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Rimborsi, voli cancellati e l’ennesima spallata dell’Antitrust

Parma, 3 agosto 2020 – Come ampiamente prevedibile, la schizofrenia legislativa sul tema dei rimborsi per i servizi di trasporto e turistici poteva generare solo confusione e incertezza. Ha fatto chiarezza l’Antitrust, i cui interventi hanno dato l’ennesima spallata e fatto sì che le aziende mettessero in atto una vera e propria retromarcia. Tuttavia, non tutte le questioni sono definite e quindi è necessario dare alcune indicazioni per evitare che si creino aspettative inutili e per offrire comunque un quadro complessivo della situazione. 

Partiamo dal provvedimento dell’Antitrust che ha ritenuto idonee le iniziative messe in atto da Alitalia e da Volotea per rimborsare in denaro i voli cancellati se il passeggero lo chiederà. Occorre, però, precisare che si tratta dei voli cancellati a partire dal 3 giugno in poi, data in cui gli aerei son tornati a volare. Restano esclusi quindi tutti i voli cancellati a partire dal mese di marzo fino al 3 giugno per i quali le già menzionate compagnie restano nelle loro posizioni ed in virtù delle leggi approvate ritengono di poter assolvere all’obbligo di rimborso con il rilascio di un voucher, la cui durata è stata estesa a 18 mesi. 

Confconsumatori mantiene la propria posizione e ritiene che, nonostante l’attuale quadro normativo, anche questi voli debbano essere rimborsati subito in denaro. Ricordiamo, infatti, che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è intervenuta sulla questione con una propria Segnalazione al Parlamento e al Governo con la quale ha evidenziato che l’art. 88-bis si pone in contrasto con la vigente normativa europea, che prevede il diritto del consumatore ad ottenere un rimborso. Bisogna evidenziare che solo Ryanair ed Easy Jet hanno già annunciato che non intendono violare la normativa europea e che rimborseranno in denaro i passeggeri che lo chiederanno. 

Oltre all’Antitrust è intervenuta anche la Commissione europea che ha già aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia proprio per l’approvazione di leggi che hanno consentito il rimborso esclusivamente a mezzo voucher. La posizione di Confconsumatori ha trovato quindi conforto da questi due atti e la questione è ancora del tutto aperta. 

«Consigliamo ai passeggeri – hanno dichiarato Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori, e l’Avvocato Carmelo Calì, Responsabile nazionale del Settore Trasporti dell’associazione – di insistere nel chiedere il rimborso in denaro, anche perché l’eventuale invio e ricezione di un voucher non costituisce per nulla accettazione dello stesso da parte del passeggero, tranne che quest’ultimo abbia manifestato espressamente una volontà in tal senso». 

Confconsumatori torna, pertanto, ad offrire ai viaggiatori alcunii schemi di lettera da utilizzare per contestare i voucher, scaricabili gratuitamente sul nostro sito (link:  www.confconsumatori.it/voucher-e-procedura-di-infrazione-ue-occorre-nuova-legge/).

L’associazione ricorda, infine, che è online, sulla piattaforma Change.org, la petizione per i rimborsi in denaro, già arrivata a ben 22.000 firme. Nel ringraziare tutti coloro che hanno già firmato, Confconsumatori chiede a tutti di continuare a sostenerla, perché rafforzare e incrementare la petizione significa sostenere la battaglia a favore dei rimborsi in denaro. (Link alla petizione: http://chng.it/yMf2kBgj )