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Jean Auguste Dominique Ingres in mostra a Palazzo Reale di Milano

Dal 14 marzo 2019 fino al 23 giugno, la mostra “Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone”, allestita nelle sale di Palazzo Reale.

L’esposizione, promossa dal Comune di Milano  – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Civita Mostre e Musei, in collaborazione con StArt e il Museo Ingres di Montauban, è curata da Florence Viguier-Dutheil, Conservatore Capo del Patrimonio e Direttrice del Musée Ingres di Montauban, e si avvale di un Comitato Scientifico composto da Adrien Goetz, membro dell’Institut de France – Académie des Beaux-Arts, Stéphane Guégan, storico dell’arte, Frédéric Lacaille, Conservatore del Musée national du Château de Versailles, Isabella Marelli, Curatrice della Pinacoteca di Brera e Gennaro Toscano, Professore universitario e consulente scientifico e culturale presso la Biblioteca nazionale di Francia, Richelieu.

La mostra comprende oltre 150 opere, di cui più di 60 dipinti e disegni del grande maestro francese, riunite grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni di tutto il mondo come il The Metropolitan Museum of Art di New York, il Columbus Museum of Art dell’Ohio, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, il Musée de l’Armée oltre al già citato museo di Montauban, dal quale proviene il nucleo più corposo di opere, e da grandi musei italiani come la Pinacoteca di Brera, la Galleria d’Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia e ancora da collezioni private.

Considerato come un inclassificabile, percepito come l’erede di Raffaello e allo stesso tempo come il precursore di Picasso, tra il maestro della bella forma e quello della non-forma, Jean Auguste Dominique Ingres è innanzitutto un “rivoluzionario”. Realista e manierista al contempo, egli affascina tanto per le sue esagerazioni espressive quanto per il suo gusto del vero.

“Una collaborazione molto significativa è quella stabilita con un’importante istituzione museale francese, che conserva a Montauban le più importanti opere di Ingrès – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Italiano in parte, avendo vissuto per più di vent’anni nel nostro Paese, Ingrès è testimone potente di quella sensibilità europea che ha contribuito a costruire il sentire comune che ancora oggi unisce nazioni, popoli e culture”.

“Da un punto di vista strettamente artistico l’importanza di Montauban è inscindibile dalla notorietà di uno dei suoi figli, il pittore e disegnatore Jean-Auguste-Dominique Ingres, che vi nacque nel 1780. Dopo avere vissuto in Italia per più di ventiquattro anni e diffuso in tutta Europa la propria estetica purissima, l’artista morì a Parigi nel 1867 ma, preoccupato del destino della propria opera, lasciò alla sua città natale quasi 4500 disegni di sua mano, oltre ai numerosi tesori facenti parte della sua collezione personale, come il celebre violino. Il Musée Ingres, regolarmente invitato ad arricchire con prestiti molto ambiti le grandi esposizioni internazionali, è di per sé un luogo di studio in cui la vastità e la varietà del patrimonio consentono di accostarsi al genio fecondo dell’artista da prospettive infinite. La città di Montauban non avrebbe potuto trovare un ambasciatore migliore per dare visibilità al proprio nome, associandovi l’immagine della creatività e quella dell’eccellenza. La nostra partecipazione straordinaria a questa esposizione è resa possibile dalla chiusura temporanea del Musée Ingres, attualmente in ristrutturazione. Il museo riaprirà i battenti alla fine del 2019, dopo un completo rinnovamento. Oggi ci viene offerta una bella opportunità: far conoscere – a Milano – Montauban e il suo artista più significativo, rispondendo così all’ambizione naturale della Città di condividere la ricchezza del proprio patrimonio con il maggior numero di persone”, afferma Brigitte Barèges, Sindaca di Montauban.

La mostra “Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone” intende presentare al pubblico italiano l’artista che più di ogni altro si è ispirato a Raffaello e nello stesso tempo vuole restituire alla vita artistica degli anni a cavallo del 1800 la sua carica di novità, con una particolare attenzione a Milano, che in quella riorganizzazione politica e artistica ebbe un ruolo fondamentale. In una stagione di grande prosperità, la città fu fortemente rimodellata nei suoi monumenti, nei suoi spazi verdi e nelle infrastrutture urbane, a partire dalla nuova Pinacoteca di Brera. Anche gli artisti italiani furono coinvolti nell’ondata di lavori e di cantieri che ne seguì. Appiani nella pittura e Canova nella scultura si avvalsero ampiamente di questa “politica delle arti”, ascrivibile all’arte del governare di Napoleone Bonaparte.

Nato nel 1780 nel sud-ovest della Francia, a Montauban, Ingres dimostra presto un talento straordinario per il disegno. Dal 1797 è a Parigi nella cerchia di David. Nel 1800 concorre per il prix de Rome e nel 1806, dopo aver completato il grande “Napoleone in costume sacro”, è finalmente a Roma, dove può approfondire gli studi e la passione per Raffaello. Inviato in Italia sotto l’Impero e poi coinvolto nei cantieri imperiali di Roma, Ingres decide di restare «italiano» fino al 1824, per tornare più avanti a dirigere Villa Medici.

Il catalogo della mostra è pubblicato da Marsilio Editori.