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Manet e le atmosfere parigine, a Palazzo Reale fino al 2 luglio

Prosegue fino al 2 luglio la mostra di Palazzo Reale a Milano, dedicata a Édouard Manet e alla Parigi del tardo Ottocento: oltre ad alcune opere del celeberrimo pittore francese, provenienti dalla collezione del Museo d’Orsay, sarà possibile ammirare numerose opere di artisti coevi, come Cézanne, Renoir, Degas, Boldini, Tissot e Berthe Morisot: completano l’esposizione disegni e acquerelli di Manet e di altri pittori.

Il Pifferaio – 1866

Il percorso espositivo si apre con una sala dedicata alla cerchia artistica con cui Manet (1832- 1883) ebbe contatti: tra questi, Baudelaire, Zola e la pittrice Berthe Morisot, sua modella e in seguito cognata. Segue una sezione che evidenzia i cambiamenti radicali e la modernizzazione della città di Parigi; con nuove costruzioni e fermento culturale, la capitale francese diventa meta di artisti e intellettuali provenienti da tutta l’Europa.

Tra caffè e brasserie, teatri d’opera e balletto si svolge la frizzante vita parigina, sia per i ceti abbienti che per quelli più popolari: Manet ritrae scene in questi ambienti, luoghi d’incontro del demi monde, focalizzandosi spesso sui singoli personaggi, come la Cameriera della birreria. Spiccano anche Il Ballo di Tissot, Scena di festa di Boldini e Una serata di Béraud, dalla atmosfere proustiane.

La Senna, che bagna Parigi, e le sue rive, vengono spesso rappresentate dai pittori: numerose sono le scene di scampagnate campestri, ispirate dal famoso Déjeuner sur l’herbe dello stesso Manet, dipinte da Cézanne, Monet e altri.

Manet subisce anche il fascino delle vedute marine, forse per le sue esperienze come mozzo: emblematico è Il chiaro di luna sul porto di Boulogne.

Anche i critici più severi concordavano che il pittore eccellesse nel ritrarre soggetti inanimati: le peonie, fiore preferito di Manet, sono ritratte accanto a delle cesoie per rendere l’ineffabile caducità del momento (Ramo di peonie bianche).

Berthe Morisot con un mazzo di violette, 1872

L’esposizione prosegue con una sezione dedicata alla Spagna: affascinato dai quadri di Velàzquez esposti al Louvre e influenzato dall’ispanismo allora in voga, Manet ritrae soggetti come la ballerina Lola di Valencia, Angelina e Il pifferaio, rifiutato dal Salon per la stesura dei colori e la mancanza di prospettiva, che lo accomunano quasi a una carta da gioco.

Non mancano omaggi all’universo femminile, come il Balcone, dove le figure in bianco spiccano e contrastano con il verde delle persiane e della ringhiera, che lasciò perplessi pubblico e critica del Salon anche per la mancanza di un soggetto vero e proprio, e il magnetico Berthe Morisot con un mazzo di violette, in nero.

Affianco, alcune opere di Tissot (Due sorelle), Stevens e Renoir, che cattura il fascino misterioso delle donne con veletta (Madame Darras, Giovane donna con veletta).