Home » Arte

Arte

stampa pagina

GUIDO CREPAX – RITRATTO DI UN ARTISTA

GUIDO CREPAX – RITRATTO DI UN ARTISTA - Mondopressing  Agosto 2014

        Milano, ‘laboratorio’ di cultura e di idee, Milano politica, le contrapposizioni tra Destra e Sinistra , gli ‘anni di piombo’, gli attentati contro strutture e persone…La città metropolitana ha spesso fatto da sfondo alle ‘storie’ visive raccontate da Guido Crepax (1933-2003), piu' di un disegnatore, piu' di un fumettista, da molti ritenuto artista a tutti gli effetti; nell'immaginario collettivo è identificato come il 'padre' di “Valentina”, giovane donna dai capelli bruni tagliati a caschetto, fotografa dal carattere deciso in pubblico e sensuale nel suo privato, vista in centinaia  di storie prodotte in bianco e nero ma mentalmente intrise di continui cromatismi, certamente nel suo aspetto ispirata a Louise Brooks, attrice protagonista di “Lulu' (o il vaso di Pandora)” 1929, film icona del cinema muto diretto da George Pabst. Ma l'importanza di Crepax va considerata certamente oltre il suo piu' celebre personaggio: diverse altre storie e altri protagonisti sono usciti dalla sua fantasia, storie spesso messe in stretta relazione – se non espressamente ispirate – a fatti reali, a vicende di cui egli stesso fu testimone. Nelle vignette di Crepax è molto presente anche il colore , come si puo' notare dai primi album a fumetti dell'infanzia, dai romanzi tratti dalla letteratura popolare, dalla lunghissima collaborazione con  la rivista 'Tempo Medico'. L’ambientazione di molte sue ‘Storie’ è spesso derivata dal suo spiccato interesse in ambiti creativi diversi spaziando tra Design, Musica, Fotografia, Arte. Ora Milano giustamente lo celebra con una mostra esauriente a Palazzo Reale curata e coordinata dall'Archivio Crepax e dagli eredi Antonio, Caterina e Giacomo con un catalogo edito da NUAGES sotto il coordinamento di Cristina Taverna , con testi di Francesca Brunati, Antonio e Luisa Crepax. Proprio quest'ultima ha diviso anni di vita  privata con l'artista condividendone la sua arte cosi' come ricorda:  “Ho conosciuto Guido a 18 anni quando avevo da poco superato l'esame di maturità al Liceo Classico Tito Livio di Padova. Per riposarmi, ero andata con mia madre in montagna a Moena di Val di Fassa. Li' avevo conosciuto casualmente uno studente di architetture del Politecnico di Milano che aveva portato con sé un compagno di università, Guido Crepax. Diventammo amici. Facevamo delle belle gite sulle montagne circostanti. (…......) A poco a poco,   il nostro rapporto di amicizia è diventato un legame piu' profondo. (…......) Superati tutti gli esami ci sposammo nel dicembre 1960 ed io dedicai l'anno seguente a scrivere la tesi. Lavorai molto, scrivendo pagine e pagine, a metà del 1961 mi accorsi di aspettare un figlio. (…......) Certo il suo desiderio di avermi sempre accanto a sé mi lusingava e mi faceva piacere il fatto che  molti aspetti della mia vita e molti avvenimenti della mia infanzia li potessi ritrovare nelle sue storie. Rivedevo me da piccola, nel disegno di Guido, dove Valentina, in braccio a suo padre incrocia un soldato tedesco e rivedevo in una Valentina magra magra che non voleva piu' mangiare, me stessa quando mi ammalai di anoressia mentale. (….......) L'unica cosa che mi dispiaceva in Guido era la sua riluttanza a viaggiare. Andava volentieri solo nella grande casa che avevamo comprato in Toscana, nel comune di Castellina Marittima, dove aveva riprodotto fedelmente il suo studio di Milano. (…….) Sono stati anni piacevolissimi, poi ha iniziato a camminare con una certa fatica ed è cminciato il calvario. A Milano, dove prima della malattia si muoveva già poco, lavorava ancora, ma si accorgeva che la sua mano non aveva più la sicurezza di una volta, La sclerosi multipla avanzava nonostante le cure. (……..) Poi venne il ricoveroin ospedale, e dopo pochi mesi, la fine nel 2003. Ma Guido, in realtà, come ha voluto spiegarmi un nipote che allora aveva nove anni, non mi ha mai lasciato. Non può che essere qui, tra i suoi disegni, i suoi libri, i suoi dischi di musica e le sue vetrinette piene di soldatini.”       

