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Le castagne del prete secondo la tradizione dell’Irpinia

Quando ero bambina il giorno di Sant’Ambrogio, dopo la messa  celebrata nell’omonima Basilica,  mio padre mi portava a spasso per il mercato degli Oh bej, oh bej che allora si teneva nella piazza sant’Ambrogio e nelle strette e tortuose viette intorno alla basilica. Tra le tante cianfrusaglie in vendita , pezzi di antiquariato , le bancarelle che attiravano il mio interesse erano quelle dei dolciumi, dove tra torroni e caramelle, si snodavano delle lunghe collane di castagne dal guscio marrone e dalla polpa bianca. Allora mio pdre ne comprava a volte una intera collana , altre volte un pezzo lungo un metro.

Ricordo ancora il sapore di queste castagne dolci, che si scioglievano in bocca e ne avrei volute mangiare molte di più, ma mio padre era inflessibile per paura dei rimbrotti di mia madre.

Quelle castagne erano chiamate le castagne del prete,ma non sapevo il perchè: oggi posso raccontare la loro storia.

Le castagne del prete sono un prodotto tipico delle feste natalizie;anticamente venivano preparate solamente in Irpinia, nell’Avellinese, zona nota per la coltivazione castanicola, utilizzando i forni presenti nelle abitazioni rurali. Oggi sono conosciute anche nel resto della Campania, ma la loro tecnica di produzione è rimasta invariata: in locali detti “gratali”, le castagne fresche ancora con il guscio, vengono disposte su graticci di legno, al di sotto dei quali si accendono i fuochi alimentati da legna di castagno. Il fuoco deve essere lasciato acceso per 15 giorni, in modo tale da fare seccare completamente le castagne, che dopo vanno tostate in forno per 30 minuti circa. A questo punto, per farle insaporire e reidratare, vengono immerse in cassoni di plastica pieni di acqua o di acqua e vino. Si dicono castagne “infornate” o “nvornate”, quando vengono sgusciate prima di essere poste sul fuoco. Quando, invece, le castagne sono caratterizzate da un’alta percentuale di umidità, nonostante la permanenza sui graticci, rimangono “mosce” e, una volta tolte dal fuoco, vengono infilate ad uno spago, a mo di rosario ed appese in attesa di essere consumate. Le castagne mosce o “tenerelle”, nate come castagne del prete mal riuscite oggi si preparano di proposito, poiché sono assai richieste dal mercato, essendo molto saporite e zuccherine, oltre che conservabili per diversi mesi.

Il nome del prodotto è legato ad alcune leggende popolari, ma la più accreditata, anche se fantasiosa, vuole che un prete irpino un giorno ricevette in regalo molte castagne e le caricò sul suo mulo per portarle a casa. L’animale, gravato dal peso eccessivo, inciampò facendo cadere i preziosi frutti nell’acqua di un fiume. Il prete, nonostante fosse deriso dagli abitanti del villaggio, non aveva alcuna intenzione di sprecare tutte quel ben di Dio. Raccolse le castagne e una volta rientrato a casa le mise in forno ad asciugare, inventando, senza rendersene conto, una gustosa ricetta!

La Ricetta delle castagne del prete

Come si fanno le castagne del prete? La ricetta nasce a Montella, in provincia di Avellino, non a caso famosa per la produzione della castagna di Montella IGP. La ricetta originale vuole che le castagne vengano disposte su graticci di legno, al di sotto dei quali si accendono i fuochi alimentati da legna di castagno. Il fuoco viene lasciato acceso per 15 giorni, in modo tale da fare seccare completamente le castagne, che dopo vanno tostate in forno per 30 minuti circa. A questo punto, per farle insaporire e reidratare, vengono immerse in cassoni pieni di acqua o di acqua e vino.

Oggi il processo è diventato industriale, ma la tecnica è pressoché la stessa. le castagne, infatti, vengono essiccate appena raccolte (all’incirca 150 quintali per volta) su un pavimento in legno con il fuoco acceso alla base. Successivamente vengono tostate e infine vengono immerse in acqua per 7 giorni.

Anche a  casa si possono preparare ,  lasciando essiccare le castagne su una grata con sotto del fuoco (si può utilizzare per  questo procedimento anche il barbecue). Poi è necessario tostare le castane in forno ventilato per almeno 50 minuti e infine si reidratano in acqua o vino, in modo che siano morbide e gustose. Devono restare immerse nel liquido qualche giorno prima di poterle consumare.

Le castagne del prete si possono acquistare ad Avellino e in tutta l’Irpinia, se non vi recate là  anche negli shop online, dove sono vendute in diverse pezzature.con un  costo è variabile tra i 4 e i 6 euro.

Informazioni su Annamaria Demartini (1107 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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