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Vorrei Essere: il nuovo albo illustrato di Paolo Proietti edito da Il Ciliegio Edizioni

Appassionato di manga sin da piccolo, il giovane artista romano Paolo Proietti (1986) coltiva e matura la sua passione per il disegno frequentando il Liceo Artistico dove si diploma per poi perfezionarsi alla Scuola Internazionale Comics (in Grafica e Comunicazione Visiva) e seguire svariati corsi di acquerello. Quello dell’illustrazione per l’infanzia è un interesse che egli sviluppa solo più tardi, dopo aver conosciuto e praticato diverse tecniche e finalità del disegno.

Con Vorrei Essere (Il Ciliegio Edizioni) – disponibile in libreria dal 16 ottobre – Paolo Proietti è alla sua seconda pubblicazione. La prima è stata L’Avventura di Eddy Banana (Germani Editore – 2015). Nel 2016 il talento di Proietti riceve anche un premio prestigioso: il Premio Internazionale di Illustrazione per l’Infanzia “Scarpetta d’Oro” per un’illustrazione dal titolo Scarpe Biologiche.

Attualmente Proietti, oltre a lavorare come illustratore di albi, collabora con Lisciani Editore come illustratore di libri scolastici.

In occasione della pubblicazione di Vorrei Essere, abbiamo avuto il piacere di incontrare Paolo Proietti per una piacevole intervista.

A differenza de L’Avventura di Eddy Banana, in Vorrei Essere sei autore sia del testo che delle illustrazioni, un libro interamente concepito da te. Da dove nasce il bisogno di questa creazione totale? e perché Vorrei Essere?

L’ispirazione che mi ha portato a realizzare Vorrei Essere mi è venuta durante un workshop tenuto dal maestro Livio Sossi a Palermo e incentrato sulla creazione di un albo illustrato. Dopo aver appreso come fare, partendo dalla passione per il disegno che coltivo sin da quando ero bambino e che negli anni non ho mai abbandonato facendola diventare il mio mestiere, ho cercato di trasmettere (con le parole ma principalmente attraverso i disegni) il messaggio che, solo credendo veramente nei propri sogni, questi un giorno si potranno realizzare. Può sembrare banale, ma non lo è. È importante invece che il bambino inizi sin da piccolo a credere in se stesso e nei propri desideri. Perché alla fine si è veramente felici essendo quello che si vuole essere e avendo ciò che si vuole avere… ecco, il messaggio di Vorrei Essere è proprio questo.

Da cosa o da chi trai principalmente ispirazione?

Come amante dei manga e degli anime, è inevitabile che la mia ispirazione derivi da questo genere, per quanto il mio attuale stile se ne discosti molto. Personalmente ho trovato difficoltà ad “allontanarmi” dallo stile dei mangaka, caratterizzato prettamente da occhi grandi, linee sottili, corpi longilinei… L’allontanamento è stato volontario e motivato dalla ricerca di una mia personale identità artistica. Ayano Imai, Kim Minji (che è la mia musa) e alcuni illustratori francesi sono i miei mentori, oltre a ciò che leggo e sfoglio quotidianamente. Le illustrazioni di Ayano Imai e Kim Minji – che trovo poetiche, delicate, surreali – mi rendono felice e allo stesso malinconico. Malinconico perché rievocano la mia infanzia.

Qual è, secondo te, l’importanza e la finalità dell’illustrazione per l’infanzia? 

Rapportandosi con bambini che non sanno né leggere né scrivere, di età prescolare, l’illustrazione rappresenta il principale mezzo di veicolazione del significato. È come se l’illustrazione acquisisse una valenza sia visiva che verbale. La riuscita di una illustrazione è importante anche perché stimola la fantasia del bambino, contribuendo, di conseguenza, ad un migliore apprendimento della storia stessa.

Quali sono le tecniche che preferisci impiegare realizzando le tue tavole?

Sicuramente matite, pastelli e acquerelli. Ho anche usato il digitale qualche tempo fa ma continuo ad essere un fan della tecnica tradizionale, mi piace vedere l’effetto dei colori sulla carta, è più forte di me.

Qual è il messaggio che Paolo Proietti vuole comunicare attraverso la sua opera?

Come dicevo prima: esortare i bambini a non rinunciare mai ai propri sogni. Spesso nelle mie illustrazioni affianco al protagonista un animale. L’animale, oltre a rappresentare l’animale in sé, assume anche una funzione simbolica: l’amico, la sorella, un familiare, ogni figura che ci sostiene e ci incita a conseguire un obiettivo.

C’è un classico della letteratura per l’infanzia che ti piacerebbe illustrare?

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry perché lo ritengo molto vicino al mio stile; e Il Gigante Egoista di Oscar Wilde: la considero una storia triste per quanto dolce, che può insegnare molto sulla condivisione. Essendo il quinto di dieci figli, ho dovuto sempre condividere tutto con i miei fratelli e sorelle; questo da piccolo mi ha fatto molto soffrire. Grazie a questo racconto, ho capito invece l’importanza e il valore della condivisione.

Quanto è difficile vivere d’arte oggi in Italia, e a cosa pensi sia dovuta questa difficoltà?

Il fatto che si legga poco non aiuta noi illustratori. Più basse sono le tirature, meno consistente è il possibile guadagno. C’è anche da dire che la maggior parte delle case editrici investono poco sull’illustratore. Non esistono anticipi. Bisogna sperare che le vendite vadano bene, e comunque aspettare un anno dopo la pubblicazione, per vedersi versare (nella migliore delle ipotesi) l’8% sull’importo ricavato dalla vendita di ogni singola copia. L’Italia purtroppo è un Paese dove vivere d’arte è quasi impossibile, se non del tutto; un Paese al quale l’arte e la cultura sembrano non stare a cuore. Un artista non ha alcun tipo di tutela, ed è costretto a fare diversi lavori per arrivare a fine mese, vivendo in uno stato di frustrazione continuo. Chissà se, un giorno non troppo lontano, le cose cambieranno…

Quali sono i tuoi prossimi progetti editoriali/lavorativi?

Dunque: la collaborazione con Lisciani Editore; la realizzazione di un silent book che sarà edito da Albe Edizioni nel 2018; e l’illustrazione di E se il cielo non piovesse? scritto da Giorgio Volpe, un autore con il quale mi auguro di continuare a collaborare, poiché mi ritrovo molto nei suoi testi.

Per ulteriori dettagli su Vorrei Esserehttp://www.edizioniilciliegio.com/scheda-libro/paolo-proietti/vorrei-essere-9788867714339-463715.html

Per restare aggiornati sul lavoro di Paolo Proiettihttps://www.facebook.com/PallosIllustrations/

Informazioni su Giorgio Volpe (113 Articoli)
Giorgio Volpe Redattore Spettacolo Nato nel 1990, amante dell’arte, soprattutto di quella scenica, si laurea nel 2013 in Scienze Umanistiche (Arti e Scienze dello Spettacolo - La Sapienza/Roma) con una tesi su “The Lion King – il musical” e nel 2018 consegue la specialistica in Lettere e Filosofia (Spettacolo, Moda e Arti Digitali - La Sapienza) con una tesi dal titolo "Teatro Ragazzi. Esperienze tra Italia e Francia". Quello della scrittura giornalistica è un hobby che gli permette di abbinare l’utile al dilettevole.