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Canobbio: Ugo Nespolo – Storie di oggi, frammenti di vita in arte

“Il dipinto ‘Storie di oggi’ del 2016 di Ugo Nespolo, da cui il titolo della sua Personale presso Palazzo Parasi a Cannobio, presenta il mondo e la società attuali con il linguaggio ludico e modernissimo che da sempre è la cifra dell’artista: nell’allegria e nella bellezza dei colori, che attestano il suo ottimismo e la sua gioia di vivere, si descrivono anche gli aspetti più oscuri della quotidianità. Ecco allora per esempio scene di violenza e il simbolo imperante del dollaro accanto alle immagini positive dei fiori e della musica. Diversi spaccati di realtà che sfilano l’uno vicino all’altro come in un magico mosaico del presente.”

Con queste parole tratte dal suo testo in catalogo, Vera Agosti introduce la mostra di Ugo Nespolo attualmente in corso nella bella località sulla sponda piemontese del Lago Maggiore.

Ci troviamo a Palazzo Parasi, sul quali mi soffermo un’attimo…Edificato nel 1291 a ridosso della torre Comunale, il Palazzo della Ragione detto “Parasi”, è un possente edificio medievale il cui portico con volte a botte, conserva due sarcofagi romani del III e IV secolo d.C., lapidi, rilievi e stemmi del XIV secolo.

Il restauro integrale effettuato tra il 2012 e il 2014 ha valorizzato il Palazzo mantenendo la sua forte e marcata identità storica. Oggi il “Parasi” ospita nel porticato del piano terra, già antica sede del “Banco di Giustizia”, l’ufficio di accoglienza turistica; ai piani rialzati offre nuovi e moderni spazi espositivi idonei

ad accogliere mostre, conferenze ed eventi, rappresentando così per la comunità il “Centro della Cultura”.

Proprio qui vediamo Ugo Nespolo, uno dei più singolari protagonisti dell’arte contemporanea, con una ventina di opere grazie alle quali possiamo conoscere la ricchezza e la versatilità della sua produzione, considerato tra i primi esponenti dell’ “Arte Povera”: acrilici su legno (“Ancora grotesque”, 2017; “Happy days”, 2016), un ricamo (“Child like wonder”, 2015) e due sculture (“Frammento problematico”, 1989;

“La Fontana malata”, 1996). Una selezione video permette inoltre di conoscere i più importanti film sperimentali realizzati dal maestro, accompagnata da tre manifesti cinematografici di alcune delle principali esposizioni dedicate al cinema. “I film di Nespolo – sottolinea la curatrice – come leggiamo nell’affasciante testo di Janus nel catalogo del Centre Pompidou (“Nespolo. Le Cinéma diagonal”, Centre Pompidou, 1984) sono narrativi, fin dai primi esperimenti alle più recenti prove sofisticate. C’è sempre una storia da raccontare come ‘in un collage mentale e intellettuale’, quanto in tutti gli altri suoi lavori. Il soggetto principale è il corpo, ‘ironico, erotico, a volte bizzarro, a volte grottesco’, un fisico neutralizzato, né giovane, né anziano, né bello, né brutto, animato da un desiderio che non riesce mai pienamente a soddisfare. Maschere, travestimenti e trucchi. Nespolo stesso sovente ama farsi ritrarre in costume. Eros, spiritualità e morte. Sogni e fantasie.” Sono proiettati anche Film con Edoardo Sanguineti e Nespolo stesso, con Allen Gingsberg, il poeta della “Beat Generation”, e gli Anni dell’Avanguardia.

Alcune note biografiche.
Ugo Nespolo, nato a Mosso (Biella) nel 1941, si è diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è laureato in Lettere Moderne, per poi esordire nel panorama artistico italiano negli anni Sessanta, proponendo una particolare forma di contaminazione tra Pop Art, arte concettuale e arte povera.

