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L’insonne, MTM Teatro Litta di Milano, fino al 28 ottobre

Visto e recensito da Carlo Tomeo il 18 ottobre.

liberamente tratto dal romanzo breve “Hier” di Agota Kristof
in scena dal 18 ottobre
drammaturgia di Raffaele Rezzonico e Claudio Autelli
regia Claudio Autelli
con Alice Conti e Francesco Villano
scene e costumi Maria Paola Di Francesco
luci Simone De Angelis
tecnico luci Giuliano Bottacin
suono Fabio Cinicola
voce registrata Paola Tintinelli
assistenti alla regia Piera Mungiguerra e Andrea Sangalli
foto di Andrea Macchia
vincitore del Premio In-Box 2015 – Selezione Kilowatt Festival 2015

L’insonne” è tratto da Claudio Autelli dal romanzo breve “Hier” di Agota Kristof , scrittrice di nascita ungherese e fuggita in Svizzera quando l’Armata Rossa intervenne nel suo Paese per soffocare la rivolta popolare contro l’invasione sovietica. In Svizzera divenne scrittrice, usando la lingua francese, e i suoi primi tre romanzi, scritti in due anni, furono riuniti in un unico volume, “Trilogia della città di K.” che rese famosa l’autrice in tutta Europa e non solo.

La sua scrittura è cruda e diretta, le vicende da lei raccontate sono frammenti di storia di gioventù, vissuta male e ricordata in maniera quasi sognante.

Claudio Autelli e Raffaele Rezzonico hanno tratto da “Ieri” una drammaturgia in parte in linea con la scrittura della Kristof, ma rendendo la vicenda a tratti oscura, ipnotica, che travolge a momenti alterni gli spettatori, specialmente quelli che non conoscono il romanzo a cui si ispira la pièce.

L’azione si svolge nei primi anni 60, stante per lo meno alla proposta di “Tous les garçons et les filles“, di Françoise Hardy, che viene fatta ascoltare più di una volta durante la rappresentazione e che la cantante incise nel 1962.

Come nella Trilogia della città di K i due personaggi principali sono due fratelli gemelli, in fuga dalla guerra, così in “Ieri” i due unici protagonisti sono due fratellastri non appartenenti allo stesso sesso: Tobias (l’attore Francesco Villano) e Line (l’attrice Alice Conti). Il primo non fugge dalla guerra ma dall’aver ucciso il padre che è padre anche di Line, la sorellastra di cui è innamorato, un omicidio che non sa di non aver compiuto realmente. Assume un altro nome (Sandor), vive in un’altra città, svolge un lavoro umile, vorrebbe diventare scrittore ma, capisce anche di non averne le capacità.


La commedia si svolge in un cubo dalle pareti di velo e che occupa tutto il palcoscenico. I due attori agiscono all’interno di tale cubo che è illuminato da una luce a volte fioca, altre volte più forte e violenta e le loro parole non raccontano ma rivelano fatti non lineari e non consequenziali l’uno all’altro in un gioco di costruzione e decostruzione di ricordi del passato e di parte del presente. Teatro d’ombre e teatro di parole non sempre lineari che descrivono situazioni oniriche. Diverse sono le battute di Tobias/Sandor che vengono recitate da Line, quasi a dimostrare che l’uno non si distanzia dall’altra e vivono entrambi il medesimo stato di inadeguatezza, che sottende dolore misto a rimpianto legato alla prima giovinezza la quale si può ritenere abbellita solo da una mente turbata dagli eventi accaduti successivamente.

La gabbia è la loro madre che poco dopo l’inizio della Pièce è interpretata fisicamente da Line, mentre la voce fuori campo di Paola Tintinelli racconta della pioggia insistente e fredda che picchia contro una pietra tombale dove è sepolto il corpo della donna. Solo raramente in certi momenti dell’anno, racconta ancora la voce fuori campo, la tomba è riscaldata da un pallido sole che sembra dare un poco di sollievo. La voce della donna non rilascia emotività, si limita a descrivere il disagio provato, in una forma asciutta che è proprio quella usata nei romanzi della Kristof: essenziale, però sferzante, perché riapre ferite mai rimarginate.

Il gioco di luci (dovuto a Simone De Angelis) è fondamentale nella messa in scena che in alcuni momenti fa apparire i personaggi sotto forme di ombre sia gigantesche, sia più piccole: di grande effetto, per esempio, è la scena delle gambe aperte della donna in piedi e, sotto le stesse, l’ombra in piccolo dell’uomo la cui figura è intera: metafora di una donna che ha appena partorito, ma anche di una donna che apre le sue gambe con facilità a diversi uomini quasi a rappresentare la madre dei due personaggi e che era considerata una puttana.

Suoni diversi, a volte martellanti, altre più discreti, scansionano i vari momenti dei dialoghi che, specie in Tobias/Sandor, sono incentrati sul suo desiderio di amare fisicamente la sorellastra, la quale, a sua volta, sembra non negarsi del tutto.

Tutta l’azione non può non provocare disagio nello spettatore, specie a quello abituato a rappresentazioni più lineari e più semplici da seguire. Qui è richiesta una maggiore attenzione a quella che possiamo chiamare “non vicenda” dal punto rappresentativo, ma una forma d’arte più alta che fa del monologo un dialogo tra due persone recitato da un solo personaggio e, in altri momenti, di un dialogo che, in realtà è uno stesso pensiero, inespresso e monologante, da due persone.

Nonostante la presenza del velo del cubo che sembra separare gli attori dal pubblico, in realtà nel corso della rappresentazione, lo spettatore si sente talmente coinvolto da essere inglobato, almeno metaforicamente, nel cubo stesso. Grazie alla sapiente regia di Claudio Autelli e alla bravura dei due attori Alice Conti e Francesco Villano, la storia dei due fratellastri, invece di distanziarsi, si avvicina per paradosso a vicende del nostro sentire quotidiano che non sappiamo definire e che si possono, talvolta, apprendere solo dai sogni, ammesso che la nostra mente riesca a ricordarle al risveglio dal sonno.

Al termine della commedia il pubblico ha applaudito lungamente.

INFO e BIGLIETTERIA
MTM Teatro Litta
Corso Magenta, 24
20123 Milano
Da martedì a sabato: ore 20:30 – domenica ore 16:30
Prezzo Biglietti:
intero: 25 € – Under 26 e Over 65: 12 € – Under 12: 10 €
Biglietteria MTM:
02 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it
Prenotazioni e prevendita da lunedì a sabato dalle ore 15:00 alle ore 20:00
Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it
e punti vendita viva ticket.it.

I biglietti vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

Informazioni su Carlo Tomeo (25 articoli)
Carlo Tomeo, ex responsabile amministrativo in scuole pubbliche statali e andato in pensione anticipata. I suoi interessi spaziano tra la letteratura e il teatro, l’arte, il cinema e la musica leggera. Da circa cinque anni ha scritto, per diverse testate, recensioni teatrali, di letteratura e musicali, oltre a notizie di eventi di carattere culturale. È bene introdotto nella maggior parte dei teatri milanesi, da cui riceve regolarmente comunicati stampa che pubblica sulla sua pagina personale di Facebook ape
rta a tutti; in particolare si interessa al teatro off.