 

Palazzo Reale – Piazza Duomo 12, Milano;  Fino al 15 Settembre 2013                                                                                                                                                            Orari: lunedì: 14.30-19.30; martedì-domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30                           Ingresso libero, ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura                                                       Sito Internet: www.valentinabyguidocrepax.it 

Fabio Giuliani

                                                                                                 

 

 

21/08/2013 04:46 pm

LA 22°EDIZIONE DEL SIFEST A SAVIGNANO SUL RUBICONE

Spazio e Fotografia.
L’immagine fotografica esplora lo spazio, lo inventa nella disposizione di sequenze calibrate, lo contamina, lo rappresenta, lo trasforma.
Spazio essa stessa -  in senso fisico e mentale – la fotografia interagisce con lo spazio temporale, con quello dei luoghi, dei siti, dell’anima.
 
13, 14 e 15 settembre 2013 -  la 22° edizione del SI Fest
a Savignano sul Rubicone: primo Festival della Fotografia in Italia per nascita,uno dei più accreditati tra i cultori della fotografia in Italia e all’estero e, soprattutto, uno degli appuntamenti più amati dal pubblico giovanile, per il suo sapore informale, l’internazionalità delle presenze, l’altissimo livello delle mostre molte delle quali presentate in anteprima in Italia, ma anche per l’apertura alle nuove proposte con concorsi, premi, workshop, atelier, letture di portfolio e book fotografici in piazza, la “notte bianca della fotografia”.

Un’edizione - promossa dalla Città di Savignano sul Rubicone, ICS Istituzione Cultura Savignano con la collaborazione di Regione Emilia-Romagna, Provincia di Forlì-Cesena e Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena - con che rivolgerà particolare attenzione anche al tema degli “archivi” e dunque  allo “spazio” degli archivi fotografici.

15/08/2013 11:53 am

ALESSANDRA ANGELINI A AWESOME EXPO DI BARCELLONA

 

Alessandra Angelini partecipa a Barcellona a “AWESOME EXPO. International Art Exhibition”, la mostra collettiva a cura di Maria Grazia Todaro, organizzata da Queen Art Studio presso la prestigiosa Crisolart Fine Art Gallery, che situata nella zona centralissima della città, accoglie dall’8 al 18 settembre artisti di livello internazionale. Alessandra Angelini espone in questa occasione Ignis, un’opera su tela (cm 100x200)  realizzata nel 2005 che fa parte di una serie di lavori dedicati all’energia e all’elemento “fuoco”. Le pennellate tracciate esprimono dinamismo, movimento, potenza e sono analoghe alla forza della fiamma, della quale viene riprodotto anche il colore: toni rossi, arancioni e gialli che si stagliano su uno sfondo violaceo. Lo studio delle variazioni cromatiche, minuzioso e dettagliato, è dettato da un ritmo cadenzato, musicale. La stessa meticolosità si ritrova nella scelta dei pigmenti: le tempere sono preparate personalmente dall’artista utilizzando pigmenti in polvere, amalgamate con opportuni leganti. I toni e la luce che erompe dall’opera sono metafora dei movimenti dello spirito nell’imprevedibile percorso esistenziale. Seppur attratta costantemente dalla sperimentazione di nuove tecniche e materiali, Alessandra Angelini con quest’opera sottolinea l’importanza attribuita alla pittura che considera come un “incontro musicale tra pensiero, colore, segno che, nel costruirsi dell'opera si trovano a interagire con la tela e che da esso fanno nascere una nuova entità, dotata di vita autonoma. Questo è il prodigio della Pittura, al di là della forma, dell'idea o del soggetto che essa rappresenta”. In particolare la tempera per sua natura opaca e difficilmente sfumabile, permette di esprimere il gesto puro dato dal pennello e scaturito direttamente dalla mente, senza ricorrere a mediazioni che comprometterebbero l’immediatezza dell'esecuzione. Grazie a opere come “Ignis” e alla continua e approfondita ricerca artistica, nel tempo,  sono nati lavori apparentemente distanti tra loro, ma che condividono la medesima espressione del concetto di “colore”. Alessandra Angelini  già in passato ha esposto in Spagna: nel 2006 e nel 2011 a Madrid presso il Salone Internazionale della Stampa d’Arte e Arte Contemporanea e nel 2008 alla 5° Biennale Internazionale di Arte Grafica, presso il Museo Favellò Firal di San Carlos de la Rapita. Nello stesso anno il comune di San Carlos de la Rapita ha acquisito due opere grafiche significative del suo percorso artistico.

                

Cenni biografici di Alessandra Angelini

Alessandra Angelini nasce a Parma nel 1953. Condotti gli studi classici, si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Da qui inizia il suo percorso artistico, dettato da un’estrema curiosità che la conduce verso la sperimentazione di tecniche e di materiali. Il percorso formale intrapreso è sempre collegato all’espressione dell’interiorità, intesa come tessuto primo sul quale si costruisce il pensiero critico nei confronti del reale.

