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Rubens e la nascita del Barocco in mostra a Palazzo Reale di Milano

Prosegue, fino al 26 febbraio presso Palazzo Reale, la mostra dedicata a Rubens e agli innegabili influssi che l’arte classica e rinascimentale italiana hanno avuto sulla sua opera.

La permanenza di Rubens in Italia durò solo otto anni, dal 1600 al 1608: il pittore, nato a Siegen, oggi in Germania, nel 1577, durante questo periodo ebbe modo di studiare e approfondire la sua conoscenza della scultura antica e dell’arte rinascimentale, specialmente artisti come Tintoretto e Correggio.

Il breve soggiorno nella Penisola lasciò un segno indelebile nelle opere successive del maestro fiammingo, ma influenzò anche gli artisti italiani che, come Pietro da Cortona, Bernini e Luca Giordano, furono affascinati dall’arte di Rubens, già vicina ai nuovi stilemi barocchi.

Il percorso espositivo perciò affianca opere del pittore fiammingo, esempi celebri di statuaria classica e quadri di alcuni artisti cinquecenteschi e barocchi che risentono chiaramente del suo influsso, in un interessante gioco di rimandi e ispirazioni.

La mostra, curata da Anna Lo Bianco e allestita da Corrado Anselmi, è articolata in quattro sezioni espositive: Il mondo di Rubens, dedicata alla personalità dell’artista; Santi come eroi, indicativa della nuova rappresentazione “secolarizzata” delle figure sacre, chiaramente ispirate all’antichità classica, come si può intuire confrontando, per esempio, la scultura detta il Torso del Belvedere, con il Compianto sul Cristo morto o con il Cristo risorto;  La furia del pennello, che ben descrive l’energia creativa e la vorticosa modalità di pittura di Rubens, segnalate già dai suoi biografi e riscontrabile in opere come Ganimede e l’aquila o il Ritratto di Giovanni Carlo Doria a cavallo; infine,  La forza del mito, dove l’ispirazione della mitologia classica convive con la ricerca di nuovi linguaggi, testimoniati dalle opere esposte di Bernini, Pietro da Cortona, Salvator Rosa e Luca Giordano.

Ercole, figura particolarmente amata da Rubens per la sua capacità di affrontare le sfide, è presente in diverse opere, come Ercole uccide il drago nel giardino delle Esperidi; a far da modello l’Ercole Farnese, fonte di ispirazione anche per Guido Reni. Oltre al Leone di Nemea e Saturno, altri soggetti classici sono Romolo, fondatore di Roma (Romolo e Remo allattati dalla lupa) ed Erittonio, mitologico primo re di Atene dalle gambe serpentiformi, ne La scoperta di Erittonio fanciullo, simbolici fondatori della civiltà occidentale.