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Il Museo Vela a Ligornetto

L’edificio è situato in un vasto parco aperto al pubblico e contiene gran parte delle opere del grande scultore Vincenzo Vela.
Il palazzetto, già abitazione e studio dello scultore, venne donato alla Confederazione svizzera nel 1892 con tutto il suo contenuto dal pittore Spartaco Vela, figlio di Vincenzo . L’edificio è stato rifatto dal 1997 al 2001 dall’architetto Mario Botta.

Vincenzo Vela nacque a Ligornetto nel Canton Ticino nel 1810, incominciò a lavorare a soli nove anni come scalpellino nelle cave di Besazio. Nel 1832 si trasferì a Milano e lavorò nella corporazione dei marmisti del Duomo, seguendo nel contempo l’Accademia di Brera, con l’insegnamento del carrarese Cacciatori e di Bartolini che lo iniziò allo studio dal vero. I suoi primi lavori datano 1844 e 1846: la tomba di Maddalena Adami Buozzi e il monumento al Vescovo Luvini con i quali ottenne il successo negli ambienti artistici milanesi.

Nel 1847 si recò Roma , tappa decisiva per lo studio delle sculture di Michelangelo e Bernini, dalle quali trasse ispirazione per “Spartaco”, che esporrà a Brera nel 1851.

tabacchi_foscoloNel ’48 Vela, artista di grande impegno civile, combatté come volontario durante le Cinque Giornate di Milano e successivamente fu costretto a lasciare la città e trasferirsi a Torino , dove visse dal ’52 al ’67 e raggiunse una notevole affermazione con numerosi monumenti funebri ed opere pubbliche, come il monumento a Gaetano Donizetti (1855, Bergamo, Santa Maria maggiore)il monumento a Daniele Manin (1858-61), e il monumento a Vittorio Alfieri (1858).

Famosissimo e suggestivo è il Napoleone morente, che il Vela presentò all’Esposizione Internazionale di Parigi nel ’67, ottenendo il Primo Premio, subito dopo il Dupré che vi aveva vinto il Gran Premio. Nello stesso periodo insegnò scultura all’Accademia Albertina di Torino, che lasciò nel 1867 per stabilirsi definitivamente a Ligornetto, dove fece costruire la sua grande casa, oggi museo .

Nel 1882, in occasione dell’apertura del Gottardo, eseguì l’altorilievo “Le vittime del lavoro” (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), opera che inaugurò con dignità la storia del nostro realismo sociale, di cui può considerarsi il manifesto.
Vela morì a Ligornetto il 3 ottobre 1891.

Informazioni su Annamaria Demartini (1046 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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