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‘Ho perso il Filo’, Angela Finocchiaro conferma la bravura, al teatro Colosseo di Torino fino a stasera

Garbato e coinvolgente, lo spettacolo di Angela Finocchiaro, in scena al Colosseo anche stasera 25 gennaio, consente allo spettatore di godere di quasi due ore di piacevole intrattenimento, in cui si possono ammirare l’indiscusso talento dell’attrice e la bravura dei ballerini che danzano su coreografie di Hervé Koubi, sorridere e cogliere molteplici spunti di riflessione, sempre proposti con garbo e apparente leggerezza. Non per questo risultano meno incisivi: si sa che la capacità di far ridere e di saper ridere non é arte semplice e lineare, ma contiene componenti che toccano parecchie corde della mente e dell’ animo umano.

Per altre info sullo spettacolo e prezzi vi rimandiamo al precedente articolo.

Angela Finocchiaro arriva dal fondo della sala, saluta gli spettatori e si avvicina al palcoscenico, vestita da personaggio mitologico. Come spiega, infatti, é stanca dei soliti ruoli; i figli le rimproverano di essere sempre la stessa e persino la gente, quando la incontra al supermercato, la apostrofa con un candido “Proprio uguale che nei suoi film”. Stavolta è decisa a interpretare Teseo, entrerà nel Labirinto e ucciderà il Minotauro, di cui brillantemente e spiritosamente racconta la storia. Dopo aver consegnato a una spettatrice della prima fila il suo gigantesco gomitolo, le raccomanda di dipanare con cura il filo da cui dipende la sua vita e, finalmente, si accinge a varcare la tenda rossa del sipario. Il Labirinto non è tuttavia quello che lei si aspetta, è un muro che, attraverso un gioco di luci, le pone delle domande e le impartisce indicazioni importantissime per orientarsi, soprattutto dopo che un gruppo di sette velocissimi ballerini la attornia e la disorienta, facendole perdere filo e armatura.

Così, la spaesata Angela Finocchiaro non può più seguire il dipanarsi del gomitolo ma bensì le pieghe della sua esistenza, mettendoci a parte dei suoi ricordi e riflessioni, dal mitizzato primo bacio alle surreali conversazioni con un operatore telefonico che, per geolocalizzarla, la sottopone a imbarazzanti domande, ottenendo risposte a volte spassose e a volte ispirate ai temi sempre cari alla Finocchiaro, il capitalismo e le multinazionali ad esempio.

Teseo stesso deve scendere in campo per esprimere il proprio sdegno e invitare la protagonista a compiere la sua missione. Ai poveri Ateniesi che la incalzano per non essere sbranati, risponde che non può accollarsi tutti i problemi del mondo, ma promette una raccolta firme sui social.

Ecco che le ansie, le preoccupazioni e le ipocrisie con cui condiamo le nostre giornate si sono ormai tutte disvelate, come sempre accade quando compiamo un viaggio interiore.

Angela Finocchiaro è una di noi, in cui ci riconosciamo facilmente. Significativa e formidabile è la scena in cui il muro le offre la possibilità di formulare una domanda e di ottenere una risposta sicura. L’attrice si lancia in una serie di elucubrazioni sui grandi quesiti che da sempre tormentano l’Umanità ma, alla fine, passerà da “C’è la vita dopo la morte?” a una banalissima domanda personale che la dice lunga sulla natura umana.

Sempre più incalzata dalle Creature del Labirinto, alla fine porta a termine la sua missione ma a modo suo; lo spettacolo si conclude con lo stesso spirito di festa e di dissacrante ironia che è stato il filo conduttore del viaggio compiuto dalla protagonista e che è un invito a non lasciarsi fermare da ciò che appare impossibile, se prima non si sono tentate le varie possibilità che possono aiutarci a lottare, a crescere e a condividere.

Tutto da apprezzare, dunque, è lo spettacolo, ma in particolare è doveroso citare il rispetto che mostra Angela Finocchiaro verso il pubblico, dando prova di una grande professionalità che non indulge a sciatterie e di cui il mondo dello spettacolo ha più che mai bisogno per non perdere di credibilità.