News

A Bollate si ricorda il centenario dell’esplosione della fabbrica di bombe

Dopo cento anni si ricorda il 7 giugno 1918 quando alle 15.30  una terribile esplosione nel reparto spedizioni dove si conservavano le bombe a mano distrusse la fabbrica Sutter&Thévenot al Castellazzo di Bollate in cui persero la vita 59 lavoratori, dei quali 7 erano uomini e ben 52 erano donne tra i 16 e i 30 anni.

Le esequie delle vittime si tennero il 9 giugno alle ore 15.00 alla presenza dell’Arcivescovo, del Generale Sardegna e del Cavalier Sutter. Tale fu la partecipazione – più di diecimila persone presero parte al corteo funebre – che la cerimonia fu officiata sul piazzale della piccola chiesa di San Guglielmo, troppo piccola anche solo per contenere le 24 casse dove erano stati raccolti i resti delle vittime. La proprietà del Castellazzo, forse in polemica con quanto accaduto, non prese parte ai funerali

Il Castellazzo all’epoca era di proprietà di una donna, la Contessa Luisa Sormani Busca, alla quale il Governo italiano due anni prima aveva confiscato 700 pertiche di terreno per la costruzione di una fabbrica di munizioni all’avanguardia. Nell’ottica della propaganda bellica nel 1917 fu inviato alla fabbrica il celebre fotografo Luca Comerio per testimoniare l’innovazione e la produttività dell’impianto nel quale erano impiegati 1500 operai. Le foto di Comerio rimangono ancora oggi la più viva testimonianza delle condizioni di lavoro delle giovani donne che lavoravano alla Sutter&Thévenot.

Fra i volontari della Croce Rossa accorsi sul luogo del disastro c’era anche il giovane Ernest Hemingway, allora diciannovenne, che descriverà l’orrore di quell’episodio 14 anni dopo in uno dei suoi “Quarantanove racconti”: «Arrivammo sul luogo del disastro in autocarro, lungo strade ombreggiate da pioppi e fiancheggiate da fossi… Ci ordinarono di perlustrare gli immediati dintorni per vedere se ci fossero dei corpi. Ne trovammo parecchi e la sorpresa fu di scoprire che questi morti non erano uomini, ma donne…» 

Questa vicenda, rimasta dimenticata per quasi cento anni, è tornata alla luce solo nel 2010 grazie a Padre Egidio Zoia, il parroco di Castellazzo, il quale – in occasione dei lavori di restauro della Cappella della Madonna della Fametta – situata di fronte al cimitero di Castellazzo, ha ritrovato casualmente il pannello commemorativo realizzato in occasione delle esequie. Da questo ritrovamento sono iniziate delle ricerche, prima fra tutte la lettura del Liber Chronicon della parrocchia che hanno portato nuova luce su questa terribile vicenda che merita di essere oggi ricordata anche per la sua attualità. 

A cento anni di distanza dalla tragedia il Comune di Bollate, in collaborazione con Fondazione Augusto Rancilio, la Parrocchia di San Guglielmo, le ACLI, il Parco delle Groane,oltre ad un nutrito gruppo di Associazioni del Territorio e numerosi volontari, organizza una serie di iniziative per diffondere la conoscenza di questo importante episodio storico. 

Questa ricorrenza diventa anche l’occasione per promuovere il grande valore culturale e naturalistico del Castellazzo: la Fondazione Augusto Rancilio ha preso in carico da dicembre 2017 il grandioso progetto di valorizzazione di tutta la parte rurale del Castellazzo che comprende circa 200 ettari di terreno e alcune delle strutture agricole del borgo quali i 4mila metri quadrati dei cosiddetti “fienili” e i 3 laghetti posti all’esterno delle mura del giardino di Villa Arconati-FAR. 

Il Castellazzo è un ambiente unico nel suo genere con una storia secolare che affonda le radici nel Medioevo quando fu edificata la “villafranca di Castellazzo”, una fortificazione posta sulla strada di congiunzione tra Milano e Varese e che nel corso dei secoli è sopravvissuta trasformandosi in una enorme corte lombarda: un universo autosufficiente e produttivo che non solo rispondeva alle necessità della parte nobile, la villa degli Arconati, ma riusciva a soddisfare i bisogni della popolazione contadina e degli artigiani che vi abitavano. Un microcosmo autosufficiente che nel 1895 contava al proprio interno 600 abitanti. 

