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Italia al primo posto in Europa per le migliori cure per l’infarto al miocardio

Firenze, 20 aprile 2017 a�� Il numero magico A? 600. Seicento angioplastiche coronariche primarie per milione di abitanti A?, infatti, la soglia stabilita dagli esperti della comunitA� scientifica cardiologica internazionale per determinare se un sistema sanitario curi la��infarto del miocardio con efficacia e appropriatezza, offrendo assistenza di qualitA�. La��Italia A? prossima a questo traguardo che, tra i grandi da��Europa, solo la Germania ha raggiunto. 583 angioplastiche primarie per milione di italiani A? il numero degli interventi effettuati lo scorso anno nel nostro Paese, certificato da GISE – SocietA� italiana di cardiologia interventistica – nel Rapporto di attivitA� 2016 dei laboratori di emodinamica. a�?Le angioplastiche coronariche primarie nel 2016 sono state 35.355 in Italia, un valore esattamente triplicato rispetto a 15 anni fa a�� ha spiegato Giuseppe Musumeci, Presidente Gise -. CiA? mi porta ad affermare che il nostro sistema sanitario garantisce oggi a una persona colpita da infarto del miocardio la migliore cura possibile ossia la riperfusione meccanica attraverso un catetere con palloncino e la��impianto di uno stent. Se effettuato entro sei ore dalla��infarto rappresenta il modo piA? efficace per salvare una vita, ridurre il rischio di un nuovo infarto e di ischemie ricorrenti, inoltre migliora la sopravvivenza a lungo termine. La��Italia primeggia in Europa in questa speciale graduatoria, davanti a paesi come Francia e Gran Bretagna.a�?

Il Rapporto di attivitA� GISE 2016 A? stato presentato oggi a Firenze nel corso della seconda edizione di a�?Thinkheart with GISEa�?, appuntamento promosso dalla SocietA� italiana di cardiologia interventistica per mettere a confronto clinici e decisori, istituzioni e societA� civile sui nuovi modelli di governo della sanitA�, in particolare della cardiologia. a�?Ogni anno, dalla fine degli anni a��80, Gise raccoglie e analizza gli esami diagnostici e gli interventi coronarici, vascolari o strutturali che vengano eseguiti nei centri di emodinamica italiani a�� continua Musumeci -. Disponiamo, cosA�, di uno straordinario database che valuta oltre 353mila interventi di diagnosi e cura effettuati in 266 centri su tutto il territorio nazionale. Una raccolta sistematizzata che Gise mette a disposizione di chi amministra lo nostra sanitA�, perchA� il nostro obiettivo finale A? di contribuire alla��appropriatezza e alla qualitA� delle cure, attraverso la��ottimizzazione di tutte le risorse disponibili. In questa linea si inserisce anche il progetto Thinkheart, che vuole contribuire a un nuovo modello di welfare sanitario condiviso con tutti gli attori con i quali noi clinici ci confrontiamo ogni giorno: i nostri pazienti, i nostri amministratori, i decisori politicia�?.

Un progetto ambizioso quello di GISE, che poggia le basi sulla consapevolezza di un quadro piA? che positivo, dal punto di vista clinico, della��offerta ai cittadini. Non solo angioplastiche primarie, dunque. Cresce anche la cardiologia interventistica strutturale: gli interventi per via transcatetere o percutaneaA� di sostituzione della valvola aortica – la TAVI – in corso di stenosi aortica ossia il restringimento della��apertura della valvola che impedisce un corretto flusso del sangue dal cuore alla��aorta, oppure di riparazione della valvola mitralica quando insorge una��insufficienza che provoca rigurgito di sangue dal ventricolo all’atrio sinistri, o ancora di chiusura della��auricola sinistra in caso di fibrillazione atriale. Secondo i dati del Rapporto Gise 2016, le TAVI erano 1.992 nel 2012, sono passate in 5 anni a 4.592; nello stesso arco di tempo, gli interventi sulla valvola mitrale da 291 a 907 e quelli di chiusura della��auricola sinistra da 208 a 679. a�?Sono tutti interventi che permettono di salvare vite umane, restituendo buona qualitA� di vita, e che A? oggi possibile eseguire attraverso i vasi periferici della gamba, senza aprire il torace e il cuore e senza lasciare cicatrici. Costituiscono la punta avanzata della��innovazione tecnologica, richiedono elevata specializzazione, e quindi non sono effettuabili da tutti gli operatori, nA� tantomeno sono adatti per tutti i pazienti a�� chiarisce Musumeci.a�?

Questi importanti risultati, dovuti alla sinergia fra cultura medico-scientifica e utilizzo di dispositivi medici sempre piA? progrediti e sicuri, richiedono, tuttavia, un non sempre facile equilibrio fra esigenze di cura, necessitA� di innovazione e sostenibilitA� economica. Per queste ragioni, nelle due giorni del progetto Thinkheart, che si A? aperto a Firenze, sono al lavoro nove tavoli tecnici con lo scopo di mettere a punto, grazie al confronto tra esperti di diversa estrazione a�� clinica, economica, politica, gestionale ed amministrativa a�� proposte in tal senso. a�?Come medici e cittadini siamo ben consci che la��elevata qualitA� della��assistenza sanitaria non puA? prescindere dalla sua sostenibilitA� economica- spiega Musumeci. Crediamo, come specialisti, di disporre delle conoscenze e delle capacitA� per garantire ai nostri pazienti le cure piA? adeguate, ma nel contempo vogliamo contribuire a trovare la giusta sintesi tra appropriatezza, gestione delle risorse disponibili e accesso alla��innovazione tecnologica e clinica.a�?

GISE, peraltro, ha giA� attivato iniziative in tal senso negli ultimi anni. Ad esempio, partecipa a un tavolo di collaborazione con Consip, la societA� del Ministero della��Economia e delle Finanze deputata alla��acquisto di beni e servizi per le amministrazioni pubbliche, volto a ottimizzare gli acquisti dei dispositivi medici utilizzati dalla cardiologia interventistica, mantenendo alta la��attenzione su qualitA�, sicurezza e innovazione e non solo sugli aspetti economici. Ha collaborato con Agenas nella messa a punto di raccomandazioni per la codifica delle procedure transcatetere di intervento strutturale sulle valvole cardiache, al fine di permettere non solo la��impiego delle nuove tecnologie, ma soprattutto una loro valutazione in termini di costo-efficacia ai fini della��individuazione di un valore di DRG adeguato alla loro remunerazione. a�?Le raccomandazioni sono state fatte proprie dal Ministero della salute che ne ha tratto una circolare inviata a tutte le regioni per la��applicazione. Stiamo ora lavorando affinchA� vengano recepite sulla��intero territorio nazionalea�?, commenta Musumeci.A�

a�?In estrema sintesi, siamo impegnati affinchA� non prevalgano logiche estranee a una sanitA� incentrata sul concetto di qualitA� di vita del paziente e dei suoi familiari, per assicurare un controllo della spesa che non pregiudichi validitA� delle cure ed eccellenza nella ricerca e nella��innovazionea�?, conclude il presidente Gise.A�

A�Nella foto Giuseppe Musumeci, Presidente Gise

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