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CIACK SI GIRA NELLA VALLE DEL SAVUTO

Il GAL ( Gruppo di Azione Locale) del Savuto ha accolto nel mese di giugno 2015 un gruppo di giornalisti per presentare la zona del Savuto con le sue bellezze naturali, storiche, artistiche e la ricca enogastronomia.

Il  GAL ( Gruppo di Azione Locale) del Savuto ha accolto nel mese di giugno 2015 un gruppo di giornalisti per  presentare la zona del Savuto con le sue bellezze naturali, storiche, artistiche e la ricca enogastronomia.

La valle è molto verdeggiante , la si raggiunge comodamente con un percoso di mezz’ora dall’aereoporto di Lamezia Terme che collega la Calabria con le principali città italiane a alcune capitali europee.

La valle in cui scorre il fiume Savuto – spiega la dottoressa Lucia Nicoletti, Presidente del Gruppo Azione Locale (GAL) Savuto ai giornalisti presenti – è una delle zone più belle della Calabria interna e si presta magnificamente per brevi escursioni per coloro che soggiornano nelle ridenti località sia sul Mar Ionio che sul Mar Tirreno e per vacanze locali nei numerosi agriturismi che si trovano nei paesi che formano il Gal del Savuto

Diciotto sono i  comuni appartenenti al Gal : Altilia, Aprigliano, Belsito, Bianchi, Carolei, Carpanzano, Colosimi, Dipignano, Figliene Vegliaturo, Grimaldi, Malito, Mangone, Marzi, Panettieri, Parenti, Paterno Calabro, Pedivigliano, Rogliano, Santo Stefano di Rogliano, Scigliano, ma solo undici sono bagnati dal Savuto, unico fiume che nasce nella Sila e si butta nel Mar Tirreno, mentre gli altri sono bagnati dai suoi affluenti.

Ognuno di questi paesi ha delle caratteristiche proprie che lo rendono interessante  e attraente all’occhio del turista.

Il comune principale  della valle del Savuto è Rogliano con i suoi 5718 abitanti, denominato anche borgo delle 12 chiese, fra cui spicca la  bellezza del  Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo,  costruzione che  risale al  XVI secolo

Nel Corso Umberto si trova il Palazzo Morelli, che accolse fra le sue mura importanti ospiti come  Ferdinando II di Borbone, Giuseppe Garibaldi e Luigi Fera, più volte ministro nei primi anni del ‘900; Palazzo Ricciulli, che, come testimonia una targa marmorea, accolse Carlo V; e Palazzo Cardamone, nel rione Spani. Il ritrovo dei roglianesi è la Piazza di San Domenico, sulla quale si affacciano l’omonima settecentesca chiesa, il palazzo comunale, già convento dei Domenicani, e la villa comunale.

A Paterno si trova il Santuario di S. Francesco di Paola, di notevole valore artistico ed architettonico e di grande interesse religioso,meta di pelleggrinaggi. La sua costruzione risale al XV sec. Ha un portale in stile gotico, conserva le reliquie del Santo ed anche dipinti di pregevole fattura e di  valore storico e artistico. La leggenda  narra che, nel momento in cui si doveva collocare il pesante architrave del portale, gli operai si rifiutarono di dare una mano dicendosi stanchi dall’enorme fatica della giornata. Frate Francesco, allora, lo prese con una mano e lo mise a posto: oggi  l’architrave è  diviso in  tre pezzi per due rotture, ma  si regge miracolosamente contro ogni regola di gravità.

La chiesa è a due navate e le pale che ornano gli  altari, tranne il quadro del B. Tommaso, risalgono al Settecento. Le reliquie del Santo. conservate in una apposita nicchia, consistono in un  Ossicino del Santo, un Cappuccio, una funicella,  dei calzari in stoffa  ., due  Codici Liturgici, una Pentola metallica servita per la cucina del Convento e strumento di molti miracoli  e una delle pietre sulle quali il Santo partendo per la Francia, lasciò impresse le impronte  dei piedi.  In un corridoio del chiostro ci sono 31 lunette con affreschi del seicento raffiguranti alcuni tra i più grandi miracoli operati dal Santo a Paterno, mentre nella parete di fronte sono affrescati busti di religiosi dell’ordine dei Minimi vissuti prima della metà del seicento. Sulla parete di fondo del refettorio, una grande sala tramezzata da due file di colonne corinzie ottagonali c’è un affresco raffigurante “l’Ultima Cena” risalente al Cinquecento e  ben conservato. Di notevole interesse anche i luoghi che videro S. Francesco protagonista di eventi straordinari e umile servo della gente di Paterno: la fornace, la grotta, l’oratorio, le edicole dei miracoli.