Nel decennio seguente continua una produzione fuori dagli schemi, ironica e ispirata alle illustrazioni per bambini, che si presta anche alla “tela cinematografica”. Nel 1973, all’ospedale psichiatrico di Volterra, con l’aiuto dei degenti realizzò due opere: una piramide carica di disegni, pupazzi ed oggetti personali dei malati, e una gigantesca pillola di cartapesta, simboleggiante le cure farmacologiche che, in una sorta di gesto purificatorio che vuole denunciare l’abuso della terapia farmacologica e sensibilizzare la cittadinanza, venne bruciata in una piazza della città. Gli anni Ottanta si concretizzarono in un “periodo americano”, coi i suoi quadri che rappresentavano oggetti e luoghi comuni delle città statunitensi. Collaborò con la Rai, per la quale realizza videosigle, e con agenzie pubblicitarie. Nel decennio seguente ha affiancato alle sue numerose attività l’impegno nel teatro, realizzando scene e costumi per L’elisir d’amore di Donizetti al Teatro dell’Opera di Roma, all’Opera di Parigi, a Losanna, Liegi e Metz. Nel 1991 e nel 2009 Nespolo ha realizzato il Palio della Giostra della Quintana di Foligno, nel 1998 quello per l’edizione di agosto del Torneo cavalleresco della Quintana di Ascoli Piceno, nel 2000 i due sendalli per il Palio di Asti e nel il drappellone del Palio di Siena. Il passaggio di secolo ha segnato per l’artista una tappa fondamentale, con la realizzazione del “suo” atelier, realizzato in prima persona all’interno di una fabbrica abbandonata a Torino che, come uno scrigno prezioso, avvolge e contiene le sue creazioni, i suoi “giochi tecnologici”, i suoi affetti più cari. Nel 2003 gli organizzatori del Giro d’Italia di Ciclismo gli affidano la creazione della maglia rosa e del poster ufficiale, e nel 2005 a Torino ha creato per GTT delle opere tematiche nelle stazioni della Metropolitana e per l’esterno del centro commerciale di via Livorno. Nel 2007, firmò scene e costumi per l’opera Madama Butterfly che inaugurò il 20 luglio la 53ª stagione del Festival Puccini di Torre del Lago Puccini. L’anno successivo ha curato “Nespolo legge Dante”, un trittico a tiratura limitata commissionatogli dalla De Agostini di Novara per la lettura della Divina Commedia attraverso l’arte figurativa. Seguono la mostra personale realizzata a New York dalla Walter Wickiser Gallery, e la antologica al Museo del Cinema. Partecipò inoltre alla mostra “Italics: Arte Italiana tra tradizione e rivoluzione, 1968-2008” con due opere, su invito della Direzione di Palazzo Grassi a Venezia. Nel 2009 presso il Museo del Territorio Biellese venne allestita la mostra antologica “Nespolo, ritorno a casa”, alla quale seguono altre retrospettive: alla Galleria dell’Accademia Albertina di Torino (2010), al Museo Campari di Sesto San Giovanni e in numerose altre gallerie pubbliche e private. Ha collaborato inoltre col marchio Brooksfield per un intervento stilistico biennale nelle collezioni e nella comunicazione (2009-2010). Nel 2010 è divenuto socio onorario del movimento artistico letterario Immagine & Poesia di Torino. Nel marzo 2012 riceve la cittadinanza onoraria della città di Santhià, nella quale ha trascorso la fanciullezza e l’adolescenza e dove ha compiuto i primi esperimenti pittorici. Numerose sono le collaborazioni per la creazione di campagne pubblicitarie: tra le tante con Campari, Piaggio e Caffarel. Diversi pullman turistici sulle loro fiancate riportano suoi lavori.

Nel 2016 ha aderito al Manifesto “Corporate Art” di Luca Desiata insieme ad Alexander Ponomarev, Fernando De Filippi ed altri artisti. Vive e lavora a Torino.

Fabio Giuliani