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Dietro ai Tuoi Passi, applaudito al Teatro Stabile ‘Turi Ferro’ di Acireale

Ricordiamo il periodo sessantottino come un importantissimo movimento sociale legato soprattutto ai giovani, che forti di una incredibile coesione di idee e ideali decisero di ribellarsi al “sistema”. Tra questi vi era anche Peppino Impastato, figura mai dimenticata; ma nel caso si potesse correre il rischio di farlo, il regista Massimo Natale decide di portare in scena “DIETRO AI TUOI PASSI”, in cui la storia di Peppino viene raccontata in uno spettacolo che si potrebbe definire “breve ma intenso”.

Per altre info sullo spettacolo vedi il nostro precedente articolo.

Lo spettacolo presenta, antecedente all’entrata in scena degli attori, alcuni brevi video in cui diverse personalità (tra cui Rita dalla Chiesa) elogiano lo spettacolo a cui si starà per assistere. Il palco assiste una scenografia tutt’altro che pomposa o particolarmente accattivante, composta da un tavolo e qualche sedia, in aggiunta ad una serie di pali tra cui gli attori, durante le scene, passano, si nascondono e si intralciano. Metafora, secondo lo stesso regista, degli ostacoli contro cui Peppino si è dovuto scontrare nel corso della sua, purtroppo breve, vita.

Il personaggio di Peppino, interpretato da Francesco Basile, viene raccontato sin dai primi minuti come un estraneo in mezzo ad un mucchio di persone con cui sembra non avere nulla da spartire. Lui è diverso e, accompagnato dal suo amico Salvo Vitale (Domenico Cangialosi), ha tante idee in mente ma nessuna paura di farle diventare realtà. Motivo per cui il rapporto con suo padre (Calogero Macaluso), appartenente ad una cosca mafiosa, s’incrina sempre di più fino ad arrivare ad un punto di rottura, che lo porterà ad essere cacciato di casa. A sostenerlo, invece, il fratello minore Giovanni (Duan Melodia) e la madre Felicia, interpretata da una eccezionale Claudia Perna, protagonista della scena più emotiva e toccante dell’intero spettacolo; Felicia Bartolotta verrà anche mostrata nei video di repertorio proiettati sullo sfondo della scenografia, essendo una figura chiave della storia di Peppino.

Lo spettacolo alterna diversi momenti e suscita nello spettatore le sensazioni più disparate, accompagnate anche dal colore variabile dello sfondo scenografico; ci sono momenti in cui si sorride beffardamente, altri in cui non si può fare a meno di stare tesi come un nervo sulla poltrona e altri ancora in cui semplicemente si viene portati verso la commozione, nonostante il finale non sia di certo un finale a sorpresa. Ma gli attori svolgono egregiamente il lavoro e riescono a coinvolgere in ogni loro mossa e in ogni parola che pronunciano e il risultato è uno spettacolo che “corre via” presto, nonostante non abbia un peso specifico leggero.

A fine spettacolo, dopo un paio di minuti di scroscianti applausi, gli attori hanno tenuto a ringraziare ancora una volta e in misura maggiore gli spettatori accorsi ad assistere alla rappresentazione, consapevoli del fatto che il teatro stabile di AcirealeTuri Ferro” non versa in una buona condizione economica. Nonostante questo, Acireale mostra un importante attaccamento al teatro, rendendo gremita la platea anche per uno spettacolo fuori abbonamento.

Informazioni su Attilio Privitera (11 Articoli)
Attilio Privitera, più conosciuto come Mapri, nasce a Catania e vive ad Acireale (CT) dove è integrato nel tessuto sociale di quel luogo, legato ai luoghi narrati da Omero e più recentemente dal Verga. La sua cultura subisce l'influenza dei classici greci e quelli più contemporanei. Ha frequentato il Liceo delle Scienze Umane di Acireale ed è studente della facoltà di Scienze della comunicazioni all'Università degli Studi di Catania. I suoi interessi spaziano tra la Scienza e la Cultura, là dove l'uomo è protagonista.
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