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Il vino si fa a Milano da Michele Rimpici nella Cantina Urbana

Milano, Via Ascanio Sforza 87, Naviglio Pavese. Cantina Urbana.

Mi chiamo Michele Rimpici, lavoro nel settore del vino da circa 15 anni e sono un grande appassionato di viticoltura ed enologia.

Sono cresciuto nella periferia urbana di Verona. Ho vissuto a Londra e a New York. In Toscana e in Trentino. Infine a Milano. Negli ultimi sei anni ho lavorato al progetto Signorvino del gruppo Calzedonia come manager e ho avuto la possibilità di visitare ogni angolo vinicolo del Paese scegliendo i vini migliori per poterli portare in città. Ho lasciato questo lavoro per inseguire un sogno: Fare Vino.

Il mio sogno è sempre stato quello, un giorno, di produrre vino secondo la mia esperienza e il mio gusto. Non avendo nessuna radice o attaccamento particolare a specifiche zone di produzione vinicola, ho deciso di fare il vino in città e di fondare Cantina Urbana™, non un format, ma un marchio che ho registrato.

L’idea? Produrre vino in città, aprire le porte della Cantina a tutti e condividere l’esperienza della vinificazione.
Come? Ho messo assieme un gruppo di amici “vignerons” illuminati, insomma degli artigiani del vino, e abbiamo creato il Wine Collective.

Cos’è? Un gruppo di piccoli produttori artigianali uniti dallo stesso spirito che condivide le stesse idee: vini buoni, rispettosi della natura, senza utilizzo di chimica spinta in campagna e in cantina.
Quindi ho trovato lo spazio giusto che mi piaceva in Via Ascanio Sforza 87, sul Naviglio Pavese. Lo abbiamo attrezzato come una vera cantina di produzione con i vasi vinari (serbatoi in acciaio per la vinificazione e lo stoccaggio), la pigiatrice per le uve, il torchio, l’imbottigliatrice, la tappatrice e l’etichettatrice. Infine, anfore di terracotta e barriques per gli affinamenti.

Il Vino e il Gusto. La mia idea di produzione si basa sul gusto e sull’accessibilità. Non utilizzo nient’altro che materia prima super selezionata e passione. Non mi piacciono le descrizioni noiose e gli orpelli, mi piace fare il vino e condividerlo con le persone sperando che, coinvolgendo la gente nella produzione, ci sia meno timore reverenziale verso questa bevanda. Tornare a fare il vino non solo “come una volta”, ma meglio, perché abbiamo internet e tecnologia, con due capisaldi: Artigianalità e Convivialità.
Benvenuti in Cantina Urbana!

Michele Rimpici