L’accelerazione modernista del nuovo millennio non ha certamente giovato all’universo rurale del Castellazzo che oggi, più che mai ha la necessità di trovare una nuova identità che ne permetta la sopravvivenza in un’ottica contemporanea, senza però snaturarne l’identità. Il progetto, certamente delicato ed ambizioso, può essere sviluppato solo con il coinvolgimento di tutte le realtà che da sempre dimostrano attaccamento e affetto per un luogo così amato da tanti. Questa ricorrenza, per quanto dolorosa, merita di essere ricordata per il valore storico che ha ma è anche un primo passo per riportare il Castellazzo alla conoscenza di tutti.

Ecco il programma realizzato con la collaborazione di tutti i partner che partecipano al progetto: Fondazione Augusto Rancilio con il prezioso sostegno dell’Ufficio Cultura del Comune di Bollate, la Parrocchia di San Guglielmo, l’Associazione Vivere Castellazzo e la Compagnia De Cristoforis, con le seguenti iniziative: 

giovedì 7 giugno : ore 19.00 – ex Area Sutter&Thévenot, inaugurazione del murale realizzato dall’artista Ale Senso sulla cabina elettrica che ad oggi è l’unico elemento architettonico sopravvissuto al luogo della tragedia. Un segno per ricordare ciò che successe, perché nessuno più dimentichi. 

Domenica 10 giugno: un’intera giornata dedicata al Borgo rurale del Castellazzo che torna a vivere attraverso gli antichi mestieri, i giochi di un tempo, le bancarelle, le rievocazioni storiche e

rievocazione degli antichi mestieri del Borgo: lavorazione del baco da seta, antichi lavori sartoriali, esposizione di attrezzi agricoli, antiche ricette. Attività a cura della Parrocchia di San Guglielmo, Associazione Vivere Castellazzo e Compagnia De Cristoforis.

  • ore 11.00 – Caccia al tesoro del Castellazzo e una passeggiata intorno alla Villa dei Nobili per scoprire la storia e la bellezza del Castellazzo. Giochi e indovinelli che v racconteranno un tempo lontano riportato  poi nel presente. Visita, gioco per Famiglie con bambini 6-10 anni. Attività gratuita con prenotazione obbligatoria: segreteria@villaarconati.it
  • dalle ore 15.00 – Visite guidate  nel Borgo di Castellazzo, alla Cappella della Madonna della Fametta e alla Chiesa di San Guglielmo; percorsi guidati in bicicletta sui siti dell’ex-fabbrica Sutter&Thévenot. Attività gratuita
  • dalle ore 12.00 –  nella Corte del Cedro di Villa Arconati-FAR un picnic per vivere insieme l’atmosfera del Borgo nella Corte del Cedro, da sempre luogo di congiunzione tra la parte rustica e la parte nobile del Castellazzo. Cestino acquistabile in loco a cura del Caffè della villa.
  • dalle ore 12.00 alle 21.00 – Villa Arconati-FAR apertura al pubblico: visita al piano terra e al giardino monumentale (ingresso € 5,00) e possibilità di visite guidate del piano nobile (ingresso + visita guidata € 8,00).

All’interno della Sala Museo per tutta la giornata rievocazione storica della Sanità militare dall’epoca napoleonica ai giorni nostri a cura della Compagnia de Cristoforis

Informazioni su Carlo Torriani (162 Articoli)
Carlo Torriani Giornalista professionista, dopo oltre quattro decenni lascia il Corriere della Sera per limiti di età. Durante la permanenza nello storico palazzo di via Solferino 28 per alcuni anni ha ricoperto la carica di responsabile della Segreteria Cronaca e Sport ed estensore di alcuni scritti di turismo; successivamente si è occupato della Cronaca di Milano. Ha conosciuto ben undici direttori responsabili del quotidiano Mario Missiroli, Alfio Russo, Piero Ottone, Giovanni Spadolini, Paolo Mieli, Ferruccio De Bortoli. E’ stato tra i fondatori del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica) e segretario per qualche anno dopo aver militato nell’USTI (Unione Stampa Turistica) di Roma, in seguito scioltasi. Dal 1966 ha collaborato prevalentemente con articoli di turismo a uno dei primi giornali telematici “Italia nel Mondo”. Su Mondopressing collabora con articoli di turismo, sci e sport invernali, escursionismo, golf, natura, cultura, enogastronomia, navigazione.