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La Magia degli Oceani di Ezio Bosso al Teatro Regio di Torino

Grazie all’insperata opportunità, fortemente voluta dal Maestro, un numerosissimo pubblico torinese formato da persone di ogni età, compresi molti bambini, ha potuto assistere sabato 17 novembre alla prova generale del concerto di Ezio Bosso previsto per la serata. Ed è stata magia subito!! Onde di musica hanno avvolto lo spettatore, portandolo in balia del mare, della vastità delle distese marine, del vuoto antartico e infine ad assaporare la gioia dell’approdo. Emozione pura.

Per il ritorno al Regio, Bosso ha diretto Oceani. Concerto per violoncello e orchestra tratto dalla Sinfonia n. 1 Oceans, affiancato da Relja Lukic, primo violoncello dell’Orchestra del Regio. Il Concerto è suddiviso in tre movimenti: AllegroCavalcare le onde (Atlantico); Adagio. Oceano bianco, oceano vuoto (Antartico); Quasi presto. Approdo, noi senza veli (Indiano). Ha  chiuso il programma la Sinfonia n. 9 op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák, l’ultima e più celebre sinfonia del compositore boemo, completata ed eseguita per la prima volta nel 1893 a New York

Perché dirigere Oceani per il ritorno nella sua città natale?  Lo racconta lo stesso Bosso al numerosissimo pubblico accorso ad ascoltare la sua musica.  “L’idea nasce dall’ immagine di un uomo solo davanti all’ oceano, un oceano che cresce, si infrange. Diventa così una storia con un punto di partenza e un arrivo, l’oceano è il mare ma è anche il viaggio, che può essere viaggio interiore, la migrazione da una condizione umana a un’altra, come la migrazione da un posto all’ altro. L’uomo che osserva l’oceano decide di buttarsi, come io mi butto nelle note, nelle partiture. Siamo tutti alla ricerca di un approdo migliore, di una vita migliore, di un suono che ci appartenga. Infine ti rendi conto che l’oceano siamo noi. E il violoncello rappresenta l’uomo, il violoncello si confronta con la massa orchestrale: è un’impresa titanica perché è un grande organico e perché il violoncello, tranne nello scherzo, non ha mai tregua. E Relja Lukic è straordinario!».  Inoltre,Credo che suonare in un teatro stracolmo come questo sia il più bel regalo per il mio ritorno”.

Ha chiuso il programma la Sinfonia n. 9 op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák, l’ultima e più celebre sinfonia del compositore boemo, completata ed eseguita per la prima volta nel 1893 a New York. La direzione di Bosso ha dato risalto alla forma ciclica della composizione. I temi dell’opera richiamano alla mente la vastità delle pianure americane, la musica dei pellerossa e il ritmo incalzante delle nascenti metropoli che non permette ripensamenti e ritorni. La sinfonia utilizza materiale musicale folklorico americano fortemente mediato e filtrato attraverso la sensibilità europea di Dvořák.

Standing ovation con Bosso a puntare la bacchetta diritto al cielo!

Una prova generale emozionante, incredibile. Bosso è un genio, un genio della musica, dell’ironia, della simpatia, dell’arguzia, della forza di un Uomo che supera tutte le barriere. Semplicemente, GRAZIE.