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Salento: Alessano si prepara alla visita del Santo Padre alla tomba di don Tonino Bello

Durante l’ Educational Tour “Torneo di Carnevale: sport e cultura nella terra dei due mari – 08-13/02/2018“. progetto organizzato dal Comune di Castrignano del Capo con la collaborazione del Gab Lupiae del CTS di Lecce e finanziato dalla regione Puglia nell’ambito del P.O.R. Puglia FESR-FSE 2014/2020 – ASSE VI – “Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali”, i partecipanti hanno visitato Alessano,  una cittadina del Salento,  che ha dato  i natali  il 18 marzo del 1935 ad un personaggio di grande rilievo: Don Tonino Bello.

In questi giorni in tutto il paese c’è un grande fermento per la notizia, che era nell’aria da qualche mese, ma ufficializzata da pochi giorni: l’omaggio del Papa alla Tomba di Don Tonino.

Purtroppo è stata esclusa la visita alla casa natale che si trova al numero  41 di Piazza don Tonino Bello accanto alla Cattedrale, e che racchiude tutta la storia della sua, ahimè, breve vita. Oggi la casa è un museo, dove ogni anno migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia ed Europa si recano a rendere omaggio al “piccolo grande prete” e conservarne la memoria.

Il volto dell’uomo all’entrata della modesta casa   sembra abbracciare i pellegrini in una muta benedizione, i suoi occhi ispirano gioia e serenità. In questa casa Don Tonino visse tuttavia pochi anni, dopo le scuole elementari le sue doti di ottimo studente furono notate dal parroco che lo raccomandò al  seminario  di Ugento

A quei tempi i poveri facevano così per far studiare i figli. Dopo gli studi liceali nel seminario regionale di Molfetta, l’8 dicembre del 1950 fu ordinato sacerdote nella chiesa di Ales­sano.

Parroco di Tricase  nel 1958 fu inviato a Bologna per frequentare i corsi di teologia al seminario di studi sociali dell’Onarmo. Andò nella Bologna del cardinal Lercaro, padre conciliare. La ‘Bologna rossa’ dove l’impegno della Chiesa agiva su due fronti: la spiritualità promossa e ricercata per contrastare ‘i comunisti atei’ e la scelta del confronto con tutti, anche con loro, nel momento in cui la città vedeva crescere nelle sue periferie potenziali aree di sviluppo territoriale ed economico ma anche nuove questioni sociali. La Chiesa che non si chiude in difesa ma con dignità e fermezza segna il suo compito, la sua missione diversa ricercando per il bene del suo popolo il confronto anche con chi non crede. Tra i suoi insegnanti anche mons. Bettazzi.

Il 10 agosto 1982 fu nominato vescovo di Molfetta , dove per la sua opzione radicale a favore dei diseredati, degli esclusi e degli ultimi della Terra, divenne  il simbolo di una nuova stagione di speranze per la comunitá dei cattolici. Le sue folgoranti metafore letterarie (“La Chiesa del grembiule”, “La pace come convivialitá delle differenze”) desunte sempre dall’essere “dentro” le concrete problematiche culturali e sociali del nostro tempo ne hanno fatto, unitamente alla sua passione pacifista e non violenta, una delle voci piú ascoltate anche fuori dagli ambienti cattolici.

La malattia lo colpì a tradimento, ma non lo piegò: gravemente malato guidó nel 1992 la marcia dell’ONU dei Poveri nella Sarajevo martoriata dalla guerra. La sua straordinaria attivitá pastorale e la sterminata produzione letteraria sono un’enorme ereditá su cui riflettere per chi é impegnato nella difficile strada dell’ecumenismo e della costruzione di mondi nuovi. Celebri, per lo scalpore che suscitarono, le sue vibranti prese di posizione contro la militarizzazione del territorio pugliese e contro la guerra nel Golfo, la sua “Lettera ad un fratello marocchino” e l’iniziativa di accogliere nella sede vescovile alcune famiglie di sfrattati.

La tomba dove egli riposa, nel cimitero di Alessano, é meta di un’incessante pellegrinaggio e a tutti i pellegrini si unirà in preghiera  il 20 aprile 2018 il Santo Padre a 25 anni dalla sua morte

La prima tappa di Papa Francesco sarà Alessano, cittadina pugliese che ha dato i natali a don Tonino, il 18 marzo del 1935, e che ora ospita la sua tomba, presso la quale il Papa sosterà in preghiera. “Il Papa viene incontro ad un grande desiderio di tutto il Salento”, il commento a caldo rilasciato al Sir da mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca. “La data scelta dal Santo Padre è estremamente significativa”, commenta il presule, ricordando che proprio il 20 aprile di quest’anno ricorre il 25° anniversario della morte. Quella di Papa Francesco, dunque, non è “una visita di circostanza, ma la proposta di un modello”, osserva Angiuli: “Il Santo Padre viene a porre il sigillo della sua autorità riconoscendo nel Servo di Dio un testimone autentico del Vangelo e additando la sua persona e il suo messaggio come una fonte preziosa per la missione della Chiesa agli uomini e donne del nostro tempo”.

Don Tonino, per Angiuli, è stato un vescovo secondo il Concilio Vaticano II, soprattutto per la sua “attenzione privilegiata agli ultimi e ai poveri, con uno stile di fraternità e con gesti profetici che invitavano alla pace e alla non violenza”.

Il vescovo conserva ancora il ricordo della gioia di aver celebrato con lui una delle sue ultime messe, il 17 marzo 1993, nella casa che ora in arcivescovado mons. Cornacchia ha adibito ad una sorta di “piccolo santuario”, dove sono conservati tutti i suoi ricordi: “Sono decine e decine i ragazzi e le ragazze che vengono qui sulle sue orme”, informa il vescovo: “Quando entrano in queste stanze, molti di loro fanno il segno della croce e qualcuno si asciuga di nascosto le lacrime”.

Informazioni su Annamaria Demartini (1055 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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