Francesco da Paola (Paola, 27 marzo 1416 – Tours, 2 aprile 1507) è stato un religioso italiano, proclamato santo da papa Leone X nel 1519.Eremita, è il fondatore dell’Ordine dei minimi. È il patrono del Regno delle Due Sicilie ed è compatrono della città di Napoli. È inoltre il patrono principale della Calabria, dov’è venerato in innumerevoli santuari e chiese fra i quali, in particolare, quelli di Paola, Cosenza, Polistena,Paterno Calabro, Spezzano della Sila, Pedace, Terranova da Sibari,Corigliano Calabro, Marina Grande di Scilla, Catona di Reggio Calabria eSambiase di Lamezia Terme (ove è custodita la reliquia di un dito di san Francesco).

A S. Stefano di Rogliano merita una visita la chiesa di Santa Liberata, posta sulla sommità del Monte Tirone, dove la tradizione popolare vuole sia stata ritrovato un osso del braccio sinistro della Snta, preziosa reliquia conservata in una teca d’argento,, protettrice delle partorienti. La facciata principale presenta caratteristiche neoclassiche ed è sostanzialmente intatta nelle sue forme originali, nonostante che, a seguito a numerosi eventi sismici, l’intero edificio abbia subito modifiche e rifacimenti.  La facciata principale è in pietra tufacea ed è imponente e maestosa, ma viene alleggerita con vetri colorati. Le torri sono unite al corpo centrale fino ad altezza del primo cornicione. L’interno dell’edificio è stato oggetto di molti interventi alcuni mirati all’ampliamento del santuario ed altri miranti al restauro e alla conservazione dell’immobile, come quella degli anni 50. La pianta dell’edificio è di tipo basilicale con una navata centrale e due navate laterali. Le navate sono divise da pilastri su cui risaltano lesene verticali sormontate da  capitelli corinzi,  legati da una teoria di archi a tutto sesto. Il soffitto a botte  è decorato da quattro affreschi; in alto sulle pareti della stessa navata, sei grandi finestre, 3 per parete, permettono alla luce di penetrare all’interno, mentre volte a crociera coprono le navate laterali.

A Scigliano la natura la fa da padrone , infatti la zona è immersa  in verdeggianti boschi  dove si respira aria fresca e pulita e dove  si possono godere tutti i benefici che la natura offre.

Nei boschi e vicino ai fiumi (Scigliano si trova in mezzo tra il fiume Savuto ed il torrente Bisirico) si possono trovare delle aree attrezzate dotate di barbecue dove i può fare sia un pic-nic sia cucinare all’aperto.

    Una di queste aree attrezzate si trova in prossimità del fiume Savuto accanto ad un’antico ponte di epoca romana che è uno dei ponti più antichi d’Italia ed é monumento nazionale.

  A questo ponte si da il nome di :”d’Annibale” o  “di Sant’Angelo“, secondo la  tradizione popolare si ritiene che il grande condottiero lo abbia attraversato con le sue  truppe , anche se ciò non è storicamente  dimostrato.

    Il secondo nome è dato dalla vicinanza della chiesetta di sant’Angelo che si trova a pochi metri sul lato destro del ponte, qui sempre secondo la tradizione popolare, il santo sconfisse il diavolo il quale , per rabbia, tirò un calcio alla spalla destra del ponte provocandone una grossa lesione  che  è stata  recentemente  restaurata e consolidata .

    Di certo si sa che questo ponte fu costruito nel periodo che va dal 131 al 121 a.C quando  l’imperatore Tiberio Gracco fece costruire l’antica via Popilia ,di cui il ponte fa parte, che collegava l’attuale Reggio di Calabria a Capua e questa data è confermata da un analisi effettuata nel 1961 su materiale calcareo .

