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Quasi niente: storia di un disagio esistenziale

Dopo Reality (2012), Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2013) e Il cielo non è un fondale (2016), Daria Deflorian e Antonio Tagliarini – Premio Ubu per l’innovazione alla drammaturgia nel 2014 – tornano per REf con Quasi Niente nuova produzione ispirata a Il Deserto Rosso (1964) di Michelangelo AntonioniIn scena tre donne e due uomini (accanto al duo: Monica Piseddu, Francesca Cuttica e Benno Steinegger) lavorano attorno alla figura di Giuliana, moglie e madre, interpretata nel film da una giovane Monica Vitti.

Ma cos’è e cosa ha da dirci Quasi niente?

Secondo quanto affermato dai creatori, in un’intervista curata da Chiara Pirri, Quasi niente è un chiaro riferimento alle figure – che popolano la scena e la quotidianità – fragili, instabili, incapaci di stare comode dentro la vita. Lo spettacolo, come il film, sempre secondo quanto affermato dai suoi due creatori, ha riscontrato lo stesso disagio esistenziale contemporaneo, nonché la stessa fatica a stare “dentro la realtà”. Ed è proprio attraverso una recitazione “quotidiana” – per quanto la convenzione teatrale consenta – che Deflorian e Tagliarini cercano – riuscendoci – a portare in scena la vita “reale”. Un discorso paradossale, che soltanto assistendo alla messinscena si può ben comprendere. A suscitare attenzione e interrogativi, e Quasi niente ne suscita e non pochi, è questa pacatezza nell’interpretazione. Scelta che va definisce a 360 gradi lo stile registico e drammaturgico. Drammaturgia che non manca di sarcasmo verso l’umano e verso la modalità standardizzata di fare teatro.

Quasi niente resterà in scena al Teatro Argentina fino a domenica 14 ottobre.

Informazioni su Giorgio Volpe (118 Articoli)
Giorgio Volpe Redattore Spettacolo Nato nel 1990, amante dell’arte, soprattutto di quella scenica, si laurea nel 2013 in Scienze Umanistiche (Arti e Scienze dello Spettacolo - La Sapienza/Roma) con una tesi su “The Lion King – il musical” e nel 2018 consegue la specialistica in Lettere e Filosofia (Spettacolo, Moda e Arti Digitali - La Sapienza) con una tesi dal titolo "Teatro Ragazzi. Esperienze tra Italia e Francia". Quello della scrittura giornalistica è un hobby che gli permette di abbinare l’utile al dilettevole.