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La tragedia moderna di Mattia Pascal al Teatro Quirino fino al 18 novembre

Ha debuttato ieri sera al Teatro Quirino (Roma) l’adattamento teatrale de Il Fu Mattia Pascal, romanzo di Luigi Pirandello, in scena con la regia di Guglielmo Ferro con Daniele Pecci, Rosario Coppolino, Maria Rosaria Carli, Giovanni Maria Briganti, Adriano Giraldi, Diana Höbel, Marzia Postogna e Vincenzo Volo. 

Quella di Mattia è una storia che conoscono in moltissimi: un ragazzo non del tutto cresciuto, ancora troppo figlio di sua madre, schiacciato dalle abitudini ma mosso dal desiderio di evadere dalla quotidianità. Sono gli eventi esterni a illuderlo di poter fuggire da una vita che non lo soddisfa: la vittoria al casinò e la morte di uno sconosciuto gli permettono di inscenare una finta morte, e di abbandonare il paesino di Miragno.

Mattia non torna a casa, «cambia treno» e costruisce un alter-ego che aspira alla libertà. Rinasce, inventa un altro io: Adriano Meis, bello e misterioso, con il nome di un imperatore e il cognome di un patriota. Va a vivere a Roma, dove conosce tanti doppi delle persone che ha lasciato a Miragno e scopre a caro prezzo che la sua è una lotta persa in partenza. La sua nuova identità è inventata, e gli impedisce di avere documenti: non può lavorare, denunciare un furto, sposare una donna e persino avere un cagnolino. Mattia non esiste più, è senza documenti e senza identità, non può più vivere. Sarà così costretto a morire una seconda volta, per tornare al paesino, dove scopre che senza di lui le vite degli altri sono andate avanti.

Non gli resterà che rifugiarsi nella impolverata biblioteca del Boccamazza, con la sola compagnia di Don Eligio, dove scriverà le sue memorie.

La messinscena diretta da Ferro e adattata fedelmente da Daniele Pecci diventa un gioco del passato con il presente, tra illusioni e (tante) verità; lo stesso Pecci, protagonista ma umile mattatore, interpreta un Mattia Pascal «ragazzone», che nel presente è perseguitato dai ricordi. I ricordi di ciò che è fatto prendono la forma di fantasmi, apparenze che lo accompagneranno nel bene e nel male nella scrittura della sua autobiografia.

Mattia e gli altri riescono a convincere lo spettatore di somigliare ai molti personaggi teatrali della fantasia di Pirandello — dal Filosofo di All’Uscita al Cotrone dei Giganti della Montagna — scritti dopo Mattia Pascal ma somiglianti tutti a lui. È parecchio esplicita una citazione a inizio spettacolo, in cui le prime due apparenze (interpretate da Maria Rosaria Carlo e Giovanni Maria Briganti) si fanno doppio di Madama Pace e del giovinetto dei Sei personaggi.

Nel suo insieme lo spettacolo è un tributo che non tradisce mai la forza senza tempo della scrittura, dal taglio e dal respiro spesso “drammaturgici” di Pirandello. È una operazione riuscita, una profonda e umoristica riflessione sulla «tragedia moderna» dell’uomo. Oreste, una volta strappato il cielo di carta ha visto il cielo, ed è diventato Amleto, il più amato da Pecci.

ORARI SPETTACOLI
da martedì a sabato ore 21
domenica ore 17
giovedì 8 novembre e giovedì 15 novembre ore 17
mercoledì 14 novembre ore 19
sabato 17 novembre ore 17 e ore 21

Prezzi: da € 30,00 a € 12,00

INFO
botteghino 06.6794585
mail biglietteria@teatroquirino.it