Dalla parte delle donne | stampa pagina |
IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER LA CASA ROSA DALL'ASSESSORATO ALLA SALUTE
Martedì 30 marzo, nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, la dottoressa Viviana Garbagnoli - presidente di La Casa Rosa - ha ricevuto da parte dell’Assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna un riconoscimento, istituito nell’ambito del progetto Salute a Milano, dedicato a associazioni, operatori e familiari che si sono distinti per merito e valore nell’operare con passione e generosità nel Terzo Settore e nelle Istituzioni sociali e sanitarie.
Un nuovo e importante riconoscimento per La Casa Rosa che già si avvale del Patrocinio del Comune di Milano e che da un anno ha iniziato una collaborazione con Un Fiocco in Azienda, progetto di Donne. manageritalia.it. Il Comune di Milano per mezzo di Un Fiocco in Azienda, ha aderito al percorso sanitario che Casa Rosa offre a tutte le donne prima e dopo la gravidanza, ed è pertanto orgogliosa di poter dire che assisterà le donne lavoratrici del Comune di Milano che andranno in maternità e che chiederanno l’intervento delle professioniste di Casa Rosa.
La Casa Rosa, associazione senza scopo di lucro che si mantiene grazie alle donazioni di enti e cittadini sensibili alle problematiche che riguardano le donne durante e dopo la gravidanza, fondata da un gruppo di professioniste composto da Viviana Garbagnoli, Anna Caterina Omboni, Linda Alfieri, Anna Cucchiani, Silvia Tosi e Chiara Sosio, si impegna ad offrire servizi e iniziative mirate alle problematiche femminili e alle problematiche legate alla genitorialità: diventare mamma (e papà) non è semplice e la Casa Rosa vuole offrire un aiuto prima e dopo il parto attraverso consulenze, consigli e sostegno da parte dei suoi professionisti.
Lo staff, composto da ostetriche, psicologhe, psichiatre, psicoterapeute ed educatrici, è pronto a guidare neomamme e neopapà nel percorso e nella costruzione della propria genitorialità e ad aiutare nello stabilire, o ristabilire, un giusto equilibrio affettivo di coppia, favorendo così la relazione madre-bambino, la relazione padre-madre e la relazione padre bambino.
Fondamentale è anche il sostegno alla mamma nel momento cruciale del rientro al lavoro e a questo scopo la Casa Rosa offre consulenze per il reinserimento e un’avvocata per le questioni legali.
La Casa Rosa, voce del verbo mamma, dispone di uno spazio esclusivo pensato per incontri, momenti di dialogo e confronto per la coppia e il bambino ed offre numerosi laboratori educativi e interattivi che aiutano nello sviluppo della comunicatività.
La Casa Rosa, offre un servizio di Home visiting (visite domiciliari), per tutte quelle che mamme che dopo il parto necessitano di assistenza sia psicologica che sanitaria per loro e per il loro bambino
La Casa Rosa, inaugurata il 22 febbraio 2010, è gratuita e senza impegno per i primi due colloqui orientativi. Si trova in Largo Augusto, 3 a Milano (MM1 San Babila). www.associazionelacasarosa.net info@associazionelacasarosa.net tel. 345 9982463
Milano, 30 marzo 2011
INTERVISTA A PAOLO MARCHETTI. PROFESSORE ORDINARIO DI ONCOLOGIA A ROMA
Verso l’integrazione terapeutica e la presa in carico globale della paziente affetta da tumore al seno
Il carcinoma della mammella è la neoplasia femminile a più elevata incidenza nei Paesi industrializzati, per cui ogni piccolo incremento di efficacia dei trattamenti si traduce in decine di migliaia di vite salvate: come si sono modificati i fondamenti della gestione clinica di questo tumore negli ultimi decenni?
