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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Teatro Elfo-Puccini – Sala Shakespeare, fino al 13 gennaio

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
di Simon Stephens
dal romanzo di Mark Haddon
traduzione di Emanuele Aldrovandi.
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con: Daniele Fedeli, Davide Lorino, Elena Russo Arman,
Alice Redini, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, MarcoBonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin
scene Andrea Taddei
costumi Ferdinando Bruni
musiche originali Teho Teardo
video Francesco Frongia
disegni Ferdinando Bruni
movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini
luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
maschere Saverio Assuma
assistente alla regia Alessanfro Frigerio
assistente scene costumi Roberta Monopoli
assistenti tirocinanti Accademia di Brera scene-costumi:
Luna Auhlelia, Silvia Pagamo, Leonardo Locchi
coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino
con il contributo di NEXT laboratorio delle idee e la distribuzione dello spettacolo dal vivo 2018-2019,

Fondazione CARIPLO e Regione Lombardia

Lo spettacolo è presentato per gentile concessione della
Warner Bros.Entertainment e sostenuto nell’ambito di Next 2018/19

Prima nazionale

Grande produzione quella messa in atto da parte del Teatro Elfo-Puccini che ha attinto a uno degli spettacoli di maggior successo del teatro internazionale, dovuto alla penna di Simon Stephens uno dei più fecondi drammaturghi inglesi con all’attivo numerosi premi. Si deve a lui la versione teatrale del 2012 “The Curious Incident of the Dog in the Night-Time“ che ha prolungato il successo dell’omonimo romanzo di Mark Haddon, scrittore inglese che scrive per lo più racconti per ragazzi e che ha “sfondato” con questo romanzo in vari paesi del mondo.

In Italia il romanzo ebbe molto successo nella versione italiana “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” che uscì nel 2003 nella traduzione di Paola Novarese e fu tra i libri più venduti dell’anno e continua ancora adesso a essere richiesto nelle librerie.

La traduzione della versione teatrale italiana è stata invece portata a termine da Emanuele Aldrovandi, pluripremiato scrittore di teatro non meno importante di Simon Stephens e che nella scrittura della drammaturgia in italiano si è mantenuto fedele alla stesura del collega inglese.

Il protagonista dell’opera è Christopher (l’attore-rivelazione Daniele Fedeli), un ragazzo di quindici anni affetto dalla sindrome di Asperger che, a causa della patologia in cui versa, vive un cattivo rapporto con il mondo esterno ed è affetto da forme di autismo per cui non vuole essere toccato, odia i colori giallo e marrone, non tollera mangiare due cibi diversi se si trovano vicini l’uno all’altro e altre manie ancora. Nutre un’ammirazione per i libri di Sherlock Holmes e, come tutti i malati della Sindrome di Asperger, ha sviluppato una passione particolare per una materia: la sua è la matematica, a renderlo un genio. Egli vive con il padre che gli ha raccontato che la madre è morta.

Una notte viene trovato ucciso, trafitto da un forcone, Wellington, il cane di Mrs Shear (l’attrice Debora Zuin), vicina di casa, e lui, da bravo estimatore di Sherlock Holmes, decide di indagare su chi possa essere stato l’assassino e, come farebbe lo stesso Holmes, inizia a prendere appunti in un quaderno, acquisendo indizi e testimonianze che lo porteranno poi a scoprire la verità e, con essa, un’altra verità ancora più importante che potrebbe cambiare il suo modo di essere.

Per evitare spoiler mi fermo qui nel raccontare le varie peripezie che Christopher dovrà affrontare nella storia, dirò solo che per lui i vari avvenimenti cui andrà incontro saranno una strada in salita, in un crescendo misto di dramma e commedia, dove il giallo diventa rosa e viceversa. Il tutto condotto da una regia eccezionale realizzata a quattro mani da due nomi storici del Teatro dell’Elfo:

Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Sul fondale e sulle pareti laterali tre grandi schermi proiettano frasi-chiave, immagini di vari luoghi, curati sapientemente dalle scritte di Ferdinando Bruni e dai video di Francesco Frongia. Alcune scene in particolare sono degli inediti effetti speciali, quando, per esempio, si vede allontanarsi il protagonista verso il fondo dove l’immagine che appare sul telone è rappresentata da gradini sui quali si vede arrampicare il ragazzo naturalmente filmato in precedenza mentre lui è nascosto dietro lo schermo. Il tutto con un trucco teatrale che solo il vero talento può escogitare.

