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A Milano la Mostra fotografica di Marco Gualazzini dal titolo Resilient

MARCO GUALAZZINI – “RESILIENT”
Storie, esperienze di vita e (purtroppo, troppo spesso) anche di morte

“Non descriverò queste foto, non darò giudizi estetici. Il contenuto è così forte, totale, assoluto che li rende inutili, li supera. […] Le fotografie non si commentano, si assorbono, sempre, perché parlano un discorso scottante di rabbia e di amore.” (Domenico Quirico)
Il riportato commento introduttivo spiega bene quello che troviamo poi sfogliando pagina per pagina il volume “Resilient” che accompagna la mostra dallo stesso titolo in corso presso Forma Meravigli, da tempo importante spazio cittadino dedicato alla Fotografia, tra incontri, spesso con la presenza di grandi autori contemporanei, italiani e stranieri, , presentazioni di libri e naturalmente esposizioni temporanee.

Riguardo queste ultime è in corso ancora per pochi giorni una monografica, a cura di Alessandra Mauro, dove possiamo vedere – presentati per la prima volta in assoluto – circa quaranta fotografie che raccontano i reportage realizzati da Marco Gualazzini in Africa dal 2009 al 2018.
Nato a Parma nel 1976, Gualazzini ha iniziato la sua carriera come fotografo nel 2004, con il quotidiano locale della sua città, “La Gazzetta di Parma”. I suoi lavori più recenti comprendono reportage sulla microfinanza in India, sulla libertà d’espressione in Myanmar, sulla discriminazione delle minoranze in Pakistan; negli ultimi anni ha coperto prevalentemente crisi umanitarie e conflitti in Africa. Questa sua ricerca è iniziata indagando il rapporto tra religione, stregoneria e malattia mentale nell’Est del Congo, dove quando realizzò il servizio esisteva un solo ospedale psichiatrico e dove chi soffre di malattie mentali viene tuttora considerato un indemoniato. Ha ideato e ha partecipato alla realizzazione di un documentario per la RAI sul sistema delle caste in India, premiato per la “miglior fotografia” al Al- Jazeera International Documentary Film Festival, e ha diretto un documentario sul tema dello stupro come arma di guerra in Congo, e uno sul modello di accoglienza per i rifugiati in Uganda. I suoi lavori sono stati pubblicati con amplio spazio, su riviste nazionali e internazionali, tra cui CNN, M (Le Monde), Der Spiegel, The Sunday Times Magazine, Paris Match, The New York Times, Al- Jazeera, Geo, Time Magazine (Lightbox), Courrier International, Internazionale e L’Espresso tra gli altri. La sua attività è rappresentata dall’Agenzia Contrasto.
Tornando alla mostra, di definisce resilienza (da qui il titolo dato a questo progetto) la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento; Gualazzini nel suo lavoro cerca di testimoniare in che modo il continente africano reagisca ai problemi e alle crisi che lo flagellano con una capacità di resilienza straordinaria e insieme drammatica. Le immagini in mostra sono il frutto di un lungo lavoro di quasi dieci anni che hanno portato l’autore ad esplorare l’Africa alla ricerca di storie e vicende inedite. Storie che nessuno vorrebbe sentire.
Questa di cui si parla è la prima pubblicazione monografica su Gualazzini; cartonata e bilingue (italiano-inglese) contiene riprodotte 85 fotografie a colori e in chiusura riporta un commento di Gianluigi Colin:
“Sono storie di donne violentate in Congo, di bambine somale in un perenne viaggio per scappare dalla fame, di ragazze nei campi profughi in Ciad, ma sono anche racconti sui crudeli miliziani a nord del Mali, i membri del Ganda Koy, ovvero i “Figli della terra” (hanno fatto migliaia di morti tra i Tuareg), con i mitra in mano mentre indossano una maglietta di una squadra di calcio come simbolo di paradossale rispettabilità. Oppure, ecco le storie del disperato cammino della gente dei Monti Nuba, nel tentativo di sfuggire ai bombardamenti e ai massacri del governo del Sudan.” Pagina dopo pagina, le immagini percorrono e testimoniano “quasi un giro intero del Continente”, corredate da lunghe didascalie che sono dei veri e propri racconti paralleli, per un’immediata contestualizzazione delle situazioni e degli eventi immortalati dalla macchina fotografica di Marco Gualazzini.

Fondazione Forma per la Fotografia; Via Meravigli 5, Milano (fermata Metro 1 Cordusio); Tel. 58118067;
Fino al 24 Marzo 2019; orari: da mercoledì a domenica 11-20; ingresso gratuito; www.formafoto.it

Fabio Giuliani