Negli ultimi 40 anni, il trattamento del cancro della mammella operato si è basato sempre di più sull’integrazione terapeutica. Dalla sola chirurgia (peraltro particolarmente devastante) con un elevato numero di insuccessi terapeutici, si è passati ad una chirurgia più conservativa associata alla radioterapia; con l’aggiunta di schemi contenenti tre farmaci (CMF) si è osservato un vantaggio di circa il 4%. Negli anni ‘80 l’utilizzazione delle antracicline in terapia adiuvante ha determinato un ulteriore vantaggio del 4%, fino al 2000, quando l’inserimento dei taxani ha permesso di aggiungere un ulteriore 5% e, nel gruppo di pazienti con malattia contenente uno specifico recettore per i fattori di crescita (HER-2), un anticorpo monoclonale ha permesso di superare ulteriormente questi limiti. Questi risultati sono stati migliorati con la terapia ormonale. Nel complesso, negli ultimi 20-30 anni vi è stato un 15-20% di miglioramento nella sopravvivenza di pazienti affette da cancro della mammella in fase iniziale. Questi risultati, anche se molto importanti, devono essere ulteriormente migliorati.
In questi ultimi anni, la ricerca clinica si sta rivolgendo sempre di più verso la possibilità di personalizzare i trattamenti. Oggi è possibile riconoscere all’interno della cellula specifici bersagli molecolari, contro cui indirizzare i nostri farmaci. Oltre che le caratteristiche del tumore, abbiamo imparato a riconoscere le diverse caratteristiche della paziente, sia a livello clinico che genomico, per ridurre la tossicità dei trattamenti o per prevederla con maggiore accuratezza. Lo studio delle cellule tumorali circolanti rappresenta oggi una interessante prospettiva di ricerca.
Quali sono, Professore, i fattori prognostici che maggiormente possono influire su un esito clinico non favorevole del tumore alla mammella?
Per fattori prognostici intendiamo elementi in grado di consentirci di prevedere l’evoluzione della malattia. Alcuni elementi clinici possono essere nello stesso tempo fattori prognostici e fattori predittivi di risposta (come i recettori per gli ormoni steroidei). I fattori prognostici possono essere legati alle caratteristiche cliniche della neoplasia (dimensioni, interessamento dei linfonodi) o alle sue caratteristiche biologiche (grado di differenziazione, contenuto di recettori per gli ormoni steroidei, attività proliferativa, espressione di recettori appartenenti alla famiglia degli EGFR, come HER-2). Sulla base di queste caratteristiche, viene deciso il trattamento adiuvante, cioè da attuare subito dopo l’intervento chirurgico.
Quali sono le variabili cliniche e biologiche espresse dalla paziente che devono essere tenute in considerazione per la scelta del trattamento farmacologico da somministrare nel caso di presenza di metastasi?
Nella malattia metastatica, ovviamente, molto importante è valutare il coinvolgimento dei diversi organi e l’estensione della malattia. Importante, in queste pazienti, anche la conoscenza dei fattori predittivi di risposta, in modo da utilizzare i farmaci più adatti ad ogni singola paziente, in funzione dei risultati che si vogliono ottenere, delle tossicità prevedibili, delle condizione cliniche generali e di eventuali altre patologie presenti. L’età non rappresenta più, di per sé, un fattore limitante, ma deve essere presa in considerazione in una visione olistica dei bisogni della Paziente.
Professore, esiste uno standard di cura per le pazienti che si trovano nella fase metastatica di un tumore alla mammella e quali sono gli eventuali obiettivi di una terapia?
Gli obiettivi del trattamento del carcinoma mammario metastatico dipendono dalle caratteristiche biologiche della neoplasia, dalle condizioni cliniche generali della paziente, dalle patologie concomitanti, dal numero e dal tipo di organi coinvolti e dall’estensione del processo neoplastico.
