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Siamo Tutti Gay: un invito al miglioramento della società, al Teatro Lo Spazio fino al 17 aprile

Teatro Lo Spazio – 9 aprile – Roma

Siamo Tutti Gay”, prodotto da Bluestocking, scritto e diretto da Lucilla Lupaioli, è tornato in scena martedì 5 aprile al Teatro Lo Spazio, dove si replicherà fino a domenica 17 aprile.

Se tutti fossimo gay? Se la “diversità” consistesse nell’essere etero?
Tale possibilità fa da sfondo alla brillante commedia della Lupaioli.
In questo mondo al “rovescio” l’occhio di bue è puntato sulle dinamiche interne di una famiglia costituita da una coppia lesbica (Alessandro Di Marco che interpreta – en travesti – Maggie, famosa attrice, e Michela Fabrizi che interpreta Tessy, sua coniuge e suo ufficio stampa); da due figli etero (Antonio De Stefano/Willy e Giulia Paoletti/Shelia) che non trovano il coraggio di fare “coming-out” per paura di non essere accettati, arrecando dispiacere alle loro mamme; e infine dai loro rispettivi fidanzati (Claudio Renzetti/Max e Martina Montini/Lucy).

“Siamo Tutti Gay” mette in scena come ufficialmente “naturale” ciò che è visto ancora da alcuni come “contro natura” (concezione che fa rabbrividire, se solo si pensa ai notevoli progressi socio-culturali che molti Stati hanno fatto, e cui l’Italia si sta faticosamente avvicinando). Dunque, essere gay costituisce qui la “regola”. Tale capovolgimento invita a riflettere su una questione civile – quella relativa all’abbattimento delle discriminazioni, in questo caso legate all’orientamento sessuale – tanto discussa in Italia, soprattutto negli ultimi mesi: basti pensare al decreto legislativo Cirinnà. In “Siamo Tutti Gay” messinscena e drammaturgia affrontano con molta ironia, senza risultare superficiali, una tematica così delicata, divertendo lo spettatore e suscitando in lui un serio dibattito, a tu per tu con se stesso.

Tema fondamentale di questo dibattito interiore, “Chi sono io per giudicare la tendenza sessuale di un altro individuo e limitarne pertanto il diritto ad amare liberamente?”. Se tutti si ponessero questa domanda, forse si scrosterebbe quel bigottismo tanto sedimentato, che rappresenta il più forte di numerosi ostacoli al progresso socio-culturale nel nostro Paese.

A causa di una visione contorta e negativa che la società ci ha inculcato sin da piccoli riguardo all’omosessualità – visione che purtroppo qualcuno continua ad inculcare e “promuovere” – c’è chi vive non secondo il proprio cuore ma per compiacere i pregiudizi altrui.

“Siamo Tutti Gay” ci invita a disinteressarci di quello che dice la gente. Tanto, omosessuale o etero che tu sia, la gente avrà comunque sempre qualcosa da dire.

Oltre alla macro-tematica della lotta contro le discriminazioni sessuali, “Siamo Tutti Gay” ha una micro-tematica metateatrale: racconta e denuncia – in maniera garbata e ironica – la poco felice situazione culturale (qui soprattutto teatrale) in cui naviga il nostro Paese.

Si parla di un teatro al quale viene dato sempre meno spazio, sulla stampa e nell’economia nazionale.

Maggie, rivolgendosi agli spettatori, dice che oggi la critica vera – quella cartacea, scritta da critici professionisti – non esiste più, che esistono solo web-magazine: quasi a sottolineare l’impossibilità (per questi nuovi “mezzi” critici) di sostituirsi ad autorevolezze che andavano ben oltre un parere positivo o negativo – parere, fra l’altro, espresso oggi sovente da individui impreparati. Maggie ha ragione e insieme ha torto. La Lupaioli infatti lancia una provocazione, non una condanna, nei confronti dei web-magazine – come dimostra il fatto che noi (Mondo Pressing) eravamo lì. La Lupaioli denuncia, piuttosto, un calo di interesse nei confronti del teatro da parte della stampa cartacea. Un disinteresse che contribuisce, con tanti altri fattori, a indebolire la nobile arte teatrale.

È sempre bene che di teatro si parli, su un web-magazine recentissimo o su un’antica testata giornalistica. Del resto, il teatro (inteso come esperienza teatrale) si è tramandato per più di duemila anni soprattutto (e in maniera abbastanza efficace) attraverso le parole che lo hanno descritto: è giusto che si continui a descriverlo e che queste parole restino impresse da qualche parte, su un database internet o su un foglio di giornale.

“Siamo Tutti Gay” presenta tutti gli ingredienti necessari per farci divertire e riflettere. Riflessioni sane, utili al miglioramento di noi stessi e della società che formiamo.

Lo spettacolo vi attende al Teatro Lo Spazio ancora per una settimana di repliche. Non perdetelo!