    Questo ponte largo 3,45 metri  alto 11 metri e lungo circa 25 metri, è costruito ad una unica volta con due archi concentrici e con il   ponte Fabricio dell’isola Tiberina (69 a.C.) ed al ponte Emilio (179 a.C.) è uno dei più antichi ed importanti d’Italia.

La valle del Savuto è circondata da monti che sfiorano i 2000 metri e sulle pendici di queste monti si trovano prodotti quali  la dolce castagna, che viene preparata in vari modi al forno, al mosto cotto, al miele di castagno, al cioccolato, al bergamotto, i fichi che vengono offerti freschi o secchi con ripieno di mandorle, il miele, ottimi funghi porcini,  a quote più basse alberi di olivo da cui si ricava un ottimo olio extravergine, allevamenti di maiali che danno ottimi  salumi come la soppressata, la salciccia, la pancetta, il capocollo e il guanciale tutti DOP.

Il pane è rigorosamente  casereccio, cotto nei vecchi forni a legna, che si gusta con le verdure sott’olio,con  le carni insaccate del suino nero di Calabria  dai nomi tipici sazizza, prisuttu e supressate, i formaggi freschi o stagionati  come ricotta, pecorino, caciocavallo podolico, da non dimenticare  l‘nduja uno dei più importanti prodotti tipici calabresi, conosciuto in tutto il mondo per la sua genuinità.

Nel territorio si trovano anche  anche ottimi vini locali: è stato reintrodotto il vino Savuto, vino rosso di montagna, famoso fin dal tempo dell’antica Roma e riconosciuto DOC nel 1975: due le aziende vinicole in zona, le Antiche Vigne e Colacino (Savuto doc, Calabria igt).

Molti anche i dolci locali  fra cui cuddureddi, turdilli, mustazzuali, chinulille, scalille, brucconotti.

Un prodotto tipico della valla è la “Patata della Sila” che possiede  una percentuale di amido superiore alla media che rende  il tubero calabrese più nutriente e soprattutto più saporito delle altre patate italiane. A conferirle questa caratteristiche è la zona di produzione della Patata che si  coltiva sopra i 1000 metri di altezza sul livello del mare ed è l’unico prodotto di alta montagna coltivato nel centro del Mediterraneo.

 Per la visita del territorio il Gal Savuto ha predisposto tre possibili itinerari di 3, 5 o 7 giorni:

– LINEA 1, Piccolo mondo antico : enogastronomia e borghi rurali

– LINEA 2, Salute e Sapori : natura ed enogastronomia

– LINEA 3, Santi e Briganti  :arte ed enogastronomia.

Tutti gli  itinerari possono essere venduti a livello individuale  o per gruppi precostituiti attraverso il sito del Gal e le agenzie di viaggi.

Dove Dormire  – Hotel Palace SavutoLocalità Cumbera, 87030 Malito (Cs), Tel. 0984.968334 – Cell. 339.6233793 – info@hotelpalacesavuto.it -www.hotelpalacesavuto.it; L’agrifoglio A Scigliano; I Due Fuochi sul Lago Arvo.

Dove Mangiare : L’eccellente gastronomia tipica della zona può essere apprezzata sia al ristorante Alessandro Magno di Paterno (www.ristorantealessandromagno.com/) che all’agriturismo I Due Fuochi di Aprigliano (Ctr. Ceci, Snc, 87051 Aprigliano CS).

Dove fare Shopping : Azienda Vitivinicola “Antiche Vigne” di Gianfranco Pironti in località Rogliano; Cantina C.da Vallelonga, Marzi (Savuto Superiore DOP, rosso – Savuto Classico DOP, rosso – Iuvenis DOP Terre di Cosenza Rosso – Gida DOP, rosato – Terra I Ginestre DOP, bianco); Panificio Pascuzzo di Parenti per pane, biscotti e dolci (www.pascuzzo.com); l’olio di Scalzo Giuseppe (www.scalzo.it); Azienda agricola Maletta Pietro (www.prodottitipicicalabrese.it).

Info, guida del territorio: G.A.L. Savuto – S. Stefano di Rogliano -www.galsavuto.it – gal.savuto@libero.it

Annamaria Demartini

Informazioni su Annamaria Demartini (1069 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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