Idea luminosa quella della casa editrice Skira di ripubblicare i ricordi del pittore Emile Bernard in simultanea con la mostra “Cézanne-Les Ateliers du Midi” in corso a Milano a Palazzo Reale.
Infatti per comprendere un artista è molto meglio affidarsi alle sue parole che a quelle dei suoi vari demiurghi che, per quanto illuminate e illuminanti, sono sempre una visione personale, tanto più in questo caso in cui si vuole chiamare Cézanne non solo il padre della pittura moderna, e questo puo stare anche bene, ma addirittura il padre del Cubismo. Per chiarire mi affido a quanto sottolineato da Oreste Marini, pittore e critico e critico d’arte che di Cézanne aveva capito tutto, sul volumetto pubblicato nel 1953 da Longanesi “Cezanne: icordi e lettere di E.Bernard”, rintracciato nel sua biblioteca (anteprima italiana di quello pubblicato ora da Skira), unica testimonianza diretta che abbiamo di Cézanne dal pittore Bernard che lo conobbe e gli fu molto vicino. Questa breve ed essenziale opera è quindi alla base delle monografie sull’artista.
Bernard: “Ora chi scrive crede soprattutto a un arte concreta, affondata nel vivo della tradizione e aliena da ricerche e tentativi bizzarri….Sa che soltanto sotto la vita abita l’anima e che ogni teoria,ogni astrazione disseccano lentamente l’artista. Ora pubblicando le idee di Cézanne puo darsi che si contribuisca ad una piu approfondita conoscenza di lui, o perlomeno a salvaguardare cio che egli ci ha dato con la condanna della mostruosa incarnazione che ha subito in mani piu nemiche che amiche”.
Emile Bernard chiamerà sempre Cézanne il suo “iniziatore”, ciò che piu ha amato in lui è il sorprendente dono di originalità,quella sua forza nell’armonia dei colori. Da vent’anni ammiratore fervente anche quando nessuno lo comprendeva, lo conobbe solo nel 1904 andando a trovarlo espressamente a Aix-en Provence e dopo aver scritto una breve nota su di lui nel 1889: “Homme d’aujourdui”. Accolto benevolmente da Cézanne che sapeva di questo suo scritto si ferma ad Aix per un mese in amabili conversazioni dipingendo inoltre secondo le indicazioni del grande maestro.
Bernard : “La conversazione cadde sul Louvre, e parlammo dei veneti per i quali Cézanne nutriva un ammirazione assoluta,senza riserve. Il Veronese lo appassionava anche piu di Tiziano.
“D’altra parte – concluse – per quanto il Louvre sia un buon libro è assai meglio rimettersi allo studio della natura.”
Personalmente la conferma della passione di Cézanne per Paolo Veronese mi venne da altra fonte con queste parole da lui pronunciate davanti al dipinto ‘Le nozze di Cana’: “Il miracolo è l’acqua trasformata in vino, il mondo trasformato in pittura, si naviga nella verità della pittura.” (“Cézanne”, di Joachim Gasniet)
Ancora Bernard ci riferisce il motto di Cézanne: “Lavorare senza preoccuparsi di nessuno,e raggiungere una forza effettiva.Il fine di un artista è tutto qui”. E ancora: “La luce è una cosa che non puo essere riprodotta ma deve essere rappresentata attraverso un'altra cosa,attraverso il colore.Sono stato contento di me quando ho scoperto questo”.
Bernard: “Il suo metodo di lavoro era singolare,ed eccessivamente complicato. Cominciava con la terra d’ombra e con una macchia cui ne sovrapponeva una seconda piu larga e poi una terza, finchè tutte queste tinte modellassero l’oggetto, colorandolo”.
Da una lettera di Cézanne ( Aix, 15 Aprile 1904) “Caro Bernard,….Permettetemi adesso di ripetervi cio che vi dicevo qui: trattare la natura con il cilindro,la sfera,il cono,il tutto situato in prospettiva, in modo che ogni lato di un oggetto, di un piano si diriga verso un punto centrale. Le linee parallele all’orizzonte danno l’estensione, cioè una sezione della natura, o se preferite, dello spettacolo che il Pater Omnipotens Aeterne Deus spiega davanti ai nostri occhi. Le linee perpendicolari a questo orizzonte danno la profondità. Orbene, per noi uomini, la natura è piu in profondità che in superficie:di qui, la necessità di inserire nelle nostre vibrazioni di luce, rappresentate dai rossi e dai gialli, una dose sufficiente di azzurri, per far sentire l’aria. Permettettemi di dirvi che ho guardato altre volte lo studio che eseguiste qui da me: è buono. Non dovete far altro, suppongo, che continuare su questa strada. Possedete un esatta percezione di quel che si deve fare e arriverete presto a girare le spalle ai vari Gauguin e Van Gogh! Con molta cordialità”.
AIX, 26 Maggio 1904: “Mio caro Bernard, (….) Ma ritorno sempre al punto: il pittore deve interamente consacrarsi allo studio della natura e sforzarsi di produrre dei quadri che siano un insegnamento. (…..) Il letterato si esprime con delle astrazioni, mentre il pittore rende concrete per mezzo del disegno e del colore le sue sensazioni e percezioni….” Pictor Paul Cézanne
Conclude Bernard sulle loro frequentazioni amichevoli e la loro corrispondenza: “Credo, da parte mia, che se arriverà mai ad essere capita la lezione di Cézanne determinerà un ritorno ai grandi maestri,assieme all’amore della verità oggettiva: allora si adempirà il suo unico voto : “Bisogna ridiventare classici attraverso la natura” ( Cézanne diceva: immaginate Poussin rifatto interamente dal vero, ecco che cosa intendo per classico)”.
Una breve nota su Emile Bernard, (Lille,1868-Parigi, 1941), amico di Van Gogh e Gauguin, fu uno dei protagonisti del gruppo di Pont-Aven, viaggiò in Italia divenendo famoso per i suoi paesaggi italiani alla seppia. Un suo grande estimatore italiano, fu il pittore e scultore bergamasco Vittorio Bellini, piu noto in Russia e in Francia che da noi, amato dai critici Giovanni Testori ed Oreste Marini che scrissero di lui. Dai suoi soggiorni francesi portò in Italia varie opere di Emile Bernard per la sua Galleria Michelangelo di Bergamo ora diretta dalle figlie dopo la sua morte.
Ora possiamo ammirare queste opere in una mostra attualmente in corso: “L’atelier naturale, luci e silenzi, dipinti XIX e XX secolo”.
Fabio Giuliani