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PARTE L'ISOLA DEI FAMOSI ALLA SUA NONA EDIZIONE

PARTE L'ISOLA DEI FAMOSI ALLA SUA NONA EDIZIONE - Mondopressing  Febbraio  2012

Oggi, Mercoledì 25 gennaio prenderà il via la prima puntata della nona edizione de L'Isola dei Famosi. Al timone, quest'anno, Nicola Savino dallo studio Rai 2 di Milano  e Vladimir Luxuria, che dalle spiagge dell'Honduras gestirà i concorrenti e racconterà le prove che i concorrenti dovranno affrontare . 

E' la nona edizione ,ma potrebbe essere la prima per il cambio di chi per ben otto anni ,fin dalla nascita. ha tenuto saldamente in mano la direzione dell'Isola e dei suoi partecipanti: Simona Ventura. sostuita da   Nicola Savino che condividerà la responsabilità dell'impegnativo compito con  la responsabilita' con l'inviato speciale in Honduras Vladimir Luxuria.
Nell'Isola  e' gia' tutto pronto perche' l'avvio e' alle porte: prima puntata stasera su Raidue, poi il reality cambierà giorno, passerà al giovedi' per motivi di audience e stategie manageriali.
Il direttore di Raiudue, Pasquale D'Alessandro, invoca prima "la cabala" per spiegare la scelta di una partenza in un giorno diverso, poi si appella alla natura del palinsesto, di per se' "organismo vivo", infine accorda che ci possa essere stata la considerazione dell'opportunita' di "partire con un po' piu' di agio".
La nona edizione che, come già detto  sembra una prima per diversità di impostazione, presentatori e scelta dei naufraghi, presenta una squadra di dieci naufraghi- concorrenti ,che potremmo bollare come  'recidivi'.Infatti tutti e dieci  sono  alla seconda esperienza, in quanto hanno gia' preso parte  in anni diversi ad una delle edizioni del reality di Raidue. I loro nomi sono importanti: Alessandro Cecchi Paone, Arianna David, Den Harrow, Cristiano Malgioglio, , Valeria Marini, Rossano Rubicondi,  Carmen Russo , Enzo Paolo Turci,  Flavia Ventoe Aida Yespica.
  Accanto a loro  sull'Isola ci sarà una nuova  categoria di personaggii, denominata la 'Casta degli Eletti', che annovera  personaggi come Mariano Apicella, Eliana Cartella, gia' fidanzata di Renzo Bossi e Mario Balotelli, Guendalina Tavassi, ex Grande Fratello, Max Bertolani, ex tronista ed ex compagno di Pamela Prati e il Divino Otelma. Su questo folkloristico personaggio Vladimir Luxuria ha raccontato il primo aneddoto della stagione: il mago e' arrivato in Honduras ma è stato fermato immediatamente  dalla polizia honduregna per tutto il "materiale che portava con sé, Wladimir ci racconterà certamente  il seguito  della disavventura stasera.
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 Pasquale D'Alessandro racconterà l'isola con "leggerezza, distacco e ironia " e assicura che "l'Isola rimane l'Isola con tutto quello cui siamo stati abituati negli anni scorsi".

Ovviamente l'Isola non diventerà un programma comico - ha aggiunto - ma non ci dedicheremo all'esasperazione delle situazioni".
Accanto al conduttore Savino ci saranno  Nina Moric, Laura Barriales e Lucilla Agosti  in qualità di opinioniste.
 A Vladimir Luxuria, invece, sara' affidata anche la striscia quotidiana, in onda dal lunedi' al venerdi' dalle 19.35 e la puntata speciale del sabato, a partire dalle 18.50, con il racconto della settimana.
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 Buon divertimento atutti gli spettatori!!

Annamaria Demartini

LA TRAGEDIA DELLA MOBY PRINCE DIVENTA DOCUMENTARIO

 

PRODOTTO DA PULSEMEDIA E DIRETTO DA MANFREDI LUCIBELLO

CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE TOSCANA

 

A Vent’anni dal drammatico scontro del 10 aprile 1991, la tragica vicenda della Moby Prince diventa un documentario diretto da Manfredi Lucibello e prodotto da Pulsemedia. Parte del finanziamento sarà coperto dal contributo della Regione Toscana: la casa di produzione di Barco di Bibbiano si è aggiudicata, infatti, il “Bando per l’attivazione degli interventi previsti dal fondo per il cinema e l’audiovisivo della Regione Toscana”. 

Dal titolo provvisorio “140”, il film-documentario racconterà la tragedia della Moby Prince attraverso il vasto archivio istituzionale video e sonoro di Home Movies e delle Teche Rai, ma anche grazie alle numerose riprese ed immagini effettuate allora dai cittadini di Livorno, punteggiate da testimonianze contemporanee. 

