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La magnifica Fabbrica: i 240 anni della Scala in mostra nel Museo Teatrale della Scala

Annamaria Demartini e Sebastiano Di Mauro – 3 dicembre 2018

La Scala ripercorre in una mostra che illustra  i 240 anni della sua storia architettonica le trasformazioni di Milano e dell’Italia.

Dopo essere stata presentata alla Stampa lo scorso 3 dicembre con una affollatissima Conferenza Stampa, tenutasi nel Ridotto dei Palchi  e condotta brillantemente da Paolo Besana, capo Ufficio Stampa della Scala di Milano, dal  4 dicembre 2018, il Museo Teatrale della Scala ospita, nelle sale della Biblioteca Livia Simoni, al piano superiore del Museo, la mostra dal titolo:La magnifica fabbrica: 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta.

La mostra può considerarsi un vero e proprio viaggio nel tempo che parte dal glorioso edificio di Giuseppe Piermarini, passando attraverso le  scenografie ottocentesche di Alessandro Sanquirico, i progetti di Luigi Lorenzo Secchi per arrivare ai recenti interventi di Mario Botta.

Nel Ridotto dei Palchi, dove appunto si è tenuta la conferenza, ha trovato posto la maquette realizzata da Ivan Kunz in scala 1:75 che diverse volte è stata indicata nel corso della discusione e sottoposta all’attenzione dei giornalisti incuriositi per gli interessanti aneddoti raccontati.

Ad esempio il tempio della musica milanese è stato definito “fenice” e “camaleonte”:

Fenice perché riprese vita nella sede attuale sulle proprie ceneri dopo che dopo il Regio Ducal Teatro era bruciato per la terza volta. Anche dopo la seconda guerra mondiale riprese vita, resistendo alla devastazione dei bombardamenti aerei del 1943;

Camaleonte perché nel corso del tempo ha cambiato aspetto e, ancora oggi si definisce la Scala del Piermarini, perchè della struttura originaria dell’architetto folignate, scelto dopo il rifiuto di Luigi Vanvitelli, rimane ben poco. Pertanto sarebbe più corretto chiamarla la Scala di Piermarini, Sanquirico, Secchi e Botta.

Tante le domande rivolte ai relatori dai giornalisti, in  particolar modo all’architetto Mario Botta che con estrema modestia ha risposto a tutte le domande in modo esaustivo.

La mostra è curata da Fulvio Irace e Pierluigi Panza e allestita su disegno di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, è ospitata nelle sale della Biblioteca Livia Simoni, al piano superiore del Museo. Nel Ridotto dei Palchi trova invece posto la maquette realizzata da Ivan Kunz in scala 1:75.

Ed infine  uno sguardo sulla nuova struttura di via Verdi, progettata  dall’architetto svizzero Mario Botta, che dal 2020 permetterà al palcoscenico di raggiungere una profondità di 70 metri,  ospiterà una sala prove e di incisione per l’orchestra alta 14 metri e offrirà spazi supplementari per le attività artistiche, tecniche e amministrative.

LA STORIA:
La storia del 
Teatro alla Scala di Milano, che nei suoi 240 anni ha accolto i più grandi nomi dell’opera, del bel canto, della danza e del teatro, è considerata come lo specchio delle trasformazioni e dell’evoluzione della città, si intreccia anche con quelle del Paese. 

L’architetto Giuseppe Piermarini progettò e costruì il Teatro nel luogo dove  esisteva il Regio Ducal Teatro, andato distrutto da in incendio,  e per aumentarne il volume abbattè la chiesa di Santa Maria alla Scala, da cui prese il nome il Teatro.

Il teatro, inaugurato il 3 agosto 1778, fu realizzato da Piermarini in stile neoclassico in meno di due anni, ma 50 anni dopo, tra  il 1821 e il 1830,  Alessandro Sanquirico, ar­chitetto e scenografo apportò diversi rinnovamenti atti a migliorare la macchina scenica.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale recarono gravi ferite al teatro, quello terribile della notte tra il  15 e il 16 agosto 1943 rese la Scala inagibile , ma  l’11 maggio del 1946, dopo la la ricostruzione sempre ad opera di Secchi, la Scala  riaprì con un concerto diretto da Arturo Toscanini, rientrato  apposta dagli Stati Uniti .

L’ultimo restauro è stato invece effettuato tra la fine del 2001 e il dicembre 2004, ma tra queste due date sono stati tanti gli interventi subiti dal teatro, tra cui la nuova illuminazione realizzata da Edison nel 1883 e la trasformazione ideata da Luigi Lorenzo Secchi, tra il 1932 e il 1935.

La mostra ricostruisce e documenta passo passo tutta l’evoluzione del teatro nei suoi 240 anni di vita, il percorso espositivo, arricchito da proiezioni, pannelli esplicativi, fotografie, maquette del progetto di Botta, permette così di estendere

Nel post conferenza è stato offerto un delizioso e ricco buffet, occasione per dialogare e disquisire con gli intervenuti su quanto ascoltato e visto, dopo la  visita della mostra, alla quale si consiglia fortemente di non lasciarsela scappare.

Non vi sono scuse, dal momento che è visitabile fino al 30 Aprile 2019.

Informazioni sulla mostra:
Dal 04 Dicembre 2018 al 30 Aprile 2019
Milano, Museo Teatrale alla Scala
Biglietti: L’accesso alla mostra è compreso nel biglietto d’ingresso al Museo
Info: +39 02 88797473
museoscala@fondazionelascala.it; www.museoscala.org