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La scortecata: Emma Dante rilegge Giambattista Basile – al Teatro India fino a domenica 11 novembre

La scortecata liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile e diretto da Emma Dante (la quale ne ha curato anche la drammaturgia), resterà in scena al Teatro India fino a domenica 11 novembre.

Ad interpretare le due vecchie protagoniste di questa storia tormentate dal desiderio, ossessionate a tal punto dall’amore per il Re da compiere il più estremo dei gesti: scorticarsi per far uscire dalla pelle vecchia la pelle nuova; sono due uomini: Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola.

Quello creato dalla penna di Giambattista Basile è un mondo affascinante, sofisticato e dalle regole terribili: prendendo spunto dalle fiabe popolari, l’autore inventa personaggi, luoghi e racconti che sembrano sospesi a metà fra i lazzi della commedia dell’arte e i più astratti dialoghi shakespeariani. La lingua pare quasi una partitura metrica: un napoletano nutrito di espressioni gergali, proverbi e invettive che ne rafforzano e ne esaltano la musicalità. Una lingua che cerca la verità senza rinunciare ai ghirigori barocchi della scrittura.

Emma Dante riprende una tradizione del teatro settecentesco per una riscrittura originale, tagliente, spietata. 

D’Onofrio e Maringola si muovono su una scena quasi vuota: due «seggiulelle», una porta a delineare i confini della catapecchia che fa da casa alle due vecchie, un castello in miniatura a suggestione di un sogno soltanto evocato. Le due vecchie, sorelle, si sopportano a fatica ma non possono vivere l’una senza l’altra. Trascorrono il loro tempo sprofondate nella miseria e nella volgarità, finché non giunge l’inaspettata richiesta del Re, che si è innamorato della voce di una delle due: vuol conoscere la graziosa a cui appartiene quella voce. Allora le due, vittime di un desiderio non ancora sopito, scivolano nella favola volgare che loro stesse mettono in scena: al prezzo di sacrifici, dolori, inganni, ottengono che quella passi una notte d’amore col Re…

La Dante, con La scortecata, ha dato vita ad un puro gioiello visivo. Impeccabile la partitura fisica dei due attori in scena e la loro capacità di ascolto. D’Onofrio e Maringola riescono – grazie a quello che sembra essere stato un meticoloso lavoro svolto con la regista – a creare un universo che cattura, diverte e invita a riflettere.

Afferma la Dante«Ho scelto questa novella perché mi toccava. Io sono attratta dai bambini e dai vecchi perché li sento capaci di grandi imprese, soltanto un vecchio o un bambino possono giocare con la fantasia fino a farsi del male. E poi chi l’ha detto che una vecchia non possa sognare l’amore del suo principe? La stagione dell’amore viene e va, come scrive Battiato, a qualsiasi età e condizione: vecchiezza, solitudine, bruttezza e inettitudine». 

Informazioni su Giorgio Volpe (117 Articoli)
Giorgio Volpe Redattore Spettacolo Nato nel 1990, amante dell’arte, soprattutto di quella scenica, si laurea nel 2013 in Scienze Umanistiche (Arti e Scienze dello Spettacolo - La Sapienza/Roma) con una tesi su “The Lion King – il musical” e nel 2018 consegue la specialistica in Lettere e Filosofia (Spettacolo, Moda e Arti Digitali - La Sapienza) con una tesi dal titolo "Teatro Ragazzi. Esperienze tra Italia e Francia". Quello della scrittura giornalistica è un hobby che gli permette di abbinare l’utile al dilettevole.