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Kirina: quando il teatro dà speranza

Si sono concluse ieri – al Teatro Argentina –, le repliche di Kirina, il nuovo lavoro del coreografo del Burkina Faso Serge-Aimé Coulibaly con le musiche – eseguite rigorosamente dal vivo – composte da Rokia Traoré, che ha debuttato in anteprima mondiale alla trentatreesima edizione del RomaEuropaFestival.

Kirina è il nome della località situata nell’odierna Guinea dove si è svolta l’ultima battaglia da cui è nato l’impero mandingo nell’Africa Occidentale. Ed è a partire da questo luogo che questa speciale “crew” (danzatori/musicisti/cantanti) racconta e descrive la marcia di un popolo, colto nel suo momento di massima forza e splendore.

Si può affermare con grande gioia che Kirina è riuscito a compiere un “miracolo”: ripristinare una delle più antiche funzioni del teatro, ovvero quella di orientamento della massa grazie al suo messaggio di speranza che invita al rispetto, in un periodo storico, artistico, politico (e in Italia il teatro è strettamente legato alla politica), dove il teatro – ahimè – viene quasi sempre fatto con il primario obiettivo di fare botteghino e non perché si ha un’urgenza artistica, ma banalmente e in mala fede per conseguire i numeri utili a “soddisfare” le formule ministeriali che spalancano le porte del FUS.

“(…) nello spettacolo vi è una marcia continua, dall’inizio alla fine; un camminare che diviene sfondo dell’intero spettacolo. Queste figure che continuamente attraversano la scena sono importanti, perché il mondo ha la memoria corta. Oggi sono gli africani e i siriani ad arrivare in Europa ma circa cinquant’anni fa erano i popoli europei, ad esempio gli italiani, a muoversi in massa verso altre mete. Ci sono Little Italy dappertutto a testimoniarlo (…)” – questo è quanto ha raccontato Serge-Aimé Coulibaly in una sua recente intervista a cura di Chiara Pirri. Altra affermazione fatta da Coulibaly durante la conferenza stampa di lunedì scorso – degna di nota è: “L’Africa non è la periferia dell’Europa”.

L’eccezionale e multidisciplinare cast guidato da Coulibaly riesce a restituire allo spettatore la poetica sulla quale Kirina è stato concepito, in maniera efficace ed empatica.

Emozionante è stato vedere e percepire un teatro gremito che rema contro l’attuale situazione del nostro Paese: promotrice e divulgatrice di violenza e odio verso ogni tipo di minoranza, ma – cosa ancora più grave – verso il proprio simile. Kirina, il teatro che dà speranza.

Informazioni su Giorgio Volpe (117 Articoli)
Giorgio Volpe Redattore Spettacolo Nato nel 1990, amante dell’arte, soprattutto di quella scenica, si laurea nel 2013 in Scienze Umanistiche (Arti e Scienze dello Spettacolo - La Sapienza/Roma) con una tesi su “The Lion King – il musical” e nel 2018 consegue la specialistica in Lettere e Filosofia (Spettacolo, Moda e Arti Digitali - La Sapienza) con una tesi dal titolo "Teatro Ragazzi. Esperienze tra Italia e Francia". Quello della scrittura giornalistica è un hobby che gli permette di abbinare l’utile al dilettevole.