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Giuseppe Lardieri: un burocrate 2.0 tra la gente del suo territorio, il Municipio 9

A sorpresa, il Presidente del Municipio 9, Giuseppe Antonio Lardieri, la cui sede istituzionale trova casa nella splendida Villa Hanau di Via Guerzoni a Milano, A? arrivato nella prima mattinata di ieri a bordo della sua autovettura, premurandosi di parcheggiare regolarmente, in via Maffucci per effettuare un sopralluogo nel piccolo parco, appendice verde dell’omonima via, che lambisce un fabbricato di recente costruzione e che si fa notare per la sua altezza (14 piani con giardino condominiale). Oltre 10 anni fa quell’angolo di via, prima di istituzionalizzare un area cani,A� era un a�?piccolo edena�? in un quartiere periferico.

Il verbo A? stato volutamente usato al passato perchA� il a�?piccolo edena�? ha finito di essere tale quando diversi anni fa il Comune, accogliendo una richiesta di cittadini della zona, ha recintato quasi una metA� del verde per realizzareA�A� questa area cani divisa in due settori.

Via via negli anni, l’area cani si A? popolata sempre piA? di amici a quattro zampe, di conseguenza anche di relativi accompagnatori, che in teoria dovrebbero essere amanti degli animali, amici ed educatori degli stessi.

L’aumento della popolazione canina, unita a noncuranza dei rispettivi padroni, ha reso sempre piA? intolleranti altri cittadini i quali hanno visto un incremento di deiezioni sui marciapiedi che conducono verso l’area in questione, ma soprattutto gli abitanti del condominio confinante, tanto che quasi due anni fa presentarono un esposto con allegata corposa raccolta firme. Epilogo alle diverse segnalazioni, sia telefoniche che scritte, indirizzate al Comando della Polizia Locale e al Presidente pro-tempore di zona 9.

L’esposto venne discusso al consiglio di Zona e venne generata una delibera, che perA? finora A? rimasta lettera morta, non trovando realizzazione per mancanza di fondi.

Il nuovo presidente, il dr. Giuseppe Antonio Lardieri, persona dinamica con la vocazione di stare a contatto diretto dei cittadini, accogliendo un invito, ha voluto rendersi conto di persona del disagio segnalato.

Effettivamente non ha potuto far altro che prendere visione dello stato dei luoghi, riservandosi di verificare con i propri tecnici la fattibilitA� di migliorie, che vadano in favore sia dei cani e dei loro padroni, i quali hanno il diritto di far a�?sfogarea�? il proprio animale, ma anche a favore dei cittadini che non posseggono un cane o che possedendolo ed abitando in quel preciso condominio subiscono da anni, piA? di altri,A� tutto il disagio dovuto, in parte al comportamento poco educato dei “padroni”, all’olezzo, al rischio malattie per germi e virus trasportati dalla polvere sollevata dal vento e dagli stessi animali che si rincorrono e azzuffano furibondi con i loro antagonisti, dando libero sfogo alle tensioni accumulate per ore e ore di a�?prigioniaa�? dentro appartamenti, che spesso non sono nemmeno a misura d’uomo, figuriamoci di animale.

Questo accade perchA�, il piA? delle volte il possesso di un cucciolo, poi inevitabilmente animale adulto, nasce o dal desiderio di accontentare un figlio, oppure dal desiderio di compagnia e di socializzazione, tutte cose lecite che perA? si scontrano con i bisogni ed i primari interessi dell’animale.

In misura diversa questo accade anche con i figli: si mette al mondo un pargolo, non per dare amore e affetto ad un altro essere che generiamo dalle nostre viscere, ma solo per accontentare quel bisogno innato di maternitA� e paternitA� alla base dell’istinto di procreazione per assicurare la razza. Se ciA? non A? seguito da un equilibrio psico-fisico si trasforma, col tempo, solo in un rapporto egosistico incapace di dare affetto e sicurezza e creano a cascata solo infelicitA� e disagi. Le stesse dinamiche si replicano quando si inserisce un cane nel nucleo familiare.

Per capire bene questo bisognerebbe intervistare un campione di animali, ma non essendo ciA? possibile possiamo capirlo solo dalle sue reazioni.

Forse stiamo divagando!? PuA? darsi, perA? una cosa bisogna dirla: una pacifica convivenza tra cittadini si puA? avere solo ponendo in atto piccole norme che tengano in considerazione il rispetto reciproco. Poi le istituzioni preposte a dare benessere e servizi ai propri cittadini deve individuare le norme e le strutture adatte perchA� questo avvenga.

Ora quello che cerca di fare Giuseppe Antonio Lardieri, o come preferisce lui, semplicemente Giuseppe, A? stare tra la gente. Un uomo che lavora 18 ore al giorno e che anche quando A? a casa ha il continuo assillo di voler rendere sempre piA? vivibile il territorio che amministra,A� perchA? A? stato eletto diventando il presidente di tutti, prescindendo dal colore politico, dal credo religioso, dalla provenienza geografica dalla cultura o posizione sociale e si sforza di dimostrarlo ogni giorno,A� piA? che con le parole con i fatti vivendo il quartiere, tra la gente per la gente e ascoltando tutti con la stessa cortesia.

Che sia il prototipo del nuovo politico che serve agli italiani?

Noi ci auguriamo che come lui ce ne siano tantissimi altri a Milano, se vogliamo circoscrivere l’argomento al territorio di cui stiamo parlando, ma non se ne ricordano di politici cosA� oppure son ben mimetizzati da non vedersi.

Nell’ipotesi che sia, piA? unico che raro, ma con la speranza che possa replicarsi ed essere emulato da molti, o anche semplicemente provocare altri a venire allo scoperto, di seguito alcune note biografiche di LARDIERI Giuseppe Antonio: 56 anni, felicemente sposato, da 33 anni, con Filomena con la quale condivide la gioia de di tre figli Felice, Pamela e Federico.

Dopo il conseguimento della maturitA� Classica, si trasferi a Milano, cittA� che ama per la sua dinamicitA�, creativitA� ed operositA�, per continuare gli studi universitari. Dal 1982 lavora nella��azienda Ferrovie dello Stato a�� Trenitalia. Da anni impegnato nel campo Politico, Sociale e del Volontariato (un vulcano di creativitA�, che a volte fa fatica a capire la stessa macchina burocratica di cui egli stesso A? parte integrante – ndr.)

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