«Attraverso il linguaggio del cinema del reale, “140” vuole far conoscere alcuni importanti aspetti di una delle più grandi tragedie dal dopoguerra» spiega il regista Manfredi Lucibello. «Nel corso degli ultimi vent’anni lo scenario della tragedia è cambiato continuamente. Racconteremo gli eventi e le numerose versioni dei fatti che si sono susseguite nel tempo con un occhio di riguardo alla storia mediatica di questo caso: dalle prime accuse di distrazione per colpa della partita di coppa fino alle speculazioni sul video girato all’interno del relitto». 

Pulsemedia, già produttore di altre opere di successo tra cui “Freakbeat” di Luca Pastore (vincitore della Menzione Speciale all’ultimo Torino Film Festival), “Lo chiamavamo Vicky” di Enza Negroni, “Piombo Fuso” di Stefano Savona (vincitore al Festival di Locarno 2009), ha scelto di realizzare il documentario di Manfredi Lucibello sia per la forza narrativa del soggetto sia per il suo talento registico: «Ho visto “Storia di nessuno” il precedente lavoro di Lucibello, e mi ha colpito per l’attenzione e la cura con le quali tratta l’immagine estetica – spiega Roberto Ruini, presidente e AD di Pulsemedia - Sono certo che possa riproporre lo stesso rigore anche in questo nuovo progetto, sia dal punto di vista stilistico che della narrazione. Senza contare che la fotografia sarà curata da un affermato professionista del settore già collaboratore di Lucibello con cui stiamo prendendo accordi».  

PULSEMEDIA editore, produttore e distributore multipiattaforma di film-documentari, videoclip, livecast, ricopre oggi un ruolo strategico e innovativo nella comunicazione multimediale grazie ad un suo peculiare modo di raccontare il Prodotto, l’Evento, le Storie, basato su una felice sintesi tra sensibilità autoriale e know how tecnologico tra i più avanzati.

Tra le produzioni recenti: Freakbeat (79’, 2011) di Luca Pastore con la sceneggiatura di Claudio Piersanti e Roberto ‘Freak’ Antoni nel ruolo di protagonista, si è aggiudicato la menzione speciale nella sezione Italiana.doc al 29°Torino Film Festival; Lo chiamavamo Vicky (50’, 2011) di Enza Negroni unico lavoro italiano in concorso al Biografilm Festival 2011; Il Popolo che Manca (75’, 2010) di Andrea Fenoglio e Diego Mometti vincitore del Premio Speciale della Giuria alla 28° edizione del Torino Film Festival – sezione Italiana.doc; e Piombo Fuso (82’, 2009), di Stefano Savona vincitore al Festival di Locarno 2009

FILM FESTIVAL A ZERO EMISSIONI

A Capri va in scena il primo Film Festival a zero emissioni

Dal 26 dicembre al 2 gennaio, l’isola di Capri ha ospitato l’International Film Festival CAPRI, HOLLYWOOD 2011, un evento divenuto ormai un appuntamento immancabile per i protagonisti del cinema internazionale. Quest’anno, grazie alla partnership con smart, la kermesse cinematografica è stato il primo Film Festival internazionale ad emissioni zero. Ad assicurare gli spostamenti degli ospiti durante la settimana dell’evento è stata, infatti, una flotta di smart electric drive, la prima vettura 100% elettrica ad abbandonare i riflettori dei saloni automobilistici per conquistare le nostre città.

GRAN FESTIVAL DEL CINEMA MUTO

Seconda edizione – I primi ciak del cinema italiano
Milano e provincia, dal 16 novembre al 18 dicembre 2011 
 
Il GRAN FESTIVAL DEL CINEMA MUTO 2011 – dopo l’edizione 2010 dedicata all’indimenticabile figura di Charlie Chaplin – ha deciso di focalizzare l’attenzione, per questa nuova Edizione, sul nostro Paese Italia, al fine di riscoprire capolavori del Cinema Muto Italiano degli esordi ed omaggiare insieme il 150mo dell’unità nazionale. Il Festival, ideato e diretto dai Maestri Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa, è promosso dal Gruppo da Camera I Solisti Lombardi e Associazione TEMA insieme a Fondazione Cineteca Italiana, con il patronato della Presidenza della Regione Lombardia, il Contributo del Settore Cultura della Provincia di Milano e la collaborazione dell’Assessorato Cultura, Moda, Expò e Design del Comune di Milano, nonché le amministrazioni comunali di di Arluno, Inzago, Morimondo, Pregnana Milanese, San Donato Milanese; tra i numerosi partner si segnalano le associazioni ADO (Associazione Donatori dell’Ospedale San Paolo di Milano) e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano), il Festival del Cinema Europeo di Osaka e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, l’Università Commerciale Luigi Bocconi e l’Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala.
 
