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In ricordo di Paolo limiti, una buona notizia: non è morto per sempre, lui vive e resusciterà!

Nonostante sia passata una settimana dalla cerimonia funebre che ha dato l’ultimo saluto a Paolo Limiti, a cui hanno partecipato amici, parenti i tanti semplici comuni cittadini, nonostante quel giorno il tempo fosse molto incerto e minacciasse temporale, ancora oggi dopo oltre una settimana la sua presenza tra noi è più viva che mai.

Il funerale è iniziato poco prima delle 15 nella chiesa di Santa Maria Goretti, in via Melchiorre Gioia e non appena il feretro era in chiesa si è scaricato il diluvio, che poi in maniera più lieve è continuato fino a quando è stato ricaricato in macchina per essere accompagnato al cimitero di Lambrate, come a voler dire che anche il cielo piangesse per lui.

All’inizio della cerimonia, su richiesta dei parenti, il parroco ha invitato operatori tv e fotografi a lasciare la Chiesa dopo alcuni scatti e riprese, cosa che ha dovuto ripetere più volte energicamente, perchè oggigiorno pare che la voglia del gossip vada oltre il rispetto e il dolore di momenti intimi che pure i vip hanno diritto.

Tanti gli applausi sia all’arrivo che all’uscita ma se tutto era in linea con la tristezza di un funerale, la “buona notizia” che ha dato il celebrante è che Paolo Limiti non è morto per sempre, perché resuciterà!

La scena presente era la classica atmosfera che si respira in un funerale ed era molto intimo vedere le prime file, disposte a cerchio intorno alla bara ricoperto di rose bianche, quasi ad abbracciare colui che ci ha salutati. Sulle prime file erano seduti Mara Venier, e a suo fianco Manuela Villa, poi i giornalisti Silvana Giacobini, Roberto Alessi e all’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno. Sempre nelle prime file anche Lele Mora, l’attore Francesco Salvi e la cantante Wilma De Angelis, Ricky Gianco, Fabrizio Frizzi, Diego della Palma, Fegiz, Memo Remigi e poi tanta tanta gente comune che gremivano la chiesa. Gina Lollobrigida ha voluto essere presente con una corona di fiori.

Molto bella e forte la citazione del racconto evangelico della resurrezione della figlia di Jairo: “Sembra che la nostra fede si arrende davanti alla morte (Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?), ma così non è“, Se noi siamo imitatori di Cristo facciamo come Egli ha fatto: “Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme…poi prese la mano della bambina e le disse: ‘Talità kum’, che significa Fanciulla, io ti dico àlzati!”

Dopo aver detto queste cose concludeva: “pregare per la risurrezione di Paolo, come se adesso il suo corpo non appartiene al passato, perché lui si trova in una dimensione che ci introduce nel futuro della nostra vita”.

Non so quanti hanno capito e fatte loro queste verità, nonostante la stragrande maggioranza si professa cristiano. Essere cristiani non vuol dire registrarsi in un club, in un elenco per fare statistica, ma vivere pienamente le ricchezze delle promesse di Dio.

Nell’omelia il parroco ha detto: “Io non conosco Paolo, l’ho incontrato solo due volte in occasione della benedizione delle case per Natale. In quelle circostanze ho avuto il piacere di dialogare con lui, e in un’occasione si manifestò molto interessato alla nascita del refettorio ambrosiano di Greco che poi visitò. Il discorso poi si è fatto ostico e ha aggiunto.Mi pare che tutta questa folla che si riunisce qui lo faccia perché è un momento importante. Vorremmo tutti capire che cosa sta succedendo a lui, e questo ci può essere di grande consolazioneQuindi incalzava: “Siamo qua per poter pregare per la resurrezione di Paolo, che sta attraversando la morte, ma oggi Paolo è più vicino che mai alla vita”.

Il parroco ha poi citato alcuni versi della canzone scritta da Limiti con Mogol per Mina, riferendosi a ‘La voce del silenzio‘, in cui lui parla con la sua coscienza. Paolo ha percepito nel silenzio del mistero una voce. Un voce che non appartiene al passato, ci sta davanti”. Aggiungeva il celebrante: “la nostra fede non finisce con la croce di Cristo, ma trionfa con a sua resurrezione!”

Nel corso della cerimonia è stata data voce all’assessore alla Cultura Filippo Del Corno che ha ricordato della collezione di libri, circa 3 mila, molti dei quali riguardano il cinema, che è stata donata da Paolo Limiti alla Fondazione Cineteca e che ora dopo averla catalogata, la renderà pubblica. Questo, ribadiva l’assessore, permetterà a moltissimi studenti di cinema e dello spettacolo di avere a disposizione testi veramente molto importanti.

Se ci fosse bisogno, concludeva l’assessore, questa è una ulteriore testimonianza della grande generosità di Limiti”.

La cantante Giovanna, che prima dell’inizio della cerimonia era imbarazzata per il suo abbigliamento casual, ha preso la parola e a nome di tutti gli artisti presenti, con coraggio, riprendendo il concetto espresso dal parroco, oltre ai convenevoli di un saluto ha affermato: “qui non dobbiamo parlare di morte ma di vita eterna”.

La funzione è stata calorosa e ha commosso la platea, ma è stato inevitabile notare l’assenza di Justine Mattera, che fu sposata con Limiti dal 2000 al 2002. L’assenza è giustificabile se si considerano dalle polemiche nate la sera prima per il look scelto nel partecipare alla trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta”, Tutti i social l’hanno attaccata perchè il suo abbigliamento è stato considerato troppo audace.

Ricorderemo volentieri sempre l’amicizia, i sentimenti, la correttezza, l’onestà intellettuale, un uomo vero, oserei dire verace. Prima di essere un grandissimo professionista, lui era una persona molto generosa e molto affettuosa con tutti e soprattutto con le persone con cui lavorava e sono tanti che dovrebbero esprimere riconoscenza, almeno postuma, per quello che ha saputo dare con semplicità, facendo capire alla gente cos’è la vera televisione.

Informazioni su Sebastiano Di Mauro (367 Articoli)
Sebastiano Di Mauro nasce ad Acireale (CT) nel 1954 dove ha vissuto fino a circa 18 anni. Dopo si trasferisce, per brevi periodi, prima a Roma, poi a Piacenza e infine a Milano dove vive, ininterrottamente dal 1974. Ha lavorato per lunghi anni alle dipendenze dello Stato. Nel 2006, per strane coincidenze, decide di dedicarsi al giornalismo online occupandosi prima di una redazione a Como e successivamente a Milano, coordinando diverse redazioni nazionali. Attualmente ha l'incarico di caporedattore di questa testata coordinando i vari collaboratori sul territorio nazionale.
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