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Ugo, nessuno e centomila: i mille volti di Tognazzi al MIC

Fino al 31 dicembre il MIC di Viale Fulvio Testi rende omaggio a Ugo Tognazzi, uno dei più grandi attori italiani di tutti i tempi.

Versatile, abilissimo a passare dal comico alla tragedia, senza dimenticare i ruoli grotteschi, Ugo Tognazzi (1922-1990) prese parte a quasi 150 film, molti dei quali sono diventati dei veri classici del cinema; la rassegna dà la possibilità di vederlo alle prese con ruoli e registi diversissimi, rivelando sempre le sue doti: dall’immancabile Amici Miei atto II, di Mario Monicelli, a Il Vizietto, commedia di Jean Poiret, passando per Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada, Il Federale di Luciano Salce, Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli, La stanza del vescovo di Dino Risi, La tragedia di un uomo ridicolo di Bernardo Bertolucci (per cui vinse la Palma d’oro a Cannes come migliore attore) e La vita agra di Carlo Lizzani.

La rassegna propone anche un film girato da Tognazzi stesso nel 1967, Il fischio al naso, tratto dall’inquietante racconto di Dino Buzzati.

tognazziAmpio spazio è dedicato alla collaborazione di Tognazzi con Marco Ferreri, che mise in luce i lati più ambigui, grotteschi e cinici del suo personaggio: fanno parte della selezione il celebre La grande abbuffata, L’ape regina, L’udienza, Marcia nuziale e La donna scimmia: ispirato alla storia vera di una donna messicana, qui Tognazzi interpreta magistralmente Antonio Focaccia, un imbroglione che vive di truffe ed espedienti, che in un convento di suore conosce Maria, una giovane donna interamente coperta di peli (Annie Girardot). Fiutato l’affare, la convince a lasciare il convento, per conoscere “il mondo”, e la trasforma in un fenomeno da baraccone, mezza donna mezzo scimpanzè, che lui stesso avrebbe trovato nella foresta africana durante un viaggio avventuroso. Quando tenta di cederla ad uno “studioso” di fenomeni zoologici, Maria capisce che Antonio vuole solo sfruttarla e torna in convento; a quel punto, l’unico modo di riscattarla è il matrimonio, e così Antonio sposa la donna scimmia, pur non amandola. Alla fine, diventato ricco grazie al loro spettacolo, che li porterà fino a Parigi, Antonio si affezionerà a Maria, ma nonostate questo vago sentimento, continuerà a sfruttare la donna scimmia anche da morta, imbalsamata insieme al figlioletto nato morto, in un mostruoso e macabro spettacolo itinerante.

Per informazioni e dettagli e orari delle proiezioni
http://mic.cinetecamilano.it/rassegne/