Il GRAN FESTIVAL DEL CINEMA MUTO  vuole  coinvolgere il pubblico più ampio degli appassionati d’arte, grazie alla peculiarità del cinema delle origini di congiungere musica, teatro, fotografia, letteratura… Una festa delle arti, dunque, per consentire al pubblico milanese, e non solo, di conoscere o riscoprire capolavori del nostro passato.
 
Dopo l’evento d’apertura il 16 novembre all’Auditorium di Milano, in Largo Mahler, alle ore 21, con l’esecuzione della partitura sinfonica di Pietro Mascagni per il capolavoro cinematografico Rapsodia Satanica del 1915, la manifestazione proseguirà con spettacoli dal vivo affiancati ad approfondimenti culturali, conferenze, proiezioni, mostre, workshop per compositori e progetti per ragazzi.
 
L’evento del 16 novembre è in collaborazione e per la promozione di ADO – Associazione Donatori dell’Ospedale San Paolo per lanciare  un messaggio importante come la Donazione del Sangue per fronteggiare la forte emergenza esistente in questo senso sul territorio milanese ed in particolare nell’area di operatività dell’Ospedale San Paolo di Milano.
 
Importante novità di quest’anno è la sinergica collaborazione con la Cineteca di Milano (Fondazione Cineteca Italiana), che ha reso disponibile il proprio importante archivio e realizzato un progetto di restauro di tre cortometraggi del 1915 ispirati al Libro Cuore di Edmondo De Amicis. La prima integrale degli episodi di Libro Cuore sarà realizzata il 21 novembre nell’ambito del Festival del Cinema Europeo di Osaka in uno speciale evento per il 30° anniversario del gemellaggio Milano-Osaka. Il 23 novembre, invece, la produzione sarà presentata a Tokyo, presso l’Auditorium Agnelli dell’Istituto Italiano di Cultura.
 
Conclusa la parte di programmazione in Giappone, la kermesse continuerà con l’alternarsi di conferenze, dedicate alla presentazione di alcuni dei più noti compositori di musica per il Cinema Muto della Storia del Cinema, presentati in diversi appuntamenti dai Direttori Artistici del Festival nei Comuni della Provincia milanese, insieme ad eventi – tra cui si segnala il 2 dicembre ad Arluno con I Solisti Lombardi, in collaborazione con il Comune di Arluno - ed un importante incontro con il Prof. Vittorio Boarini presso il Cinema Gnomo di Milano il 10 dicembre, dal titolo “I Primi Ciak del Cinema Italiano”.
 
Durante il Festival vi sarà inoltre un punto di raccordo stabile, ovvero l’Area Espositiva del Comune di Morimondo, dove sarà allestita la mostra dal titolo: "PRIMI CIAK DEL CINEMA ITALIANO". Inoltre, nella medesima location, ogni sabato pomeriggio è previsto il succedersi di proiezioni di pellicole del cinema muto italiano degli esordi, selezionate e fornite sempre da Cineteca Milano.
 
Anche quest’anno l’appuntamento con la presentazione del cinema muto dedicato ai ragazzi in età scolare, direttamente realizzata presso alcuni plessi elementari della città di Milano, a cura del dr. Edmondo Filippini, insieme al workshop per compositori, per approfondire lo studio e la conoscenza del mondo della musica applicata al cinema muto, in collaborazione con I Solisti Lombardi.
 
Ultimi due appuntamenti da segnalare, infine, in dicembre, ovvero: 14 dicembre, presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi alle ore 20.30, in collaborazione ancora una volta e per la promozione di ADO, con la presentazione delle pellicole Anita Garibaldi e Cenere, musicate a cura dell’Ensemble I Solisti Lombardi e la partecipazione di un testimonial d’eccezione, Teresa Mannino . 
Per la chiusura della kermesse, il 18 dicembre, presso lo Spazio Oberdan alle ore 17, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, la presentazione del Libro Cuore per le famiglie ed i più piccoli. L’ingresso a pagamento sarà devoluto a favore del "Servizio Assistenza Bambini" LILT, per aiutare concretamente sia i bambini sia gli adolescenti malati di tumore seguiti nell'Unità Operativa di Pediatria dell'Istituto dei Tumori di Milano. 
Dal 16 novembre al 18 dicembre 2011, il GRAN FESTIVAL DEL CINEMA MUTO presenterà quindi l’Italia rivista nel cinema muto italiano degli inizi del 900, con gli occhi e con l'ascolto di oggi.
Tutti gli appuntamenti su www.cinemamuto.it                                                                                 

