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Le fanove di Castellana Grotte sono dedicate alla Madonna della Vetrana

La notte dell’11 gennaio è dedicata alla Madonna della Vetrana in ricordo del miracolo compiuto durante una terribile pestilenza che cessò proprio nella notte dell’11 gennaio 1691 per l’intercessione della Vergine.

Questo miracolo è stato raccontato durante la sacra rappresentazione che si è svolta nella Chiesa Madre di Castellana Grotte dedicata a San Leone Magno alla quale ha partecipato un folto gruppo di abitanti della cittadina in qualità di attori e cantanti ,sotto l’abile regia di Nico Manghisi, mentre il Presidente del comitato della festa patronale è Michele Gugliemi.

Le cronache del Notaro Giacobbe Fanelli narrano “Ricorreva l’anno 1690 quando, molto probabilmente per via di un carico di merci infetto attraccato nel porto di Monopoli, una terribile epidemia di peste si diffuse nel territorio a sud-est di Bari.

A causa delle carenti condizioni igieniche la malattia si diffuse rapidamente, mietendo numerose vittime che decimarono la popolazione. A Castellana la peste arrivò il 23 dicembre 1690 e il notaio registra 22 decessi in solo 20 giorni , finchè la situazione cambiò durante la notte fra l’11 ed il 12 gennaio 1691, quando due sacerdoti, don Giuseppe Gaetano Lanera e don Giosafat Pinto, mentre pregavano incessantemente per liberare la popolazione dalla peste, ebbero una visione .

La Madonna della Vetrana apparve loro come nel quadro risalente al XIV secolo (1300 circa) collocato in una chiesetta rupestre non lontano dal centro abitato di Castellana, e disse di ungere i bubboni dei malati con l’olio del lume che ardeva perennemente accanto a quel quadro, per guarire la pestilenza. Inoltre suggerì di bruciare tutto ciò che era stato in contatto con il morbo, mobili,vestiti, cibo . I sacerdoti eseguirono quanto suggerito e da quel 12 gennaio a Castellana più nessuno morì di peste. Tutti attribuirono subito la miracolosa intercessione della Vergine della Vetrana, e la sua venerazione crebbe, le autorità sacre e laiche castellanesi, come segno di gratitudine, decisero di ricordare ogni anno l’evento con una festa di due giorni.
Nella notte del primo giorno la popolazione va in processione nei frantoi della zona per raccogliere l’olio che poi sarà portato nel convento dove si trova la statua della Madonna con accanto la lampada che deve restare sempre accesa , mentre la sera successiva si accendono le Fanove, i falò, per ricordare il fuoco purificatore del 1691.

Le immagini del dono dell’olio per la sacra lampada su

Informazioni su Annamaria Demartini (991 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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