In passato, si riteneva che la paziente affetta da un cancro della mammella metastatico dovesse ricevere un trattamento esclusivamente palliativo, diretto, cioè, a contenere l’evoluzione di una malattia che in ogni caso avrebbe avuto il sopravvento. Oggi, sappiamo che è possibile individuare delle pazienti che, pur in presenza di una malattia metastatica, possono trarre grande giovamento dalla terapia integrata, ottenere delle risposte importanti (fino alla completa scomparsa clinica delle lesioni metastatiche), a cui può seguire un periodo di assenza di ripresa di malattia perdurante per anni. In altre pazienti, purtroppo, il decorso della malattia è più tumultuoso ed è rivolto solo al controllo della sintomatologia. Non possiamo dimenticare che è ormai largamente superata la volontà dei medici oncologi di trattare solo il tumore (indipendentemente dai sacrifici della paziente), ma abbiamo imparato a trattare una paziente affetta da un tumore. Anche se molte di queste procedure non rientrano ancora nella pratica clinica quotidiana, la vera sfida del futuro è questa presa in carico globale della paziente e della sua famiglia.
Il nostro obiettivo, in un modello di integrazione terapeutica definito come “simultaneous care”, è la cura della paziente, attraverso un percorso assistenziale che vuole rispondere al suo bisogno di salute, alle sue necessità, alle sue paure, alle conseguenze che il cancro determina nella famiglia.
Stefania Bortolotti
INTERVISTA AD UNA POETESSA : GIOVANNA TURIANO

- Cara Giovanna, perchè scrivere poesie oggi ? in un mondo così concreto e tecnoligico ha ancora un senso?
- Scrivere Poesia, quella con la P maiuscola, per me ha certamente senso. Per quanto mi riguarda la mia poesia nasce da un'assoluta introspezione - dalla ricerca impareggiabile dell'identità, sempre in divenire, negli, anni, nei mesi, nei giorni, nelle ore, negli attimi. Poesia è setacciare l'attimo in tutte le sue essenze, spaccare il buio in migliaia di pezzi, far parlare il silenzio per avere il privilegio, così, di ascoltare, di sentire ciò che nessuno ha mai saputo e/o voluto dire. Tecnologia e poesia: l'una dipende dall'altra!
Senza poesia (passione) l'uomo non inventa e non si annovera!
- Come nasce una tua poesia? di getto, dopo lunga meditazione, quanto la modifichi o correggi?
La maggior parte delle mie poesie nascono di getto e raramennte vegono da me ritoccate.
- Che cosa provi quando vedi le tue poesie pubblicate e magari lette?
- Provo una grande emozione perchè sò che chi legge, "sente", "prova", "gode", "muore" mentre un'orchestra per voce sola coinvolge e sconvolge.
- Tu che frequenti altri poeti e letterat, cosa condividi con loro?
- La cosa che mi accomuna agli altri è l'unicità del sentimento che trapela da ogni opera.
- Se non componessi poesie, quale Hobby vorresti coltivare?
- Scrivere poesie per me non è un Hobby: è un bisogno, una vera e propria necessità come l'Amore. Gli hobby che amo sono la pittura e la musica.
- La poesia non da' pane, condividi?
- La poesia non dà pane poichè essa di per sè lo è...almeno per me!
Annamaria Demartini
Milano, 20 marzo 2011
LA CASA ROSA E FIOCCO IN AZIENDA DEL GRUPPO DONNE MANAGER DI MANAGERITALIA
La Casa Rosa, è stata fondata da un gruppo di professioniste dedicato a supporto, consulenza e terapia che ha la piena consapevolezza che diventare mamma (e papà) non è semplice, vuole offrire un aiuto prima e dopo il parto attraverso consulenze, consigli e sostegno dei suoi professionisti. Lo staff, composto da ostetriche, psicologhe, psichiatre e psicoterapeute, de La Casa Rosa è pronta a guidare neomamme e neopapà nel percorso e la costruzione della propria genitorialità e ad aiutare nello stabilire o ristabilire un giusto equilibrio affettivo di coppia, favorendo così la relazione madre-bambino, la relazione padre-madre e la relazione padre bambino. Fondamentale è il sostegno alla mamma nel momento cruciale del rientro al lavoro.
