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ROBERTO CODA ZABETTA ESPONE ALLA FONDAZIONE MUDIMA

ROBERTO CODA ZABETTA ESPONE ALLA FONDAZIONE MUDIMA - Mondopressing  Agosto 2015

Roberto Coda Zabetta è uno dei pittori più interessanti emersi in Italia sul finire degli anni Novanta e, pur giovanissimo, ha ottenuto importanti riconoscimenti quali il Premio giovane artista al Miart nel 2003 e la partecipazione alla sezione Anteprima della XIV Quadriennale d'Arte (Torino 2004). Le sue grandi tele, realizzate con smalti bianchi e neri e recentemente a colori, da cui è impossibile ottenere sfumature o effetti chiaroscurali, sono elaborazioni di volti derivati da scatti fotografici utilizzati come appunti, spesso colti nella realtà, altre volte risucchiati dall'immagine televisiva in un processo di accorpamento casuale e nevrotico.

La Fondazione Mudima, diretta da Gino Di Maggio, è la prima Fondazione italiana costituita per l’arte contemporanea. Nasce all’inizio del 1989 con lo scopo di realizzare un programma articolato dedicato alle esperienze internazionali nel settore dell’arte visiva, della musica e della letteratura contemporanea. È un’istituzione senza fine di lucro e non svolge attività mercantile.

Proprio questa sede ospita attuamente una mostra di Coda Zabetta con venti tele inedite di grande formato che costituiscono l’anteprima di un progetto più ampio composto da 56 cinquantasei lavori. Il titolo dell’esposizione, “FILM# 00-56”, introduce alla sua nuova ricerca artistica: una pittura che, oltre a non essere più figurativa, procede per stratificazioni sottili di materia, impalpabili pellicole, film appunto, di colore. Una materia non più densa, ma fluida e trasparente. Ma anche “film” inteso come sequenza di 56 frame che raccontano la storia del cambiamento di un linguaggio. Le opere in mostra contengono forme, luci, ombre e colori della natura che si condensano in un flusso atemporale e non figurativo di infinite informazioni. L’occhio scorre veloce, seguendo movimenti orizzontali, concentrici, verticali, emerge in superficie e velocemente si immerge in profondità. La visione è immediata, ma innesca un lento flusso di riconoscimento, di scoperta del processo pittorico, dei riferimenti, delle citazioni, delle fonti. Si produce un inconscio corto circuito: immagini mentali che non svelano, ma ri-velano (velano nuovamente), nel senso che mostrano e insieme nascondono quell’invisibile cui l’immagine rimanda. Nelle parole di Ilaria Bonacossa, autrice del testo nell'esaustivo catalogo (Allemandi) “I nuovi lavori di Roberto Coda Zabetta sembrano giocare con i limiti dell'astrazione contemporanea attraverso un rapporto tattile e viscerale con i materiali pittorici classici che vengono 'forzati' in futuristiche trame. Queste grandi tele evocano sintetiche immagini digitali della nanotecnologia così come spazi siderali a milioni di anni luce da noi che nelle loro trasparenze sembrano omaggiare una tradizione nipponica millenaria di opere a china e acquarello su carta”. Per lui la pittura astratta è uno stato della mente che contiene forti limitazioni e infinite libertà: l’astrazione è, al tempo stesso, il luogo intimo dove si dimentica la ‘mente’, si scava negli strati del vissuto, degli insegnamenti, dei riferimenti, dove l’accumulazione dell’informazione si libera nel movimento dell’animo, nella visione, nella somma dei contrari e di tutto ciò che si sottrae alla compiutezza della percezione e della temporalità. E, contestualmente, è il luogo dove agire con infinita libertà riguardo a quei riferimenti, sapendo che, ciascun gesto è denso di riferimenti storici, ma che può essere usato, consapevolmente, al di fuori di ogni classificazione cronologica. Durante il periodo espositivo è possibile anche vedere a cico continuo un video biografico, diretto da Jansen & Rodriguez e ArtAtWork, visibile sul nuovo sito www.robertocodazabetta.com.

 

Fondazione Mudima – Via Tadino 26, Milano; Tel. 02-29409633;

Fino al 10 aprile 2015; orari: lunedì-venerdì 11-13 e 15-19.30; www.mudima.net

 

Fabio Giuliani

24/03/2015 06:53 pm