Home > Musica
Musica | stampa pagina |
GRANDE MUSICA ITALIANA AGLI ARCIMBOLDI: FOSSATI, BATTIATO, BIONDI, SILVESTRI
Il terzo e ultimo concerto di IVANO FOSSATI di domenica 25 Febbraio (con il quale Fossati termina il suo tour e le sue esibizioni dal vivo), apre la rassegna Arcimboldi d’Autore, un lungo e interessante ciclo di concerti che arricchiranno il cartellone del Teatro degli Arcimboldi di Milano per la seconda parte della stagione.
FRANCO BATTIATO raddoppia il suo appuntamento, visto la grande richiesta di biglietti, con il suo concerto “Up Patriots to Arms”. Due le date: Mercoledi 14 e Giovedi 15 Marzo.
‘Up Patriots to Arms!’ è un live dai ritmi coinvolgenti ed energici, un esaltante viaggio che ripercorre momenti anche lontani del repertorio dell’artista.
Di recentissima pubblicazione, lo scorso 29 novembre, TELESIO l’opera in due atti e un epilogo su libretto di Manlio Sgalambro e musica di Battiato, la quarta da lui composta.
Giovedi 29 Marzo arriverà, per la prima volta al teatro degli Arcimboldi, il cantautore romano DANIELE SILVESTRI con PINO MARINO per il concerto intitolato “E l’inizio arrivò in coda” dove i due artisti alterneranno dialoghi e improvvisazioni a canzoni e successi della loro storia musicale con l’immancabile dose di ironia e poesia.
Gradito ritorno mercoledi 4 aprile per MARIO BIONDI che si ripropone al pubblico milanese dopo l’uscita del doppio album di inediti “Due”, un “talent album” in cui l’artista catanese incontra venti artisti di talento provenienti dalla scena soul e jazz italiana e internazionale.
Le note di Biondi lasceranno subito dopo spazio alle note di un altro grande cantautore salendo dalla Sicilia alla Calabria con il concerto di un artista che ha fatto della ricerca musicale, dello stile e della qualità il suo tratto unico e inconfondibile. SERGIO CAMMARIERE sarà sul palco del Teatro degli Arcimboldi giovedi 5 aprile.
Domenica 15 aprile sarà la volta di SAMUELE BERSANI, tra i protagonisti del prossimo Festival di Sanremo, che celebrerà quest’anno i 20 anni di carriera e lo farà con la pubblicazione dell’album “Psyco 20 anni di canzoni”, ventotto brani tra i più celebri e i più amati del cantautore romagnolo arricchito da due inediti “Psyco” e “Un pallone” .
Arriva venerdì 20 aprile L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO con la partecipazione di PETRA MAGONI per una personale rivisitazione de “Il Flauto Magico” di Wolfgang Amadeus Mozart. Il concerto, inizialmente previsto per lo scorso novembre, fu rimandato per ragioni tecniche. La compagnia multitetnica capitolina rilegge la partitura del compositore austriaco con un concerto semiscenico in cui vengono reinventate sia la vicenda che la musica. Un mix prodigioso in cui le armonie di Mozart stringono la mano alla musica etnica e a quel particolare melange di pop, reggae, rock e jazz che contraddistingue l’Orchestra. Petra Magoni è qui una sorprendente Regina della Notte.
Si arriva quindi a metà maggio con PINO DANIELE che domenica 13 maggio presenterà i brani del suo nuovo album insieme ai successi di sempre.
