Un percorso dedicato a tre generazioni: a quelli che hanno vissuto sulla propria pelle gli anni d’oro di quelle due squadre, a coloro che ne hanno solo sentito parlare e alla nuova generazione di tifosi che, inevitabilmente, non sanno chi erano, e cosa hanno fatto. Non mancano filmati d’epoca, interviste ai protagonisti diretti, primi tra tutti Gianni Rivera e Sandro Mazzola, i ‘Capitani’, che con le loro qualità tecniche e personali hanno diviso sportivamente non solo la città di Milano ma l’Italia tifosa in generale, portando poi tali contrapposizione anche nella Nazionale di Valcareggi, il commissario tecnico che, pur di ‘calmare gli animi’, inventò per loro la famosa (e per molti addetti ai lavori) famigerata ‘staffetta, facendoli giocare un tempo per uno.                                                                                                                                                                                  Generosità, inventiva, carattere erano le caratteristiche principali dei due protagonisti, eroi di un calcio ancora ben distante dagli eccessi finanziari e mediatici dell'attualità. Entrambi grandi, ma tra loro diversissimi, due modi opposti di interpretare il calcio e la vita. Il ‘compassato’, elegante spagnolo Helenio con il burbero friulano D.OC. Nereo, due vie ugualmente vincenti per entrare nella storia del pallone e del costume. Un po’, e qui è mio, personalissimo giudizio, con le dovute differenze, somiglianti a Peppone e a Don Camillo, il politico comunista e il parroco di Brescello usciti dalla fantasia dello scrittore Giovanni Guareschi: contrapposti, duri, ma in fondo, a loro modo, amici. Ma se quella era invenzione letteraria, questa del   “Mago” Herrera e del “Paròn Rocco” è stata una bellissima realtà sportiva ed ancor più umana, forse irripetibile. Questa mostra ci sembra quindi il miglior modo per ricordare con affetto i due personaggi più rappresentativi del calcio milanese.

Palazzo Reale – Piazza Duomo 12, Milano; Fino all’8 Settembre 2013                                                                               Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato fino 22.30        La biglietteria chiude un’ora prima; Infoline: Tel. 02-92800375 (lunedì-sabato 8-18.30)                                               Sito Internet ufficiale: www.mostramilaninter63.it

Fabio Giuliani

 

 

28/08/2013 09:18 pm