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Sisma Etna: ‘La Terra Trema’ ma si tenta di tornare alla normalità

Solidarietà e concretezza alla popolazione etnea colpita, ma mai atterrata!

Acireale, centro turistico posto alle pendici dell’Etna, sospeso tra il mare e la maesta del Mongibello (A Muntagna), al pari dei comuni limitrofi, in questi giorni, stanno cercando di tornare alla quotidianità tipica antecedente le festività.

Non è facile come gli altri anni, però; se bastava prima staccare qualche luminaria e rimuovere qualche addobbo, adesso ci sono da fare i conti su ciò che il terremoto della notte di Santo Stefano ha lasciato ben visibile agli occhi dei cittadini. Tutti sono ben consapevoli di ciò che è accaduto, ma bisogna approfondire un po’ e soprattutto non bisogna farsi prendere nè dal panico nè tanto meno può avere il sopravvento lo sconforto.  Così come è stato dalla notte dei tempi questo lembo di terra siciliana, combatte e argina le avversità con il suo vulvano, come in una sorta di rapporto amoroso tra amore e odio, dove prevale la passione e mai la rabbia.

L’Etna non è soltanto il vulcano più alto d’Europa, bensì è anche quello più attivo; non è difficile quindi immaginare che, data la frequente attività vulcanica sono frequenti anche i fenomeni sismici ad essa collegati. In passato, alcuni terremoti hanno davvero messo in ginocchio la terra Siciliana; basti pensare a quello del 1699, in cui la lava arrivò fino al centro della città Catanese o, più recentemente, quello che nel 1984 colpì la frazione di Fleri e Zafferana Etnea causando ingenti danni alle strutture oltre che un bilancio di 9 feriti.

A generare tutti questi fenomeni sismici sarebbe una spaccatura sottomarina denominata “scarpata di Malta”, costeggiante la Sicilia orientale: proprio da questa “faglia” l’Etna si rifornisce del magma che andrà a depositarsi nelle camere magmatiche superficiali e darà vita alle successive eruzioni e, conseguentemente, ai fenomeni sismici.

In un comunicato stampa, il comune di Acireale dichiara che ci sono state 1042 richieste di sopralluogo, per verificare l’agibilità delle strutture colpite: solo 300 sono stati ancora eseguiti.

Il sindaco pentastellato, l’acese ing. Stefano Alì, ha manifestato la volontà di velocizzare il più possibile le procedure necessarie per iniziare le operazioni di restauro del territorio, anche perché i problemi legati alla viabilità restano un pesante fardello che non è possibile tenere in secondo piano a lungo.

Ancora il primo cittadino di Acireale, nel medesimo comunicato, ha porto i suoi ringraziamenti ai volontari della protezione civile e ai vigili del fuoco, augurando generalmente un buon 2019 all’insegna del miglioramento.

Nota di redazione:
Abbiamo contattato il sindaco Stefano Alì e attendiamo da lui indicazione per una raccolta fondi solidali,  che vogliamo promuovere sulle nostre pagine, perchè il gornalismo è anche concretezza e questa come i sogni passano anche dal web.

Informazioni su Attilio Privitera (10 Articoli)
Attilio Privitera, più conosciuto come Mapri, nasce a Catania e vive ad Acireale (CT) dove è integrato nel tessuto sociale di quel luogo, legato ai luoghi narrati da Omero e più recentemente dal Verga. La sua cultura subisce l'influenza dei classici greci e quelli più contemporanei. Ha frequentato il Liceo delle Scienze Umane di Acireale ed è studente della facoltà di Scienze della comunicazioni all'Università degli Studi di Catania. I suoi interessi spaziano tra la Scienza e la Cultura, là dove l'uomo è protagonista.
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