Teatro degli Arcimboldi
Viale dell’Innovazione, 20 – 20126 Milano
Tel. 02.64.11.42.212/214
Biglietteria Ticketonewww.ticketone.it
LA FIABA DI PIERINO PORCOSPINO ALL'AUDITORIUM VERDI

Sesto appuntamento di Crescendo in Musica Sabato 4 febbraio, ore 15.30
Coro di Voci Bianche de laVerdi
attore Nicola Olivieri
regia Francesco Montemurro
Maestro del Coro Maria Teresa Tramontin
Dopo Napoleone, questa volta sul palco dell’Auditorium arriva Pierino Porcospino, mirabile composizione di Gino Negri, musicista lecchese scomparso nel 1991. Pierino Porcospino sarà il nuovo ospite di Crescendo in Musica, la rassegna di concerti de laVerdi ideata per i più piccoli e le famiglie. Quella di sabato 4 febbraio, all’Auditorium di Milano in largo Mahler, ore 15.30 (info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, ww.laverdi.org), sarà infatti una nuova tappa – la sesta - del “viaggio” appassionante e interattivo, con i bambini e i loro familiari, veri e propri protagonisti dell’evento, che una volta di più unirà il fascino della musica a quello dello spettacolo nel senso più completo.
Vi ricordate le filastrocche su Pierino Porcospino, il bambino-maialetto che non si vuole lavare né tagliare unghie e capelli? E quelle su Paolinetta, che si brucia le gambine giocando con i fiammiferi, o sul cattivo Federigo che maltratta gli animali e finisce azzannato da un cane? Ebbene... dimenticatele. Complici le ironiche composizioni di Gino Negri, la festosità delle esecuzioni del Coro di voci bianche de laVerdi, diretto da Maria Teresa Tramontin, la verve spontanea dell'attore Nicola Olivieri (voce recitante), le favolette con cui il medico Heinrich Hoffman cercava di inculcare le buone maniere ai pargoli dell'Ottocento si disarmano di castighi e spauracchi d'altri tempi. In questo viaggio musicale nel paese di Grullandia, incorniciato dalle musiche di Offenbach, Banchieri, Rossini e Puccini, per la regia di Francesco Montemurro, le piccole e grandi marachelle dell'infanzia ricevono ammonimenti più sereni e benevoli: in fondo le cosiddette monellerie non sono altro che Musica, per le orecchie di chi ama i bambini! Sul palco, il Coro di voci de bianche de laVerdi sarà affiancato dal soprano Goisiana Troiano, dal basso Gilles Armani e da Pietro Cavedon al pianoforte.
BACH-SCARLATTI: CONCERTO DELL'8 FEBBRAIO DELLA VERDI BAROCCA
I Concerti Brandeburghesi del genio di Eisenach
e i Concerti Grossi del maestro della Scuola Napoletana
Auditorium di Milano, largo Mahler
Orchestra laVerdi Barocca
Direttore Ruben Jais
Mercoledì 8 febbraiol’Orchestra Barocca torna all’Auditorium Cariploper il suo terzo concerto della stagione, dopo il “tutto esaurito” del 6 gennaio scorso con il tradizionale Oratorio di Natale di Bach.
Per questo nuovo appuntamento, mercoledì 8 febbraio, ore 20.30, all’Auditorium di Milano di largo Mahler (info e prenotazioni: tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org), l’ensemble specialistica de laVerdi offrirà agli appassionati del genere e non solo un programma particolarmente accattivante, all’insegna di due “grandi” di ogni tempo, massima espressione della musica sei-settecentesca a Nord e a Sud delle Alpi: Johann Sebastian Bach e Alessandro Scarlatti.
La serata si articolerà tra l’esecuzione delConcerto Brandeburghese n. 5 in Re Maggiore BWV 1050 del tedesco (Davide Monti violino principale, Francesca Torri flauto traverso, Davide Pozzi cembalo concertato), seguita dall’esecuzione in successione del Concerto Grosso n. 1 in Fa minore, Concerto Grosso n. 2 in Do minore, Concerto Grosso n. 3 in Fa maggiore, Concerto Grosso n. 4 in Sol minore, Concerto Grosso n. 5 in Re minore, Concerto Grosso n. 6 in Mi maggiore del compositore italiano, per concludere il folto programma con il Concerto Brandeburghese n. 4 in Sol Maggiore BWV 1049 (Gianfranco Ricci, violino principale, Manuel Staropoli e Lorenzo Cavasanti flauti dolci), nuovamente del genio di Eisenach.
