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Fabrizio Caramagna: il poeta 3.0. affronta la quarantena con i suoi aforismi

I suoi aforismi sono stati tradotti in undici lingue nei cinque continenti, ha pubblicato antologie negli Stati Uniti e ricevuto premi e riconoscimenti in Spagna, Serbia, Romania, Libano, Argentina, Messico e Perù.

E’ uno degli autori italiani in vita più citati: le sue frasi vengono riportate ogni giorno su centinaia di bacheche social, dall’ utente comune alle presentatrici televisive come Cristina Chiabotto, dalle protagoniste del gossip come Elisabetta Gregoraci alle star dello sport come Federica Pellegrini.

Le sue parole sono ovunque: nelle mostre d’arte, sui barattoli del caffè, sui menù dei ristoranti, sulle pareti degli uffici; persino sui cartelli di benvenuto in siti turistici, come capita a Castro, Puglia, davanti ad una delle più belle spiagge del Salento.

“La vita non la misuri in anni, ma in strade, ponti, montagne, chilometri che mi separavano ogni volta dal mare”

Possibile che il nostro immaginario collettivo citi in massa i suoi aforismi e non conosca il suo viso e la sua storia?

Possibile che, per l’ennesima volta, “nemo propheta in patria” ed un talento italiano  sia conosciuto più all’estero che nella sua terra natia?!

Chi è Fabrizio Caramagna? Se le frasi di un italiano vengono affiancate alle parole di Jacques Prevert, Joseph Conrad e Maria Teresa di Calcutta, forse sarebbe il caso di conoscere chi lui sia…

Fabrizio Caramagna, classe 1969, cresce nella campagna torinese. Fino a sei anni vive “insieme ai nonni, un pastore tedesco ed un orto. Un’infanzia bellissima per quanto fossi sempre solo, dove per passare il tempo volavo con la fantasia, mentre davo la caccia alle farfalle e alle lucertole”.     

Compie i suoi studi a Torino dove frequenta il Liceo Classico con ottimi risultati. “Abitavo nell’estrema periferia e quel Liceo prestigioso di Torino mi accettò per il rotto della cuffia. Per dimostrare il mio valore non andavo alle feste, ma studiavo. La cosa divertente è che già allora i miei temi non superavano le due pagine. Il mio compagno di banco mi suggeriva di allungare ed invece io accorciavo. Fortunatamente la mia insegnante approvava la brevità. Era la fine degli anni Ottanta; una classica lettera d’amore doveva essere lunga almeno quattro pagine, ma per me tre righe erano già più che sufficienti. Senza saperlo ero un precursore dei tweet amorosi”.

Il suo nuovo manoscritto doveva essere distribuito a fine marzo, ma la quarantena ha posticipato il tutto. Il nostro poeta 3.0. però non si è perso d’animo e regala al pubblico ogni giorno delle carezze per l’anima. Eccone alcune, sui temi più attuali di questi giorni.

IL TEMPO
Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni.
Affidare l’orologio della propria vita nelle mani di un figlio, in un pomeriggio di giochi: quando lo si riprende è di nuovo luminoso e segna tutti i secondi

L’INCORAGGIAMENTO
Quando stai per crollare, guarda quel piccolo fiore nel prato: mette il sole in ginocchio ogni sera.
Quando sei davanti a un problema,
davanti a una paura,
che tutti i pori della tua pelle,
che tutti gli atomi del tuo sangue,
che tutte le vibrazioni della tua anima
possano dire: “Ce la faccio”.
Cuore, ci sarà un tempo in cui ti rifarai di questo vuoto, e giovani parole si tufferanno su di te e le carezze faranno nidi e le speranze metteranno semi nuovi. E il tuo battito tornerà a essere potente e condiviso
Mi rispose sorridendo, ma non sorrideva solo con gli occhi e la bocca. Il suo sorriso era diventato spazioso come il cielo, e tutto il corpo vibrava di meraviglia. E’ come quando si entra in un giardino, e nel giardino c’è una rosa appena fiorita, e la rosa ci sorride.

LA DISTANZA
C’è un cielo che potrei sedermi qui e raccontartelo. E dirti quanti colori gli mancano quando non ci sei.
Le cose che si sentono anche se sei lontano.
Le campane della chiesa. Il fischio del treno. Le ambulanze. Un cane che abbaia. Gli aeroplani. I tuoni. Le persone che ti mancano.
L’amicizia: due corde intonate che vibrano insieme anche se sono lontane. E se una di loro è toccata, vibra anche l’altra della stessa musica.

LA PRIMAVERA
Primavera che brilli nell’aria,
insegna anche a me la formula
dell’essere una rosa.
Dalla mia mente si diparte una strada di primavera,
e sulla strada passeggiano una stella e una margherita
ed ecco, poco più in là, il tuo sorriso come una calda casa abitata.
Aspettami, arriverò domani.
La primavera è un’opera teatrale in più atti. Ogni giorno c’è l’entrata in scena di un attore diverso. Una gemma che si apre, una rondine che appare, un fiore che sboccia, una foglia che si schiude, una luce che brilla.

LA CASA
La casa? È castello e isola, torre e caverna,
miracolo e quotidianità, ordine e calore,
e la voce delle cose che ci aspettano ogni giorno al nostro rientro.
Amo le case piccole.
Colme di luci che si azzuffano sotto la finestra,
piene di libri letti e con il parquet rigato dalla felicità.
Quando attraversi un corridoio al buio senza farti male. Perché riconosci ogni piastrella, ogni odore, ogni suono.
Dev’essere così con una persona. Attraversarla al buio e sentirsi a casa.

Per saperne di più vai sui siti e social di Fabrizio Caramagna:
https://aforisticamente.com
https://fabriziocaramagna.com
www.instagram.com/fabrizio.caramagna
www.facebook.com/fabriziocaramagnaaforista