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Ipertensione: 27 congresso ESH del primo fattore di rischio per un adulto su tre in Europa

La��ipertensione arteriosa A? un problema che interessa un adulto europeo su tre. E il numero degli ipertesi A? destinato a crescere a causa della��invecchiamento generale della popolazione. Anche se, almeno nelle fasi iniziali, non puA? essere considerata una vera malattia, la��ipertensione A? il piA? frequente e principale fattore di rischio per le patologie cardiovascolari che rappresentano la prima causa di morte in tutto il Vecchio Continente.

I medici hanno a disposizione farmaci efficaci e ben tollerati, ma purtroppo circa il 50% dei pazienti sospende la cura dopo un anno dalla prescrizione, rinunciando di fatto a un controllo appropriato e continuo della pressione. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal 27A� Congresso della SocietA� Europea della��Ipertensione congressoA� che si apre oggi a Milano e che vede la partecipazione di oltre 3.000 specialisti provenienti da 34 Paesi. a�?La��ipertensione arteriosa A? la causa prima di mortalitA� in tutto il mondo – spiega il prof. Enrico Agabiti Rosei Presidente della ESH -. A? il fattore di rischio piA? importante e come causa di eventi fatali e non fatali ha superato altri fattori di rischio, come il fumo di tabacco e la��inquinamento atmosferico. Ma A? non di rado sottovalutata dai pazienti e, talvolta, anche dai medici. La��inizio del trattamento viene effettuato di solito quando ancora non sono presenti sintomi, e questo A? uno dei possibili motivi della scarsa aderenza alla terapia. Inoltre molti pazienti ritengono erroneamente che una volta normalizzata la pressione si possa sospendere la cura. In Europa si spendono ogni anno circa 200 miliardi per il trattamento delle malattie cardiovascolari che in gran parte sono correlate alla��ipertensione. Tutto questo sta avvenendo nonostante i grandi successi che sono stati ottenuti grazie alla ricerca medico-scientificaa�?.

In Italia sappiamo quando vengono presi i medicinali contro la��ipertensione perchA� il farmacista deve registrare il farmaco che fornisce al paziente dietro prescrizione medica. Dai dati amministrativi della Regione Lombardia risulta che circa il 40% dei pazienti ipertesi dopo la diagnosi non ripete la prima somministrazione del farmaco. a�?Questo significa che o la diagnosi della malattia era errata oppure la terapia non viene regolarmente assunta – aggiunge il prof. Giuseppe Mancia Presidente della��ESH Meeting di Milano -. Questo fenomeno provoca anche un grande spreco di denaro e risorse per la��intera collettivitA�. A? stato calcolato che solo in Lombardia 2 milioni e mezzo di euro la��anno potrebbero essere risparmiati. Inoltre la mancata aderenza comporta un incremento della��incidenza delle patologie cardiovascolari e quindi anche maggiori ospedalizzazioni e conseguenti costia�?. Al Congresso di Milano gli specialisti si confrontano su come incrementare la��aderenza alle cure da parte dei pazienti europei. a�?La semplificazione della terapia con la��impiego di associazioni di farmaci in una��unica pillola A? una��ottima soluzione – aggiunge Agabiti Rosei -. La��ipertensione A? un problema piA? frequente nella terza etA� e in Italia un paziente su due dopo i 65 anni A? iperteso. Si tratta di malati spesso con altre patologie e che quindi sono costretti ad assumere piA? compresse contemporaneamente. Un ulteriore aiuto puA? arrivare dalla��uso delle nuove tecnologie, dai dispositivi elettronici e dalla telemedicina, che possono aiutare a incentivare i pazienti ad assumere regolarmente la curaa�?.

La��incidenza di ipertensione arteriosa A? in aumento in tutta Europa (e anche nel nostro Paese). Interessa un cittadino su tre del Vecchio Continente e la prevalenza A? destinata ad aumentare a causa della��invecchiamento della popolazione. In Italia colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. a�?A? un disturbo cardiovascolare fortemente eterogeneo e che puA? essere causato da diversi fattori – aggiunge la prof.ssa Dame Anna Dominiczak Past President della��ESH -. Uno di questi A? la��ereditarietA� e infatti fino al 50% dei pazienti presenta almeno un parente con lo stesso problema. Sono allo studio test genetici e nuovi biomarcatori per diagnosi sempre piA? precoci per la prevenzione della malattia attiva e per trattamenti piA? personalizzati. Stiamo elaborando nuove Linee Guida che devono tenere conto sia della scarsa aderenza alla terapia da parte dei pazienti che della medicina cosiddetta di precisionea�?. a�?La��ESH A? da anni impegnata non solo nella promozione di progetti di ricerca ma anche in iniziative rivolte alla popolazione e alla��intera comunitA� medica – conclude il prof. Konstantinos Tsioufis Segretario della��ESH -. Stiamo organizzando programmi per dare una nuova forma alla gestione della��ipertensione. Interventi sullo stile di vita nei pazienti, campagne educazionali sullo stato del rischio cardiovascolare sono gli a�?strumenti di oggia�� e i medici dovrebbero essere aggiornati per poterli utilizzare e aprire la strada verso una globale riduzione della��ipertensione

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