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MotoGp, Marquez torna su Sepang: ‘Io e Rossi sappiamo la verità’

Marc Marquez torna a parlare del tanto discusso episodio di Sepang con Valentino Rossi, che ha segnato in maniera indelebile il Motomondiale 2015, decretando di fatto l’impossibilità del pilota di Tavullia di combattere ad armi pari con il compagno di team e rivale per la corona iridata Jorge Lorenzo: «È stata la rabbia a generare tutto – afferma il pilota della Honda – ma per capire bisogna risalire alla radice di quello che è successo». Stando a quanto affermato dal pilota della Honda, la scintilla che ha fatto esplodere il calderone è stata determinata dagli attacchi verbali di Rossi nella conferenza stampa del giovedì: «Mi sono trovato in una conferenza stampa senza senso da cui sono scaturite cose sgradevoli per il motociclismo. È da lì che è cominciato tutto, tutti volevano dire la loro opinione, tutti erano diventati esperti di moto. Rispetto i pareri di tutti, ma la verità su quello che è accaduto la sappiamo solo io e Valentino. Io comunque ho girato pagina e sono già concentrato sul 2016».

Il pilota spagnolo traccia poi un bilancio finale del suo 2015, non lesinando l’autocritica, soprattutto con riferimento all’avvio di stagione e le prime 7 gare, nelle quali solo due volte è finito a podio (vittoria ad Austin e secondo posto in Spagna) cadendo in ben tre occasioni: «Non sentivo la moto come la volevo e probabilmente avrei dovuto avere più pazienza durante le gare, perché i Gp da zero punti mi hanno svantaggiato nel resto della stagione – precisa – A partire da Assen tutto è andato molto meglio e avrei potuto lottare per il titolo, ma era difficile recuperare 75 punti a due piloti come Rossi e Lorenzo». L’ex campione del mondo, però, cerca di non fare drammi, guardando con estrema positività al prossimo anno: «Ho appreso tante cose dall’ultimo Mondiale, non solo in pista ma anche tecnicamente – conclude – si impara molto più dalle sconfitte che dalle vittorie».

La verità è che Marquez cerca di fare un gioco astuto e opportunista: gettare dell’acqua sul fuoco ardente della rabbia valentiniana, da lui esclusivamente cagionata, per evitare ostacoli conseguenti lungo il cammino del prossimo anno. Ciò che il giovane pilota spagnolo fa fatica a comprendere è che le parole servono a poco davanti ad una considerazione complessiva evidentemente contraria al suo tentativo di depistaggio della colpa e di sdrammatizzazione di un episodio che, invece, è già passato alla storia di questo affascinante e unico sport.

Giuseppe Ferrara