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Non aver paura (è solo uno spettacolo), Teatro Martinitt di Milano, fino al 3 giugno

visto e recensito da Carlo Tomeo.

scritto da Eduardo Aldan
tradotto e adattato da Franco Ferrini,
progetto artistico di Gianluca Ramazzotti
in scena in prima milanese dal 17 maggio
con Claudia Genolini, Eduardo Frullini e Emiliano Ottaviani
e con Gianni Garko
regia Ricard Reguant e Enzo Masci
produzione Ginevra Media Company – Aldan Company

Dopo il grande successo riportato nella scorsa stagione in Spagna, Portogallo e Messico, è arrivato in Italia l’horror in teatro: “Non aver paura (è solo uno spettacolo) che viene presentato come una forma di esperimento teatrale di un genere che appartiene solitamente al cinema.

Prima dello spettacolo la sala è semibuia e gli spettatori vengono accompagnati alle loro poltrone da strani personaggi vestiti in nero con sul volto maschere antigas, foriere di possibili incidenti che possono avvenire durante la serata? Solo a un certo punto si scoprirà il motivo di quelle maschere.

Quando il pubblico si è accomodato completamente, appare un filmato in cui si racconta che durante la seconda guerra mondiale il teatro Martinitt (allora chiamato Teatro Alce) fu colpito da un bombardamento durante una rappresentazione, e molte furono le vittime. Non vennero trovati i corpi del proprietario e di una delle sue due figliolette ma vennero dati per morti e nel cimitero furono poste le croci sulle loro tombe vuote. Al termine del filmato si presenta sul proscenio il maestro di cerimonia (interpretato da Gianni Garko) che, avverte il pubblico che la sala è blindata e che attraverso le videocamere, installate in vari luoghi del teatro, si sono viste aggirare  due presenze date per morte, il proprietario del vecchio teatro e quello della figlioletta. Passa a parlare quindi della paura e delle varie forme che può prendere e, a dimostrazione di questo, annuncia che si assisterà a tre brevi spettacoli dove verranno rappresentati tre gradi di paura che vanno da quello più semplice (timore di qualcosa di non conosciuto e ansietà) a quello medio (il terrore) fino all’ultimo che è rappresentato dall’orrore.

Si apre quindi il palcoscenico e si assiste a una rappresentazione del primo grado di paura. E questo naturalmente avviene per le altre due interpretazioni intervallate da  altri interventi del maestro di cerimonia il quale include nella paura anche le fobie, come l’aracnofobia (paura dei ragni), la coulrofobia (paura dei clown), l’agiofobia paura dei santi e delle cose sacre), la tricofobia (paura dei buchi). Il pubblico viene quindi avvisato, specialmente le persone che soffrono di tali fobie, di stare in guardia perché durante i tre spettacoli possono accadere in sala le cose più strane legate a queste fobie. E in effetti di cose insolite ne accadono agli spettatori e le urla provenienti dagli stessi sono reali.

Non è possibile raccontare quello che succede sia durante le tre rappresentazioni, sia durante i discorsi del maestro di cerimonia. Si può dire, però, che la paura che si avverte vedendo un film è una paura meno accentuata di quella che si possa provare in un teatro, perché la mente umana sa che il film che sta vedendo, per quanto terrorizzante possa essere, è stato girato tempo prima e non può coinvolgerlo se non emotivamente. La paura che può essere avvertita in teatro è altra cosa, specialmente se vieni messo in guardia che ti possa accadere qualcosa che la provochi realmente. Come è difatti successo e le prove sono state le urla di diversi spettatori che ne sono state vittime. Il maestro di cerimonia aveva avvertito, tra l’altro, che uno spettatore non può mai sapere chi è la persona che gli siede al fianco o alla poltrona dietro la sua.

È pur vero che, se sei avvertito in anticipo che qualcosa ti possa accadere, sei già preparato psicologicamente e quindi metti in atto le tue difese.

Il discorso fatto da un Gianni Garko (che dà un’ottima prestazione del suo personaggio, e che, più che un maestro di cerimonia appare come un’insegnante

che spiega quanto la paura sia, in realtà, un’emozione di base dell’uomo ed è provata da tutti, animali compresi, e che li mette in guardia per la loro difesa).

Quindi non esistono uomini e animali che non abbiano oggi le loro paure e che gli permette di sviluppare il coraggio per meglio affrontarle.

Molto bravi i tre attori che hanno interpretato i tre mini spettacoli.

Nella rappresentazione non manca lo sconvolgimento del colpo di scena finale che è veramente inimmaginabile e raccapricciante.

Tra urla del pubblico, sfioramenti di strani personaggi che ti toccano, esplosioni e quant’altro lo spettacolo alla fine riesce a divertire (e in effetti, non a caso, il sottotitolo è tranquillizzante)

Teatro sold out alla prima milanese e se ne consiglia la visione per provare una sensazione nuova che non è la solita proposta di “ teatro nel teatro”, ma qualcosa di diverso e ricco di effetti speciali.

 


INFO e PRENOTAZIONI
Teatro Martinitt, via Pitterri, 58 – 20134  Milano
tel.  02 36.58.00.10
parcheggio gratuito
recite dal giovedì alla domenica
orario spettacoli: giovedì – sabato:  ore 21il sabato anche alle 17,30
domenica ore 16,00
biglietteria – orari: lunedì 17,30 – 20,00
martedì e sabato:10 – 20
domenica: 14-20
Prezzi: ingresso 22 euro – ridotto: 16 euro

 

Informazioni su Carlo Tomeo (14 articoli)
Carlo Tomeo, ex responsabile amministrativo in scuole pubbliche statali e andato in pensione anticipata. I suoi interessi spaziano tra la letteratura e il teatro, l’arte, il cinema e la musica leggera. Da circa cinque anni ha scritto, per diverse testate, recensioni teatrali, di letteratura e musicali, oltre a notizie di eventi di carattere culturale. È bene introdotto nella maggior parte dei teatri milanesi, da cui riceve regolarmente comunicati stampa che pubblica sulla sua pagina personale di Facebook aperta a tutti; in particolare si interessa al teatro off.

Informazioni su Carlo Tomeo (22 Articoli)
Carlo Tomeo, ex responsabile amministrativo in scuole pubbliche statali. I suoi interessi spaziano tra la letteratura e teatro, l’arte, il cinema e la musica leggera. Da circa cinque anni ha scritto, per diverse testate, recensioni teatrali, di letteratura e musicali, oltre a notizie di eventi di carattere culturale. È bene introdotto nella maggior parte dei teatri milanesi, da cui riceve regolarmente comunicati stampa che pubblica sulla sua pagina personale di Facebook.
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