La Casa Rosa, inaugurata il 22 febbraio 2010, è gratuita e senza impegno per i primi due colloqui orientativi. Si trova in Largo Augusto, 3 a Milano (MM1 San Babila). Lwww.associazionelacasarosa.net info@associazionelacasarosa.net tel. 345 9982463
MILANO DELLE DONNE : "UNITE" PER FESTEGGIARE I 150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
Giovedì 17 Marzo, in occasione dei festeggiamenti dell'Unità d'Italia, l'Assessorato alla Salute del Comune di Milano e Officine 2015, hanno dedicato alla città una speciale azione di Guerrilla Art "tricolore". Un corteo di donne "unite" è partito alle ore 18 dal Castello Sforzesco attraversando poi le principali vie del centro. La performance era nel ciclo di eventi artistici e informazione "Milano delle Donne", presentato a Milano, al Circolo della Stampa, l'8 Marzo in occasione della ‘Festa della Donna’ che si protrarranno al 22 marzo. "Milano delle Donne" rappresenta un'importante occasione per parlare ai cittadini e, in particolare, al pubblico femminile e sensibilizzare la città rispetto al tema di un corretto stile di vita che accompagni le donne in tutte le fasi della loro vita.
Un evento tutto al femminile che parla di Donne: Donne nell'Arte, con una mostra fotografica toccante sulla depressione e i "conflitti" del corpo femminile; Donne nel volontariato, con le associazionie le volontarie che ogni giorno dedicano il loro tempo agli altri e in particolare l' ‘Osservatorio della Salute della Donna Onda’ e il ‘Centro Psiche Donna’; Donne nel mondo dell'impresa con esempi di grande impegno nello sviluppo di progetti legati all'alimentazione e alla salvaguardia delle tradizioni.
Anche nella scelta del linguaggio dell'evento è stata preferita una strada legata all'universo femminile: l'Arte, nelle sue espressioni più innovative. Accanto ad una mostra fotografica "fissa", all'interno di uno dei luoghi storici e più significativi di Milano, come la Loggia dei Mercanti, troviamo una mostra fotografica itinerante con azioni di Gerrilla Art: un corteo di donne che ‘vestono’ l’Arte e la portano nelle strade di Milano, guidate dalla performer-attrice Xena Zupanic. La Loggia dei Mercanti, a due passi da Piazza Duomo, diventa quindi un luogo aperto a tutte le donne artiste e non che parlano a tutta la città. Durante le azioni di Guerrilla Art viene distribuito materiale informativo sulla salute della donna e verranno regalati tanti ‘baci’, o meglio i Bacioni di Lodi, un gustoso biscotto della tradizione lodigiana per ricordare alla città che non bisogna dimenticare di dare un bacio alla vita.
“Milano delle Donne” è un evento vivo, con l’obiettivo di informare, scuotere e stimolare alla riflessione tutta la città. La mostra fotografica, curata da Stefania Morici e Simona Sansonetti, presenta il lavoro di Olimpia Soheve, una giovane fotografa che, attraverso la sua personale ricerca artistica sul mondo femminile, mette a nudo l'anima e stende un velo di non detti che straziano il cuore. Fino al 22 Marzo questo spazio che diventa così un luogo aperto a tutti dove le donne possono esprimersi liberamente: attrici, ballerine, performer e semplici passanti hanno per una settimana la possibilità di esibirsi e comunicare il loro pensiero. Per partecipare scrivere una mail a s.sansonetti@officine2015.com
Le donne sono state protagoniste anche il 17 marzo con una performance dedicata alla Festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia e con la degustazione di Tortionata, il dolce lodigiano che ha unito l’Italia. Il sito www.milanodelledonne.it sarà a disposizione del pubblico per tutte le informazioni legate alla salute della donna e per il calendario delle azioni di Guerrilla Art.
Fabio Giuliani