L’artista si dedica a diversi linguaggi espressivi: pittura, incisione, grafica, scultura, fotografia. Di ognuno approfondisce lo studio della tecnica e le possibili associazioni, creando contaminazioni tra procedimenti e opere ibride.

Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e nel mondo in quattro continenti, le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei nazionali e internazionali.

Dal 2005 è titolare della cattedra di Grafica e Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Fa parte di Visarte società delle Arti Visive Svizzera.

Attualmente vive e lavora tra Milano e Pavia.

www.alessandraangelini.org

 

Coordinate mostra

Titolo Alessandra Angelini partecipa a

AWESOME EXPO. International Art Exhibition

A cura di Maria Grazia Todaro 

Sede Crisolart Fine Art Gallery - Calle Roger de Lluria, 100 -Barcellona - Spagna

Date 8 – 18 settembre 2013

Inaugurazione 8 settembre 

Catalogo con tutte le opere esposte 

Info Crisolart Fine Art Gallery tel. 0034 934594566 / 934578785 - info@crisolart.com 

Queen Art Studio tel. 3346447738 - queenartstudiopadova@gmail.com

 

11/08/2013 03:54 pm

A PIOMBINO RIAPRE IL MUSEO DELLE CERAMICHE MEDIOEVALI

A PIOMBINO RIAPRE IL MUSEO DELLE CERAMICHE MEDIOEVALI - Mondopressing  Agosto 2014

              E’ stato recentemente riaperto il Museo del Castello impreziosito dalle maioliche medievali rinvenute sul tetto dell'abside di Sant’Antimo sopra i Canali e delle teste delle fonti di Marina. L’iniziativa è stata possibile grazie ad  un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno.

Con questo nuovo allestimento il Castello non sarà più semplicemente il museo di se stesso, ma racconterà la storia della Piombino medievale, attraverso un nastro rosso su cui si distendono ricostruzioni, testi, reperti, dispositivi interattivi, immagini, video e suoni. Saranno così comprensibili i risultati di scavo archeologico della volta dell’abside della chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali che hanno messo in luce oltre seicento esemplari di ceramiche medievali; proprio dal ritrovamento di queste ceramiche, effettuato nel 2003 in concomitanza con i lavori di restauro della chiesa, il nuovo progetto di allestimento museale trae la sua origine.

Al suo interno, articolato in tre livelli e in tre diversi percorsi espositivi, si snodano in un unico racconto il museo del castello al piano terra, la mostra permanente delle ceramiche di Sant’Antimo al primo piano, il museo della storia della città sulla formazione e sullo sviluppo di Piombino dall’epoca medievale fino all’età moderna al secondo piano.

La cronologia delle ceramiche esposte, compresa nella prima metà del XIII secolo,  la loro provenienza e tipologia (maioliche arcaiche di produzione pisana, ceramiche prodotte a Savona, ceramiche di importazione da varie parti del Mediterraneo) rendono questo uno dei ritrovamenti più importanti a livello nazionale nel campo dello studio della ceramica medievale. In occasione del restauro della chiesa furono inoltre rimossi dalla torre campanaria i bacini ceramici apposti come originaria decorazione architettonica, anch’essi testimonianza, nel XIII secolo, di una circolazione di prodotti ceramici relativa a più contesti del Mediterraneo.

Negli anni passati anche un altro monumento importante della Piombino medievale, come la Fonte ai Canali, è stato sottoposto a restauro e, in tale occasione, per decisione della stessa Soprintendenza ai Beni Artistici, sono state rimosse le teste zoomorfe della fonte da cui scaturisce l’acqua. Tali teste, restaurate da Luca Giannitrapani su incarico della Soprintendenza stessa, trovano la loro giusta collocazione in questo nuovo percorso museale. (c.t.)

                                           

02/08/2013 12:29 pm

IL “METAFORMISMO - L'ARTE CONTEMPORANEA NELLE ANTICHE DIMORE

IL “METAFORMISMO - L'ARTE CONTEMPORANEA NELLE ANTICHE DIMORE - Mondopressing  Agosto 2014

Suggestioni naturalistiche ed artistiche sul Garda – ultimi giorni 

“Suso in Italia bella giace un laco, / a piè de l'Alpe che setta Lamagna / sovra Tiralli, c'ha nome Benaco. / Per mille fonti, credo, e più si bagna / tra Garda e Val Camonica e Pennino / de l'acqua che nel detto laco stagna.” (Dante, “Inferno”, XX° Cantica, versi 61-66)

 

“Benacus” per i Romani, “Warda” per i Winnili, il più grande lago italiano ebbe due nomi, il primo di origine celtica, il secondo di origine longobarda; il primo deriverebbe, sulla base di studi attendibili, dall'irlandese “Bennach” (munito di corno), poi mantenuto anche in epoca romana.

