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‘Una Tempesta in paradiso’: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa

Ancora una settimana di tempo per visitare una mostra tanto particolare quanto importante per temi

ed artisti presentati, la terza e l’ultima realizzata dalla Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative (MAP), una collaborazione storica tra Guggenheim ed UBS che ha dato vita all’iniziativa più articolata e ampia che il museo abbia mai intrapreso nel campo della ricerca internazionale, della costituzione della collezione e della rappresentazione della stessa. L’originale programma di MAP che, avviato nel 2012, ha posto al centro proprio gli artisti, evidenzia l’impegno reciproco del Guggenheim e di UBS nel sostenere l’arte contemporanea e la formazione. Interesse che si è concretizzato in otto mostre internazionali, oltre 125 acquisizioni, borse di studio in curatela in tre regioni e un’ampia gamma di programmi destinati al pubblico.

L’esposizione è allestita negli spazi al piano terra della Villa Reale, sede della GAM, Galleria d’Arte Moderna,

dove troviamo 16 opere di 13 artisti che vivono e lavorano fra le aree geografiche comprese nel titolo,

ispirato all’opera di Rokni Haerizadeh che, a sua volta, cita un saggio del filosofo tedesco Walter Benjamin. “Ma una Tempesta Spira dal Paradiso” (But a Storm Is Blowing from Paradise, 2010) di Rokni Haerizadeh consiste in una serie di opere su carta basate su immagini acquisite da mezzi di informazione di massa. Sovrapponendo alle fotografie di gruppi di persone strati di gesso, inchiostro e acquerello, l’artista trasforma i suoi soggetti in creature ibride, a metà tra esseri umani e animali, offrendoci una panoramica grottesca sulla decadenza della realtà contemporanea, come enfatizzata dai mass media.  

L’architettura gioca anch’essa un ruolo importante, sia nell’ideazione che nella progettazione di questo progetto. Gli artisti esplorano l’architettura e il ruolo dei monumenti come strumenti ideologici del potere, evocando storie del periodo coloniale e la risonanza sempre più profonda della globalizzazione.

Progettata in collaborazione con lo studio di architettura AOUMM, l’installazione evidenzia aspetti della struttura neoclassica della Galleria d’Arte Moderna, facendo eco alla ricerca di verità nascoste che è stato il motivo ispiratore centrale della mostra. Grazie all’intersezione proposta con l’eredità storica del museo, “Una Tempesta dal Paradiso” avvia un dialogo nuovo fra il passato e il presente attraverso l’arte del nostro tempo. Alcuni esempi. Storie immaginarie e storia vera si intersecano in un video di Lida Abdul intitolato

“In Transito” (2008). In questo lavoro, un gruppo di bambini nelle vicinanze di Kabul gioca all’interno della carcassa di un aereo da guerra sovietico abbattuto, tentando senza successo ma con infinito ottimismo di ripararlo con del cotone e delle corde. Il gruppo di ragazzi diventa un’allegoria dell’impossibilità percepita di ricostruire l’Afghanistan, ma anche dell’idea di Abdul per cui “qualunque cosa è possibile quando tutto è perduto”.  

Questo evento espositivo è curato da Sara Raza (Curatrice della Guggenheim UBS MAP, Medio Oriente e Nord Africa), che ha organizzato l’iniziativa in collaborazione con Paola Zatti, Conservatore Responsabile della Galleria d’Arte Moderna, e Omar Cucciniello, Conservatore della GAM.

Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea – Via Palestro 16, Milano; fino al 17 Giugno 2018;

Orari: da martedì a domenica 9-17 (la biglietteria chiude un’ora prima); Tel. 02 88445943;

www.gam-milano.com

Fabio Giuliani