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Chi ha paura del disegno,in mostra la collezione Ramo al Museo del Novecento

“Il disegno è il profumo dell’artista” (Mario Botta)

La Collezione Ramo è dedicata a quasi un secolo di produzione con l’intento di costruire una storia dell’arte italiana del ventesimo secolo attraverso il disegno.
. Di 110 di artisti sono documentate le diverse fasi stilistiche con le più disparate tecniche su carta (acquerelli, collage, tempere, matite) per un totale di oltre 500 opere. Iniziata alcuni anni fa dall’interesse di Giuseppe Rabolini, la raccolta ripercorre le tappe della storia dell’arte italiana a partire dal disegno, come espressione primaria della ricerca artistica novecentesca. Dal primo ‘900, la collezione segue le tracce su carta dei maggiori protagonisti delle avanguardie storiche fino ai primi anni Novanta, prima che l’arte moderna diventi contemporanea. Lo scopo della collezione è di testimoniare la grande importanza dell’arte italiana del secolo scorso e, nello stesso tempo, promuovere una cultura del disegno, dal valore autonomo, al pari di pittura e scultura.

“Chi ha paura del disegno?” Il titolo, scelto dalla curatrice Irina Zucca Alessandrelli

per presentare l’unicità della Collezione Ramo, che vede una qualificata scelta di oltre 100 opere su carta del ‘900 italiano esposte nella Sala degli Archivi del Museo del Novecento a Milano, è volutamente provocatorio. Ironizza sulla mancanza di una cultura del disegno e si propone di presentarlo in questa mostra sotto una luce completamente inaspettata, sia per la scelta delle opere dal grande impatto visivo, sia per l’allestimento al di fuori delle modalità tradizionali, per dare a questa specifica pratica artistica l’importanza che merita.

L’esposizione – dedicata al suo creatore – dal particolare allestimento, arricchita da un video di Virgilio Villoresi, intende riscoprire alcuni capitoli della storia dell’arte, con tagli tematici trasversali e opere mai esposte prima. Da Boccioni a Paolini, passando per Cagnaccio di San Pietro, Fontana, Melotti, Rama, Mauri, Castellani, Agnetti, Gnoli, Mondino, Pascali, Salvo, e molti altri di cui non si conosce quasi la produzione su carta. Un’esposizione esemplare divisa in quattro sezioni sotto forma di domande aperte: “Astrattismi?”, “Figurazioni?”, “Parole + immagini =?”, “E gli scultori?”; in particolare di quest’ultima disciplina si coglie l’importanza del disegno per i grandi scultori del ventesimo secolo come Wildt, Marino Marini. Il punto interrogativo è dovuto al fatto che le sezioni non fanno riferimento a precisi movimenti ma aprono a nuove esplorazioni. Il disegno è il “soffio” creativo immediato, occorre dunque avvicinarsi alle carte senza avere paura.
Il Museo del Novecento costituisce la sede ideale per ospitare questa rassegna poiché offre al visitatore la possibilità di un confronto diretto con le opere della sua collezione permanente, i cui autori in gran parte coincidono con quelli della Collezione Ramo. Contestualmente alla mostra, la Collezione presenta anche la pubblicazione “Disegno Italiano del XX secolo”, sempre a cura di Irina Zucca Alessandrelli, edita da Silvana Editoriale, che ripercorre un vero e prorio viaggio nella storia della produzione grafica italiana, a partire dalle opere presenti nella raccolta. Nel suo contributo, Roberta Cremoncini – Direttore della Estorick Collection di Londra – così sottolinea: “E’ sempre affascinante confrontare la nostra Collezione con le altre, perché in questo modo si svelano le divergenze e i punti di contatto che possono esistere tra loro. Questa esposizione in particolare, che mostra una selezione di opere appartenenti alla Collezione Ramo di Milano, rappresenta una sorta di intesa tra le menti dei due collezionisti. Come Piero Rabolini, Eric Estorick chiaramente apprezzava il valore del disegno, considerato non come mera attività preparatoria al servizio della pittura quanto piuttosto come una disciplina a tutti gli effetti. Non è un caso infatti che la nostra Collezione sia nata proprio da un primo nucleo di ‘centinaia e centinaia di disegni’ che Estorick acquistò direttamente da Mario Sironi nel 1948. (…)”
La mostra avrà una seconda tappa espositiva proprio presso l’Istituzione museale inglese.

Museo del Novecento – Piazza Duomo 8, Milano; fino al 24 Febbraio 2019;
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22;
Visite guidate a cura di “Ad Artem”, info e prenotazioni: Tel. 02 6597728;

Mostra vista e recensita da Fabio Giuliani