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Alcune puntualizzazioni dello IOV sulla correlazione tra cancro e carni rosse

Le recenti notizie di stampa sull’inclusione della carne lavorata nel gruppo degli alimenti a maggior rischio per il tumore del colon-retto e probabilmente per quello allo stomaco, da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, richiamano ad argomenti cui lo IOV dedica, da tempo, studi specifici ed attenzione da parte dei suoi specialisti. A tal proposito:
Un recente studio eseguito presso l’IOV, di cui era stata data notizia con un comunicato stampa emesso il 2 settembre 2015, evidenziava anche la correlazione tra assunzione di carni lavorate e rischio di cancro dell’esofago. Lo studio, pubblicato sul European Journal of Nutrition, provava che una dieta povera di carne conservata, oltre che ricca di frutta e associata a attività fisica, può proteggere le persone con reflusso gastroesofageo dallo sviluppare sia una lesione precancerosa detta “Esofago di Barrett” sia lo stesso adenocarcinoma dell’esofago. In particolare era stato osservato che nei 107 soggetti studiati, “la carne conservata (in scatola, sotto forma di salumi, wurstel etc) veniva consumata frequentemente dal 90% di coloro con adenocarcinoma dell’esofago, il 64% con esofago di Barrett”. Lo studio, che era stato condotto dal dr. Stefano Realdon, Dirigente medico presso l’UO di Endoscopia dell’Istituto Oncologico Veneto, può essere consultato sul sito http://link.springer.com/search?query=stefano+realdon#page-1
La correlazione tra consumo di carni conservate e alcuni tipi di tumore non è nuova. Tra le stesse Raccomandazioni del World Cancer Research Fund per ridurre il rischio di cancro mediante lo stile di vita, che esistono da tempo, è chiaramente detto di “evitare le carni lavorate” (mentre per quelle rosse il consiglio è di limitarle). Di conseguenza, le recenti decisioni dello Iarc – Agenzia per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – hanno un valore soprattutto scientifico, ma non forniscono nuove indicazioni di comportamento per prevenire il cancro: semplicemente confermano quelle già note.
È, come sempre, importante non lasciare spazio ad inutili allarmismi ed assumere, invece, un auspicabile atteggiamento di consapevolezza nei comportamenti alimentari, ciò che rientra nei percorsi di empowerment del cittadino. Infatti esistono cibi che è sempre meglio evitare, ma il loro consumo occasionale e limitato non presenta rischi significativi, a meno che non si abbiano particolari predisposizioni individuali. E’ come per gli inquinanti ambientali di tutti i generi con cui veniamo ogni giorno a contatto: sono sempre cancerogeni, ma se si tratta di quantità molto basse, il rischio è tollerabile perché affrontabile dalle nostre difese immunitarie.

Istituto Oncologico Veneto IRCCS

Informazioni su Annamaria Demartini (1079 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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