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L’avvocato risponde: tutti i consigli legali a tutela del consumatore

ALCUNI CENNI SULLA TUTELA DEL CONSUMATORE.

In caso di acquisto di un bene mobile effettuato direttamente presso un negozio commerciale, in linea di massima l’acquirente beneficia di due diversi tipi di garanzia: A) una “garanzia convenzionale o, anche detta, commerciale”, ossia la garanzia che viene VOLONTARIAMENTE fornita dal produttore del bene attraverso un “certificato di garanzia” che è una garanzia “facoltativa”, nel senso che può essere inserita o meno nel contratto di vendita a discrezione del produttore, e B) una “garanzia legale”, che, al contrario della precedente, è prevista ed imposta dalla legge, nello specifico dal Decreto legislativo 6.09.2005 n. 206, definito CODICE del CONSUMO, disciplinata dagli artt. 128 e ss. dello stesso e che si applica sia a beni nuovi che a quelli usati.

Questa disciplina fornisce al consumatore una nuova tutela nell’ambito del settore delle vendite di consumo, infatti, in virtù di essa, il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni non solo funzionanti ma anche conformi al contratto di vendita ed è responsabile nei confronti del consumatore stesso per qualsiasi difetto di conformità esistente.

In sintesi possiamo dire che un bene presenta difetti di conformità quando 1) non è idoneo all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo, 2) quando non è conforme alla descrizione fatta dal venditore; 3) quando non è in possesso delle qualità e prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo ovvero delle qualità che aveva il campione o il modello del bene ovvero delle qualità e prestazioni che il consumatore può attendersi dalla natura del bene e dalle dichiarazioni pubbliche sul bene fatte dal venditore, dal produttore o dall’agente.

La garanzia per i beni nuovi ha una copertura temporale di 24 mesi dalla data d’acquisto fatto dal consumatore (utente finale) e può essere fatta valere solo nei confronti del rivenditore presso cui è stata effettuato l’acquisto (e non nei confronti del produttore) entro 60 giorni dalla scoperta del vizio.

Il consumatore, pertanto, ha due anni di garanzia sul prodotto (decorrenti dalla data dell’acquisto quindi conservate sempre lo scontrino), ma una volta che “scopre” il vizio del prodotto ha 60 giorni di tempo per denunciarlo al venditore se non vuole decadere dalla tutela assicurata.

È considerato: bene di consumo “qualsiasi bene mobile”, tranne: l’energia elettrica; l’acqua e il gas – salvo che siano confezionati per la vendita in contenitori singoli o quantità determinate; i beni oggetto di vendite forzate; consumatore è quella persona fisica che agisce per scopi estranei dall’attività professionale o imprenditoriale.

Nonostante la legge non impone alcuna forma alla denuncia di difetto di conformità è consigliabile che questa venga fatta sempre per iscritto – con raccomandata a.r. o telegramma – entro il termine di cui sopra. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto oppure l’ha occultato.

Se il difetto si presenta entro 6 mesi dall’acquisto, si presume che questo esistesse già al momento dell’acquisto ed il consumatore non deve più dare alcuna prova; se, invece, il difetto si evidenzia 6 mesi dopo l’acquisto si inverte l’onere della prova: sarà allora il consumatore e non più il venditore a dover provare che il difetto era presente al momento dell’acquisto.

In virtù della normativa suddetta, a seguito del vizio riscontrato il consumatore può chiedere al rivenditore, a sua scelta, la riparazione o la sostituzione del bene difettoso, che devono essere fatte entro un congruo termine ed in entrambi i casi le spese sono a carico del venditore.

Qualora poi: a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro il termine congruo soprammenzionato; c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore; il consumatore potrà richiedere una congrua riduzione del prezzo oppure la risoluzione del contratto.

Come sopra accennato è di fondamentale importanza conservare lo scontrino o la ricevuta fiscale poiché, in mancanza di contratto di vendita, sono l’unica prova per dimostrare di aver acquistato il prodotto.

La consulenza è stata offerta da:
Avv. Giovambattista Cefalì, laureato presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con tesi di laurea in Diritto Civile dal titolo “La violazione del dovere di correttezza e la risoluzione del contratto”, svolge la sua attività in Monza (MB) con studio in Via Sempione n. 9. L’attività professionale si concentra soprattutto nell’area del diritto del lavoro e della previdenza sociale, del diritto amministrativo, nonché del diritto civile, con particolare riguardo alla contrattualistica, risarcimento del danno (R.C. auto, R.C. professionale, medica, condominiale ecc…) ed al recupero crediti, diritto di famiglia, diritto delle locazioni e diritto condominiale.