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La sottigliezza delle cose elevate: estesa fino al 1 novembre apertura mostra di Andrea Galvani

Per la conclusione del progetto espositivo che ha trasformato il Padiglione 9b del Mattatoio in un laboratorio interdisciplinare sui grandi interrogativi della scienza, il 30 ottobre edizione speciale della performance Instruments for Inquiring into the Wind and the Shaking Earth

Prosegue, con un’estensione della sua apertura fino a domenica 1° novembre 2020, La sottigliezza delle cose elevate, progetto espositivo di Andrea Galvani che ha inaugurato il programma triennale Dispositivi sensibili, ideato dal responsabile della programmazione Angel Moya Garcia per il Padiglione 9b del Mattatoio di Roma, spazio di ricerca e produzione, incentrato sulle convergenze fra metodi, estetiche e pratiche delle arti visive e delle arti performative e gestito dall’Azienda Speciale Palaexpo.

Questo progetto interdisciplinare si è sviluppato in questi mesi come un laboratorio aperto al pubblico, un ambiente in evoluzione. Attraverso una serie di installazioni architettoniche, azioni e performance specificatamente sviluppate per lo spazio, Galvani focalizza la nostra attenzione sulla necessità del tutto umana di misurare, decifrare, comprendere l’ignoto e dare forma e direzione all’astratto. La ricerca dell’artista prende infatti forma dai più grandi interrogativi della storia e si nutre di quelle trasformazioni sociali, educative, politiche, ideologiche, tecnologiche e scientifiche che continuano a modificare inesorabilmente, e a volte invisibilmente, le condizioni della nostra vita quotidiana.

Con The Subtleties of Elevated Things, la performance ongoing per tutta la durata del progetto prodotta in collaborazione con vari dipartimenti dell’Università La Sapienza di Roma, Andrea Galvani ha invitato un gruppo di studenti, laureati e dottorandi in varie discipline scientifiche a sviluppare calcoli e complesse analisi numeriche all’interno dello spazio, da loro utilizzato quotidianamente come un Ateneo. L’architettura dell’intero padiglione si è così trasformata progressivamente in un tessuto numerico stratificatoIl processo di analisi grezza, l’incertezza, gli errori, lo sforzo fisico e intellettuale di una elaborazione numerica continua, sviluppata dai ricercatori dal vivo direttamente sui muri dello spazio espositivo, diventano il centro stesso dell’azione ed espongono ciò che normalmente è celato: la presenza umana, la sua fragilità e i suoi trionfi, il desiderio di capire e decodificare il mistero, l’architettura emotiva, psicologica e comportamentale che costituisce il motore del nostro sapere.

In occasione dell’estensione della mostra, venerdì 30 ottobre 2020 (ore 18, 19, 20, 21) torna anche un’edizione speciale della performance Instruments for Inquiring into the Wind and the Shaking Earth che si inserisce nel percorso espositivo attorno all’omonima monumentale installazione composta da un serie di sculture, realizzate con luci al neon, dedicate alle equazioni matematiche che hanno rivoluzionato la nostra comprensione della realtà. Con la partecipazione di un gruppo di vocalist e performer, l’installazione diventa un paesaggio sonoro che interagisce con l’architettura, il lavoro e il pubblico, passando dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein alla celebre equazione Calculus di Newton; dall’effetto Doppler alle equazioni di Friedmann che descrivono l’evoluzione del tempo e la geometria dell’universo; dalle radiazioni elettromagnetiche definite da Planck alla gravità quantica di Wheeler-deWitt, sino allo straordinario Teorema di Noether. Equazioni matematiche che descrivono in modo preciso la simmetria delle leggi fisiche: dal movimento ondulatorio della luce alla natura del tempo; dalla generazione di una tempesta di fulmini alla regolazione delle maree oceaniche; dalla velocità con cui si espande il cosmo alla possibilità di vita su altri pianeti.

La performance The Subtleties of Elevated Things si svolge da giovedì a domenica per tutta la durata della mostra, fino al 1° novembre 2020.
Ricercatori partecipanti: Ares Bortolussi (Laureando Triennale in Fisica); Gabriele Galbato Muscio (Laureando Triennale in Ingegneria Elettrotecnica); Noemi Massetti (Dottoranda in Neuroscience); Daniele Pannozzo (Studente di Fisica delle Particelle); Ornella Juliana Piccinni (Assegnista di ricerca presso il dipartimento di Fisica e membro del gruppo di analisi dati di Virgo, esperimento internazionale per la rivelazione delle Onde Gravitazionali); Francesca Pucci (Studentessa dell’ultimo anno di Magistrale in Fisica); Raffaella Tramontano (Dottoranda in Fisica); Alessandro Vannini (Dottorando in Matematica); Benedetta Zarcone (Laureanda in Ingegneria Elettrica) e Chiara Zennaro (Studentessa della Laurea Triennale in Fisica).

La performance Instruments for Inquiring into the Wind and the Shaking Earth si svolgerà venerdì 30 ottobre 2020 nei seguenti orari: 18.00 – 19.00 – 20.00 – 21.00. Vocalist e performer partecipanti: Giuseppe Creazzo, Francesca Palamidessi, Alice Ricciardi e gli allievi di Civica Scuola delle Arti, Maison Musée Dorée e Saint Louis College of Music.

Ingresso gratuito. Le date e le modalità di prenotazione sono disponibili sul sito: www.mattatoioroma.it

 

La mostra fa parte di Romarama, il programma di eventi culturali di Roma Capitale