Non altro sulla scena se non all’inizio quella del cane trafitto che poi viene naturalmente portato dietro le quinte e delle forme di parallelepipedi che vengono spostati velocemente dagli attori stessi in vari punti a simulare oggetti vari. Attori che sembrano più numerosi di quanto siano in realtà, in quanto, a parte Daniele Fedeli, Elena Russo Arman, nel ruolo della maestra, Davide Lorino, nella parte del padre e Alice Redini,in quella della madre,gli altri interpretano più personaggi, aiutati anche dalle maschere di Saverio Assuma, tra i quali non è possibile non citare la brava e “storica” attrice del Teatro dell’Elfo Cristina Crippa, sempre bravissima in qualsiasi ruolo.

Le musiche originali di Teho Teardo sono adeguate al tipo di spettacolo fornendo una perfetta colonna sonora alle varie azioni di scena. 

Una bellissima rappresentazione teatrale dl taglio quasi cinematografico, dove il ritmo mantiene desto l’interesse del pubblico, costituito alla prima, da moltissimi giovani.

Io, che ho visto nascere il Teatro dell’Elfo, ho ritrovato in questi attori, così collaborativi tra di loro da fare “squadra”, i momenti in cui portarono al successo un’opera come “Sogno di una notte di mezza estate” e iniziarono a fare apprezzare il teatro al mondo giovanile. Qualcuno, come Gabriele Salvatores ha seguito altra strada, ma quelli che sono rimasti ora non mi è sembrato che abbiano perso un briciolo dell’antico entusiasmo, che è rimasto sempre uguale, se non di più, arricchendo il loro bagaglio lavorativo con l’inventiva segno della loro giovinezza, sempre pronta a crescere e mai adagiarsi sugli allori. Anche accogliendo i mezzi più moderni che la vita odierna mette a disposizione nel mondo dello spettacolo.

Al termine della commedia e prima di raccogliere gli applausi Daniele Fedeli ha recitato, con un parlare velocissimo senza perdere un colpo e correndo a perdifiato da un punto all’altro del palcoscenico, il teorema di Pitagora, mentre sugli schermi correvano le formule.

Il tripudio finale era ormai scontato. Il pubblico della prima in stand ovation nella grande sala Shakespeare completamente piena.

Lo spettacolo rimarrà a Milano per tutto dicembre e. fino al 13 gennaio, ci sarà modo, quindi, di vederlo e rivederlo, poi andrà in tournée a Torino.

https://www.youtube.com/watch?v=ZqjyRZ1Npn4

https://www.youtube.com/watch?v=ppC5nfH1m38

INFO
Da mercoledì 5 dicembre a domenica 13 gennaio
Sala Shakespeare, Elfo Puccini
dal martedì al sabato ore 20:30, domenica ore 16:00
mercoledì 26 dicembre ore 17:30
prenotazione: tel. 02.0066.06006

Biglietteria @elfo.org

Prezzi:
intero € 32,50 – ridotto under 25 e over 65 € 17,00
ridotto under 18 e scuole : € 12.00
Martedì posto unico : € 21,50
È valido l’abbonamento “Invito a teatro” – tagliando Elfo Puccini
www.elfo.org

Replica speciale 31 dicembre (ore 20,30): spettacolo + party + brindisi di mezzanotte € 70,00

Informazioni su Carlo Tomeo (37 articoli)
Carlo Tomeo, ex responsabile amministrativo in scuole pubbliche statali. I suoi interessi spaziano tra la letteratura e  teatro, l’arte, il cinema e la musica leggera. Da circa cinque anni ha scritto, per diverse testate, recensioni teatrali, di letteratura e musicali, oltre a notizie di eventi di carattere culturale. È bene introdotto nella maggior parte dei teatri milanesi, da cui riceve regolarmente comunicati stampa che pubblica sulla sua pagina personale di Facebook.