PAROLA AI PROTAGONISTI DI VIAEMILIADOCFESTIVALY

 
LA COMUNITA’ SINTI TRA SOLITUDINI ED EGOISMI IN AMEN DI STEFANO CATTINI
Intervista esclusiva al regista del film in concorso al primo festival italiano online del cinema documentario, visibile su www.viaemiliadocfest.tv
 
Inchiesta sulla deriva envagelica-pentecostale nella fede della comunità sinti di Reggio Emilia: un potente strumento di rafforzamento identitario, che vissuto con modalità viscerali e coinvolgenti, trasforma radicalmente le loro abitudini di vita. Questo è AMEN il documentario diretto da Stefano Cattini, in concorso alla seconda edizione di ViaEmiliaDocFest (www.viaemiliadocfest.tv).
 
Il mondo del web, la multimedialità e le nuove tecnologie influiscono sul tuo modo di creare film? E se sì, come?
Non credo che queste tecnologie influenzino il mio modo di creare, quanto le scelte di distribuzione. Penso che, al momento attuale, il web si presti soprattutto a visioni veloci, di breve durata. Pertanto, quando ho prodotto un documentario di 80 minuti come ‘L'isola dei sordobimbi’, ho scelto di non renderlo fruibile in rete (fatta eccezione per il trailer), mentre so che ‘Ivan e Loriana’, che dura 11 minuti, sul web è stato visto da molti utenti. Trovo che ‘Amèn’, con i suoi 20 minuti di durata, sia già al limite, ma si tratta comunque di un cortometraggio. Per far funzionare un documentario all'interno di un tempo breve, sono costretto a pormi in un altra prospettiva rispetto al documentario lungo. Cerco di condensare le informazioni e limitare lo sviluppo dei personaggi. Lavoro soprattutto sull'aspetto emotivo e restringo l'arco temporale del racconto. Un corto documentario, secondo me, ha un grande bisogno di immagini forti e senso del ritmo. Deve arrivare diretto, come un treno in corsa”.
Credi che il web possa essere decisivo nella diffusione del cinema documentario?
“Al web riconosco il merito di rendere fruibili documentari altrimenti inaccessibili perché non distribuiti. Resta il fatto che, se questo sarà il tipo di distribuzione principale dei documentari, gli autori non potranno svincolarsi mai dai finanziamenti pubblici”.
Perché hai scelto di raccontare questa storia attraverso il documentario?
“Il genere documentario, per come lo intendo io non riguarda tanto il ‘documentare’, quanto, appunto, il raccontare storie. Per questo cerco di evitare l'uso dei commenti e delle interviste. Le scelte che si fanno in ripresa ed in montaggio fanno si che questi film siano molto più visioni soggettive che documenti oggettivi. L'osservazione richiede spesso molto più tempo rispetto ad altre forme di cinema documentario e un rapporto con i soggetti molto ravvicinato”.
Tre cose per invogliare il pubblico a guardare il tuo doc e votarlo
“A me interessano i comportamenti, gli atteggiamenti e i meccanismi positivi che riusciamo a sviluppare quando siamo, per così dire in emergenza. Quello che mi colpisce dei sinti è la loro capacità di essere ancora comunità, in questi tempi di grandi solitudini ed egoismi. Questa cosa è molto forte e si vede con chiarezza nel film, anche se in fondo parla d'altro. Parla dei rischi a cui si sottopongono queste comunità quando fanno scelte di massa, senza riflettere individualmente sulle informazioni che ricevono da persone che hanno imparato a memoria lezioni dogmatiche vecchie come il mondo. Ci vuole una profonda ignoranza per accettare le cose che ci vengono poste dall'alto senza usare un minimo di scetticismo, ma in questo noi siamo identici a loro. Forse siamo solamente più soli e crediamo di poter davvero scegliere”.
 
Stefano Cattini è nato a Carpi (Modena), nel 1966, dove tuttora vive e lavora come filmmaker e docente.
Candidato al premio David di Donatello 2010 per il miglior film documentario con “L’isola dei Sordobimbi”. Dal 2010 invitato a far parte, come membro votante della European Film Academy e dell’Accademia del Cinema Italiano.
 
ViaEmiliaDocFest è ideato, organizzato e gestito da PULSEMEDIA editore, produttore e distributore multipiattaforma di film-documentari, videoclip, livecast, che ricopre oggi un ruolo strategico e innovativo nella comunicazione multimediale grazie ad un suo peculiare modo di raccontare il Prodotto, l’Evento, le Storie.