News

Tecniche di evasione: dal 4 ottobre al Palazzo delle Esposizioni di Roma

Roma, 3 ottobre 2019Tra i migliori e più autentici episodi dell’arte contemporanea si contano quelli accaduti in clandestinità, nel retro degli apparati, di nascosto da istituzioni e comitati di amministrazione e la cui ricostruzione e testimonianza è già impresa di lotta. La storia dell’arte contemporanea diviene meravigliosa e commovente lì dove è stata ed è tuttora storia di clandestinità, sotterfugio, fuga ed elusionedaTecniche d’evasione, a cura di Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi, edizioni Cambia una virgola, Roma, 2019.

La mostra che apre al pubblico il 4 ottobre a Palazzo delle Esposizioni è dedicata alle«tecniche d’evasione», a tutte quelle tecniche per sfuggire ai controlli, per stordire la censura, per eludere il potere, deriderlo e lasciarlo interdetto. Come modello di tecniche e di strategie di protesta, per i risultati esemplari e straordinari raggiunti, è presa in considerazione l’avventura dell’avanguardia ungherese tragli anni ‘60 e ’70. Endre Tót, Judit Kele,Sándor Pinczehelyi, Bálint Szombathy, András Baranyay, TiborCsiky, Katalin Ladik, László Lakner, Dóra Maurersono alcuni degli artisti ungheresi le cui opere sarà possibile vedere in mostra. Oltre 90 lavori tra cui fotografie, collage, sculture, interventi urbani, operazioni concettuali, performance, mail art, poesia visiva, libri di artista testimoniano una protesta e un’avventura, con tecniche di fuga e aggiramento dei poteri anche solo per proclamare la propria diversità di pensiero in un sistema “che ci vuole tutti uguali e ugualmente felici”.Questi artisti ungheresihanno saputo mettere in atto un vero e proprio repertorio di azioni clandestine e di espedienti, che sono non soltanto espressioni di libertà ma anche della consapevolezza dell’operato che ogni potere esercita sulle coscienze.

Ad esempio: far viaggiare cartoline e spacci in libertà per i cieli d’Europa, attraverso la posta e sotto il naso dei controlli e della censura (Endre Tót afferma che nei regimi totalitari per fortuna la posta funziona perfettamente); o l’uso di scritte sui muri o sulla neve, tempestivamente cancellate dalla censura o ricoperte dall’inesorabilità del tempo; il sabotaggio con manifesti di propaganda o con azioni casalinghe nel giardino dietro casa; le manifestazioni in cui l’idiozia o la vertigine dell’intelligenza divengono grimaldelloper la mediocre capacità di comprenderleda parte del sistema, in grado così di far saltare in aria ogni possibilità di intervento.

Attraverso le attività di questo piccolo gruppo è data la possibilità non solo di presentare al pubblico un grande e vitalemomento dell’arte contemporanea, ma di mostrare un manuale visivo su come in ogni sistema di potere qualunque esso sia sia possibile, anche solo per un attimo, esprimere il proprio scontento, il non assenso alla favola della“felicità che ci viene imposta”, e prendere coscienza dei trucchi che ogni potere usa “per custodire il nostro benessere che è il suo benessere”.L’operato di raccolta e rintracciamento e messa in salvo di documenti, foto e materiali clandestini ed effimeri compiuto dal Ludwig Museum Museum of Contemporary Art di Budapest ha permesso la ricostruzione di questa storia esemplare.

Per questo stesso motivo la mostra si rivela anche l’espressione emblematica di uno dei compiti più alti che spetta alle istituzioni museali. Senza il Museo Ludwig e l’operato di coraggiosi collezionisti privati, l’intera storia di questa avanguardia sarebbe, infatti, andata dispersa o consegnata unicamente alla leggenda.

Elenco degli artisti in mostra:Gábor ATTALAI, András BARANYAY, László BEKE, Gabor BÓDY, Tibor CSIKY, Orsolya DROZDIK, Ferenc FICZEK, György GALÁNTAI, István GELLÉR B., Gyula GULYÁS, Tibor HAJAS, László HARIS, Károly HALÁSZ, Zsigmond KÁROLYI, Judit KELE, Katalin LADIK, László LAKNER, Dóra MAURER, Marcel ODENBACH, Gyula PAUER, Sándor PINCZEHELYI, Tamás ST. AUBY (SZENTJÓBY), Kálmán SZIJÁRTÓ, Lenke SZILÁGYI, Bálint SZOMBATHY, Endre TÓT.

Per l’occasione viene pubblicata una breve guida alla mostra, Tecniche d’evasione, a cura di Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi, edizioni Cambia una virgola, Roma, 2019 (€ 9). A fine mostra sarà disponibile il catalogo con testi dei curatori.
Titolo: Tecniche d’evasione. Strategie sovversive e derisione del potere nell’avanguardia ungherese degli anni ’60 e ’70.
A cura di: Giuseppe Garrera, József Készman, Viktória Popovics e Sebastiano Triulzi
Sede:Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 -00184 Roma
Periodo: 4 ottobre 2019 –6 gennaio 2020
Promossa da: Roma Capitale -Assessorato alla Crescita culturale; Azienda Speciale Palaexpo; National Cultural Found of Hungary
Organizzata da: Azienda Speciale Palaexpo; Ludwig Museum –Museum of Contemporary Art di Budapest; Accademia d’Ungheria in Roma
Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
Informazioni e prenotazioni:Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500; www.palazzoesposizioni.it
Biglietti: fino al 20 ottobre 2019, con in corso Tecniche d’evasione
Intero € 6,00; ridotto € 4,00; ragazzi dai 7 ai 18 anni € 4,00;
ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni;
biglietto Open € 9,50
Dal 22 ottobre 2019, con in corso Sublimi Anatomie, La meccanica dei Mostri e Tecniche d’evasione
Intero € 12,50; ridotto € 10,00; ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6,00; ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni; biglietto Open € 16,00