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Studio su Cassandra, un progetto teatrale con la regia di Mariella Messa Parravicini

Cassandra era  la più bella delle cinquanta  figlie di Priamo, e  aveva avuto dagli dei  il  grande dono della veggenza ma nello stesso tempo di non essere  mai creduta.

I poemi epici , le tragedie  greche  hanno messo in grande risalto la figura di questa sfortunata eroina troiana,che da principessa divenne schiava del potente Agamennone, vincitore della guerra di Troia che la scelse come bottino di guerra.

La sua immagine che si stagliava sulle alte mura di Troia, gridando invano di non fa entrare il cavallo nella città,   diventava il simbolo delle tante voci femminili mai ascoltate.

 Christa Wolf  scrisse uno studio su Cassandra , nel quale  la principessa perde la sua veste sacerdotale per mostrare  solo l’aspetto della donna .
Christa Wolf (1929-2011), fu una delle più influenti scrittrici della letteratura tedesca del Novecento.
Convinta promulgatrice dell’importanza della letteratura, non solo nell’ambito dell’educazione e della conoscenza, ma anche nel campo politico. Prima di essa subì due dittature (nazista e sovietica), la guerra fredda e la costruzione del muro di Berlino. Tutte le sue opere riflettono quel mondo passato.
“Cassandra” fu certamente il lavoro più importante, pubblicato nel 1983 e tradotto in tutte le lingue, ma  censurato in Germania.
L’ispirazione che divenne in seguito ricerca e passione, le fu data quasi per caso.
Perso il volo che da Berlino doveva portarla ad Atene, la Wolf rimase ad attendere nell’aeroporto, ma come ogni buon lettore, aveva portato con sé un libro, “L’Orestea” di Eschilo.

La Wolf andò oltre l’immagine mitizzata di Cassandra, percorse anche lo stesso viaggio che dall’Asia Minore, portò la principessa a Micene, fermandosi alla Porta dei Leoni, su cui ella certamente posò un’ultima volta gli occhi.
Il libro si sviluppa mediante una reinterpretazione della storia, più moderna e soprattutto potentissima nel suo significato morale e apertamente diretta al lettore. Non è la scrittrice a raccontare, ma la stessa protagonista a narrare o ricordare, attraverso un monologo interiore, un profluvio di parole inarrestabile, per poi lasciare spazio al silenzio.

Lo “studio su Cassandra” nasce come progetto aperto e fluido: cinque attrici impersonano differenti aspetti della psiche del personaggio, ciascuna estrapolando dal romanzo di Christa Wolf una specifica linea narrativa. Cinque momenti diversi, dunque, che hanno portato la regia a scegliere come titolo di lavorazione “Divagazioni su Cassandra”, a rimarcare la diversità di approcci e intenti.

In corso d’opera, tuttavia, è emersa in maniera sempre più evidente la sostanziale unità sottesa ai differenti filoni della narrazione, interrelati mediante una serie di allusioni e rimandi interni, che si è scelto di privilegiare portando alla luce il sistema di simboli e connessioni di cui il testo è permeato, in maniera programmatica e codificata: non più “divagazioni”, quindi, bensì “studio”, organico e unitario. Il mito di Cassandra è così riassumibile: figlia di Priamo, ottiene da Apollo il dono della veggenza, commutato in maledizione quando rifiuta le profferte del dio: conoscerà il futuro ma le sue profezie non saranno credute. La storia di Cassandra si intreccia alle vicende della guerra di Troia: l’uccisione del fratello Troilo per mano di Achille, a sua volta attirato in un tranello; la vendetta dei greci e il sacrificio di Polissena; il rapporto mutevole fra Cassandra e i genitori, Ecuba e Priamo; il legame sentimentale con Enea quello emotivo con la schiava Marpessa – questi ultimi genuina invenzione di Christa Wolf.

Infine, l’inganno del cavallo e la violenza subita per mano di Aiace Oileo, durante la caduta della città. A creare un’atmosfera rarefatta contribuiscono la scenografia essenziale e i costumi, che esprimono un’oscillazione fra il simbolismo astratto – codificato nell’uso dei colori – e iconici rimandi alla modernità, incarnata da oggetti di uso quotidiano.

Tutto questo è stato messo in scena sul palcoscenico del Teatro delle Colonne, il 27 febbraio 2019  da cinque ragazze, alunne dei corsi di teatro della professoressa Mariella  Parravicini.

Francesca Candiani,  Michela Cannovale , Leda Peccatori, Ilaria  Sieli e Federica Villareale hanno dato voce a Cassandra , alle sue ansie , ai suoi dolori e anche al suo lato materno.

La regia è stata curata da Mariella Messa Parravicini.

La scelta dei brani  musicali per accompagnare la recitazione spazia dai bachiani ” Clavicembalo ben temperato”alle “Variazioni di Goldberg” nell’interpretazione pianistica di Glenn Gould, che  si alternano con  il pianoforte di Ezio Bosso (Following a Bird e The 12th Room), il pezzo pop degli ABBA Cassandra, la musica di John Denver (Take Me Home, Country Roads), José Gonzàlez (Stay Alive) e il canto popolare scozzese The Parting Glass, in una commistione di lirismo e sentimento che enfatizza il racconto.

Teatro alle Colonne, Milano
Corso di Porta Ticinese, 45 – 20123 Milano
+39 02 58113161

Informazioni su Annamaria Demartini (1044 Articoli)
Direttore responsabile di Mondopressing, milanese di nascita e affezionata alla sua città , laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha insegnato Inglese per molti anni nella scuola media statale.
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