Percorrendo da nord, partiti da Riva in territorio trentino, sulla sponda orientale incontriamo presto Malcesine, simpatica cittadina dai poetici contorni geometricamente irregolari ma fluidi, propaggini

di precedente “macchia” verde tra cipressi appuntiti ed altre forme arboree. Solo l'immancabile chiesa ed un castello di origine scaligera rompono l'uniformità in altezza dell'abitato già noto fin dall'antichità, allorchè in quel modesto villaggio di pescatori, pastori ed artigiani arrivò il culto di Iside, tra le più celebri divinità egiziane, professato in parte anche dai Romani.

“Fluctibus et fremitu assurgens Benace marino”; così si espresse il poeta Virgilio in un frammento dei “Georgica” (158-160) ammirando il lago proprio da Malcesine, si dice, esattamente nel punto dove, secoli più tardi, sarebbe sorto il Castello. Nel tempo sostarono in questa zona numerosi artisti e letterati che ebbero ad esprimere, secondo le proprie inclinazioni, lusinghieri giudizi sul territorio gardesano in generale e più nello specifico su Malcesine; da Montaigne ai viaggiatori del “Grand Tour” attraverso la penisola italica, Goethe, Kafka, il primo Klimt ante “Secessionismo”, a italiani locali e non solo; insomma, poesia della mente umana su poesia della natura.

Nel ventesimo secolo, dal primo dopoguerra l'abitato acquista sempre maggiore notorietà e maggiore sviluppo turistico, grazie soprattutto alla costruzione della strada Gardesana. Vengono spesso organizzate qui attività culturali di vario genere atte a far conoscere meglio questi luoghi.

Negli spazi del Castello Scaligero e del Palazzo dei Capitani del Lago è attualmente in corso la 28ma Edizione del ciclo itinerante “L'Arte Contemporanea nelle antiche dimore”, rassegna a cura di Giulia Sillato, ideatrice del progetto e teorica del “Metaformismo”, tendenza artistica di cui lei stessa spiega significati e concetti nell'introduzione al catalogo dedicato all'ultima rassegna pubblicato da Gabriele Mazzotta Edizioni, presentato il 20 Giugno scorso a Milano alla Fondazione Matalon. “Il Metaformismo è una nuova chiave di lettura strutturata, dopo lunga sperimentazione storico-artistica, sulle arti visive contemporanee non figurative. Si tratta prevalentemente di arti pittoriche e plastiche...Il Metamorfismo è una lettura attenta di tutte le possibili forme presenti nell'opera artistica: tratti, punti, colori, masse cromatiche, elementi estranei alla pittura stessa, tutto ciò insomma che attiene alla forma, persino, estremizzando, alla forma stessa del quadro, in caso di espressione minimalista. Ma dalla forma si può addivenire alla materia e dalla materia si può addivenire al mezzo, e con ciò la scrivente sostiene che dalla pittura si può addivenire ad altro e che questo complesso processo trans-mutativo, quello vissuto dall'arte nella seconda metà del secolo scorso, è assolutamente previsto dal Meta-formismo.”

Iniziato nel 1977, ospitato presso il Castello Ducale Bovino Savoia e al Civico Museo di Archeologia Copta e Bizantina d'Abruzzo a Crecchio (Chieti), questa manifestazione ha avuto locazioni prestigiose quali, tra altre, l'Appartamento di Guglielmo Gonzaga a Palazzo Ducale di Mantova (1999), Villa Carlotti a Caprino Veronese (2000), Antico Castello sul Mare di Rapallo (2001), Cripta della Basilica di Santa Croce a Firenze (2002), Il Vittoriale di Gabriele D'Annunzio a Gardone Riviera (2003), l'ex Convento di Sant'Agostino a Crema (2006), Palazzo Bonacossa, Museo d'Arte e Scienza di Milano (2009), Palazzo Ducale di Urbino (2011).

L'edizione attuale riunisce 34 artisti, molti dei quali presenti alla 54ma Biennale di Venezia 2011;

viene qui dimostrato come la pittura contemporanea italiana sia sempre attiva e piena di spunti innovativi.

 

Malcesine sul Garda (VR); Castello Scaligero: orario 10-18

Palazzo dei Capitani del Lago: orario 8-24; Informazioni: 348-3533733

Fino al 31 Luglio 2013; Riferimento Internet: www.giuliasillato.eu

 

Fabio Giuliani

 

30/07/2013 02:51 pm