Se i Brandeburghesi portano alla massima potenza la sperimentazione bachiana dei singoli strumenti, e vengono concepiti dall’autore proprio all’insegna di questa espressione totale, quella del Concerto Grosso è una forma concertante tipicamente italiana, che esalta e contrappone in forma dialettica due ensemble – piccolo e grosso – nell’ambito della stessa esecuzione. Le “prime parti” infatti si manifestano e affermano nel più intimo “concertino”, dialogando con l’orchestra, disposta alle loro spalle. Da questa impostazione nascerà – evidentemente più affinata – la forma del Concerto per solista e orchestra.
“Nelle Stagioni passate - spiega il maestro Jais - laVerdi Barocca aveva concentrato la sua attenzione su specifici generi musicali quali la Messa, l’Oratorio, la Cantata. Quest’anno invece la nostra attenzione si focalizzerà sul concerto nelle sue varie forme: da una parte il grande laboratorio di sperimentazione concertistico-solistica dei sei Concerti Brandeburghesi di J. S. Bach; all’altra i sei Concerti Grossi di Alessandro Scarlatti; e ancora da una parte le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, che vedranno solista Gianfranco Ricci, spalla della nostra formazione barocca, e dall’altra il concerto per Violoncello di Carl Philipp Emanuel Bach affidato alle talentuose mani di Marcello Scandelli, primo violoncello de laVerdi Barocca e affermato solista. Un confronto tra membri delle stesse dinastie musicali non si avrà solo tra J. S. Bach e suo figlio Carl Philipp Emanuel ma anche tra Alessandro Scarlatti e suo figlio Domenico, di cui verranno eseguite le Quattro Stagioni a conclusione del ciclo di concerti”.
REGALA O REGALATI UN ABBONAMENTO ALLA GRANDE MUSICA
IL MITO DI DUKE KELLINGTON
Aperitivo in Concerto 2011-2012
TEATRO MANZONI - Via Manzoni, 42 - Milano
Domenica 5 Febbraio 2012, ore 11.00
PRIMA DATA ITALIANA
una straordinaria Orchestra ricorda il mito di Duke Ellington
WILLIAM PARKER ORCHESTRA
special guest KIDD JORDAN
The Essence of Ellington
voce Ernie Odoom
tromba, flicorno Roy Campbell
tromba Matt Lavelle
sassofoni soprano e tenore Ras Moshe
sassofono contralto Rob Brown, Darius Jones
clarinetto, sassofono tenore Sabir Mateen
sassofono tenore Kidd Jordan
sassofono baritono Dave Sewelson
trombone Willie Applewhite Steve Swell
pianoforte Dave Burrell
contrabbasso, direzione, arrangiamenti William Parker
batteria Hamid Drake
Domenica 5 febbraio 2012, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), “Aperitivo in Concerto” presenta come prima data italiana il nuovo lavoro di uno fra i massimi rappresentanti della nuova musica americana, il celebre contrabbassista William Parker: The Essence of Ellington è un'appassionante rilettura di alcune fra le più note e più significative composizioni di uno fra i più grandi musicisti del XX secolo, Edward Kennedy “Duke” Ellington. A capo di un'eccezionale orchestra, formata dalla crema dei più autorevoli esponenti della musica di ricerca africano-americana (da Sabir Mateen a Hamid Drake, da Rob Brown a Roy Campbell, da Ras Moshe al grandissimo pianista Dave Burrell) Parker, con la collaborazione di un leggendario musicista quale il sassofonista Kidd Jordan (classe 1935, grande strumentista e didatta, ha suonato con Ray Charles, Aretha Franklin, Steve Wonder, O. Coleman, C. Taylor), riesamina la figura di Ellington, tributandogli l'omaggio dovuto ad un artista che seppe imporre il jazz, in un miracoloso equilibrio fra rigorosa pagina scritta e vertiginosi interventi solistici, come forma d'arte da concerto. L'omaggio di Parker sottolinea inoltre la straordinaria attualità, la vigorosa modernità che ancora conserva l'opera ellingtoniana, al di là delle ineffabili e immortali melodie che espone e che tutti oggi conosciamo.










